Mandžukić alla Eto'o per il sogno Triplete

Il croato a tutto campo è un valore aggiunto per la Juve: regala equilibrio e qualità offensiva. Mandžukić è una delle armi più importanti della squadra bianconera che sogna la Champions League.

©AFP/Getty Images

Se dovesse anche cominciare anche a segnare regolarmente, Mario Mandžukić sarebbe un fenomeno assoluto. Il croato è diventato un valore aggiunto per la Juventus, sacrificandosi sulla fascia e regalando qualità in attacco. 

"E' un'arma veramente importante per noi". Così Andrea Barzagli descrive il compagno, che partito dietro a Gonzalo Higuaìn e Paulo Dybala nelle gerarchie offensive, si è ritagliato il suo spazo sulla fascia, diventando imprescindibile per la Juve. "Lo conosciamo bene - ha spiegato Barzagli - e sapevamo che avrebbbe potuto giocare sulla fascia, ma non per tutta la lunghezza del campo. Ha un gran cuore e ci dà grande fisicità".

La difesa della Juve ha subito solo 2 gol in Champions
La difesa della Juve ha subito solo 2 gol in Champions©Getty Images

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il tecnico Massimiliano Allegri: "E' dotato atleticamente e la sua competenza tattica è sottovalutata: è un valore aggiunto sulla fascia". Il suo gol al Genoa è solamente la rete numero 6 in Serie A, numero 8 stagionale, condita da 8 assist. Numeri che visti così non impressionano, ripensando al Mandžukić prima punta campione di tutto col Bayern Monaco. Ma il contributo in fatto di impegno non è quantificabile. E se segna lui, la Juve vince: è successo 20 volte su 20 in due anni. 

"Provo a mettere la stessa passione che ci mettono i tifosi nel sostenerci", dice lo stesso Mario, che in fatto di aggressività e cuore in campo è secondo a nessuno. Il suo adattarsi sulla fascia ha ricordato a tutti la mutazione di Samuel Eto'o nell'Inter del 2010, trasformazione che ha contriuito a portare i nerazzurri a vincere Serie A, Coppa Italia e Champions League, coronando il sogno-Triplete. Sogno che la Juve culla da almeno due anni, da quando il Barcellona vinse la finale di Berlino nel 2015. Allora Mandžukić non c'era, ora sì...

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