Rimonta Juve, lo Sporting si arrende nel finale

Colpita a freddo da un'autorete di Alex Sandro, la Juventus fatica non poco a piegare le resistenze dello Sporting: Pjanić trova il pari su punizione nel primo tempo; Mandžukić firma la vittoria nel finale di gara.

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Vittoria e sofferenza. La Juventus supera lo Sporting allo Stadium e consolida il secondo posto nel Gruppo D alle spalle del Barcellona, ma lo fa al termine di una gara tutt'altro che semplice, risolta solo nel finale.

I Bianconeri si impongono 2-1 grazie a un guizzo di Mario Mandžukić, che all'84' concretizza la rimonta firmando di testa la rete del sorpasso. In precedenza però la Juve aveva sofferto, andando sotto in avvio di gara su autorete di Alex Sandro e trovando il pareggio solo grazie a un calcio piazzato di Miralem Pjanić.

Che la serata non sarà di quelle semplici lo si capisce fin dalle prime battute: lo Sporting di Jorge Jesus si presenta sul terreno di gioco senza alcun timore reverenziale e comincia a macinare gioco, con fluidità e personalità.

Accade così che con la difesa bianconera, non impeccabile nell'occasione, si perda Gelson Martins, lanciato in verticale da Bruno Fernandes: il giocatore dello Sporting a tu per tu con Buffon calcia addosso al numero uno bianconero, ma il pallone carambola sull'accorrente Alex Sandro e termina in rete. Lusitani avanti dopo soli 12 minuti.

Colpita a freddo (e nell'orgoglio), la Juve reagisce. Rui Patricio para su Sami Khedira, poi è Mathieu a salvare tutto su conclusione ravvicinata di Mario Mandžukić, quindi Paulo Dybala spedisce a fil di palo un piazzato dal cuore dell'area. La Juve preme, ma per rimettere la partita sul binario giusto servirebbe una scintilla e allora al 29' si accende Pjanić: punizione dal limite, destro vellutatissimo e pallone sotto l'incrocio, con Rui Patricio immobile.

Rinfrancata nello spirito dal pareggio, la banda di Massimiliano Allegri prova subito a mettere la freccia con Mandžukić, la cui conclusione su invito di Dybala viene messa in corner da un difensore avversario. La Joya allora ci prova in prima persona, dopo aver ricevuto palla in area, ma il suo tiro è telefonato e Rui Patricio interviene senza affanni.

L'ultima chance del primo tempo è per Gonzalo Higuaín, che da distanza ravvicinata trova una grande respinta sul primo palo dell'estremo portoghese. Sì va così al riposo in parità: grande avvio dello Sporting, Juve in crescendo continuo dopo il gol.

La ripresa comincia con Andrea Barzagli al posto dell'acciaccato Medhi Benatia, mentre il canovaccio tattico è il medesimo di fine primo tempo: la Juve spinge, lo Sporting tenta di ripartire. Al quarto d'ora Allegri getta nella mischia anche Blaise Matuidi, al posto di un Khedira ancora a corto di condizione, ma nonostante la pressione la Juve fatica a creare palle gol limpide, esponendosi per contro alle folate del contropiede lusitano.

Col passare dei minuti la verve bianconera va affievolendosi e lo Sporting dà la sensazione di poter gestire la situazione senza particolari affanni. Allegri a quel punto si gioca Douglas Costa come ultima carta e pesca il jolly: all'84' il brasiliano crossa sul secondo palo e pesca Mandžukić, che con un colpo di testa in torsione beffa Rui Patricio. La Juve incassa tre punti che valgono oro e per il momento si accotenta: questa sera contava la sostanza.

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