Da Davids a Recoba: dieci prestiti d'oro

Hanno fatto la differenza nella lotta al titolo o in quella per la salvezza. Ricordiamo dieci grandi prestiti nel mercato invernale: Pirlo e Recoba nella lista.

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UEFA.com passa in rassegna dieci giocatori che si sono rivelati  determinanti nella lotta al titolo o in quella per la salvezza dopo un trasferimento in prestito a gennaio. Nella lista non possono mancare Andrea Pirlo e Alvaro Recoba.

Diego Costa (dall'Atlético Madrid al Rayo Vallecano, 2012)
Reduce da un grave infortunio al ginocchio, l'attaccante di origini brasiliane aveva bisogno di mettere minutaggio nelle gambe e il Rayo doveva salvarsi. Le dieci reti in 16 partite sono determinanti per la salvezza della squadra di Madrid. Al suo ritorno all'Atlético, Costa è un giocatore completamente rinato. 

Nikola Žigić (dal Valencia al Racing Club, 2009) 
La retrocessione sembrava ormai a un passo quando il club di Santander bussa alla porta del Valencia per chiedere il prestito di Žigić. Schierato a fianco di Pedro Munitis, l'alto attaccante serbo segna 13 gol in 19 partite che valgono la salvezza del Racing.

Recoba con la maglia dell'Inter
Recoba con la maglia dell'Inter©Getty Images

Álvaro Recoba (dall'Inter al Venezia, 1999) 
Praticamente tutti pensavano che il Venezia non sarebbe rimasto più di una stagione in Serie A, ma non avevano fatto i conti con Recoba. L'uruguaiano, allora 22enne, faticava a imporsi in Italia, ma gli 11 gol in 19 partite confermano tutto il suo incredibile talento e regalano la salvezza ai lagunari.

Jürgen Klinsmann (dalla Sampdoria al Tottenham, 1998)
Un altro eroe che torna nella sua vecchia squadra nel momento del bisogno. Con gli Spurs in lotta per non retrocedere, il 33enne tedesco segna nove reti in 15 partite, tra cui quattro contro il Wimbledon nella fondamentale vittoria per 6-2. La squadra del nord di Londra si salva e Klinsmann si ritira in grande stile.

Márcio Nobre (dal Cruzeiro al Fenerbahçe, 2004)
Nobre esordisce con un gol contro il Galatasaray, ma quello non sarà che il primo dei 12 in 18 partite. Grazie alle sue reti i Canarini Gialli vincono quell'anno il campionato. Oggi, dopo 13 anni, l'attaccante ha acquisito la cittadanza turca e gioca nella terza divisione con l'Erzurumspor.

I teenager d'oro
I teenager d'oro

Robbie Keane (dal Tottenham al Celtic, 2010)
I dieci punti di distacco dal Rangers sembravano insormontabili all'arrivo di Keane al Celtic, ma il miglior marcatore di tutti i tempi dell'Irlanda ha un ottimo impatto. Tifoso da bambino del Celtic, Keane segna 16 gol in 19 partite, e nonostante abbia giocato solo da gennaio a maggio, viene nominato Giocatore dell'Anno.

Edgar Davids (dalla Juventus al Barcellona, 2004)
L'olandese è stato una rivelazione nella sua breve parentesi al Camp Nou. Quando arriva in Spagna, i Blaugrana galleggiano a metà classifica, ma le sue fantastiche prestazioni aiutano la squadra a raggiungere un insperato secondo posto dietro il Valencia. A Davids è stato riconosciuto di aver dato una svolta alla stagione dei catalani.

Andrea Pirlo (dall'Inter al Brescia, 2001)
Pirlo era scarsamente utilizzato all'Inter ma, giocando insieme a Roberto Baggio e Josep Guardiola, il centrocampista si rilancia con Carlo Mazzone che lo impiega nell'inedito ruolo di regista basso davanti la difesa. L'AC Milan ci vede lungo e lo preleva proprio dai cugini Nerazzurri. Il resto è storia.

Sturridge con il Bolton
Sturridge con il Bolton©Getty Images

Daniel Sturridge (dal Chelsea al Bolton, 2011)
Un'altra stella che faceva fatica ad imporsi. Sturridge passa al Bolton dopo non aver segnato nemmeno un gol nelle 13 partite giocate entrando dalla panchina con il Chelsea. Segna otto gol in 12 partite e il Bolton si salva.

Christophe Dugarry (dal Bordeaux al Birmingham City, 2003)
Un'influenza così grande che Dugarry, campione del mondo con la Francia, è ora nell'Hall of Fame del Birmingham nonostante abia giocato appena 31 gare con i Blues. L'ex attaccante del Milan segna cinque gol in quattro partite (tutte vinte) nel finale di stagione e la salvezza è in cassaforte.

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