Profilo: Udo Lattek

Affermandosi con uno stile in controtendenza rispetto a quello autoritario allora in voga in Germania, Udo Lattek trasforma il Bayern e conquista i tre principali trofei UEFA per club.

©Getty Images

Le prove

• Conquista otto titoli di Bundesliga – record tedesco – come allenatore, di cui sei con il Bayern München (più tre Coppe di Germania) e due con il Borussia Mönchengladbach.

• È il primo allenatore a guidare una squadra tedesca alla conquista della Coppa dei Campioni, sulla panchina del Bayern nel 1973/74.

• Completa il tris di successi continentali sollevando la Coppa UEFA con il Mönchengladbach nel 1978/79 e la Coppa delle Coppe con il Barcelona nel 1981/82.

La testimonianza dell’esperto 

"Udo poteva essere durissimo, ma il più delle volte era un compagnone. Una volta ha persino bevuto un bicchiere con noi calciatori. Era una sorta di 12esimo uomo”.

Sepp Maier, ex portiere del Bayern 


"Proteggeva la squadra attirando su di sé tutti gli strali".
Paul Breitner, ex calciatore del Bayern

"Il suo nome è legato a doppio filo a quello del grande Bayern degli anni ‘70”. 
Karl-Heinz Rummenigge, ex calciatore del Bayern e attuale presidente del Club

"Era uno degli allenatori più moderni d’Europa e ha lasciato un’impronta come pochi dopo di lui. Ci si può soltanto inchinare di fronte ai suoi successi”. 

Joachim Löw, Ct della Germania

"Udo Lattek è stato un allenatore di calcio straordinario nonché una grande persona. Ha lasciato grandi tracce come tecnico del Barcellona”. 

Josep Guardiola, ex calciatore e allenatore del Barcellona, e attuale allenatore del Bayern 

Lattek dopo il trionfo in Coppa delle Coppe del 1982
Lattek dopo il trionfo in Coppa delle Coppe del 1982©Getty Images


La retrostoria
Figlio di un contadino e mai grande calciatore, Lattek diventa un allenatore dallo stile schietto e di grande successo, sempre grato al calcio per tutto quanto ricevuto nella vita. Vice di Helmut Schön sulla panchina della Germania Ovest al Mondiale FIFA 1966, si afferma quando assume la guida del Bayern nel 1970, prima di proseguire nella sua ascesa con il Mönchengladbach e il Barcellona, nonostante le frizioni con Diego Maradona. Perde la finale di Coppa dei Campioni nel 1987 durante la seconda parentesi al Bayern e torna in panchina nel 2000 per cinque partite, in tempo per salvare il Borussia Dortmund dalla retrocessione.

Il metodo
Vero e proprio insegnante di calcio, Lattek era brillante sul piano dei rapporti interpersonali, a dispetto dei suoi modi schietti, e avevo uno stile aperto in netto contrasto con l’approccio autoritario in voga allora nel calcio tedesco. Sebbene non sia mai stato un innovatore sul piano tattico, la sua abilità consisteva nel fare esprimere i calciatori al meglio delle proprie possibilità. Pertanto, se il suo Bayern era una squadra votata all’attacco, i suoi successi alla guida del Mönchengladbach furono costruiti intorno alla solidità difensiva. La sua abilità nel coltivare giovani talenti del calibro di Franz Beckenbauer, Paul Breitner e Gerd Müller ha contribuito a fare del Bayern il club più importante di Germania.

Lothar Matthäus venne scoperto da Lattek
Lothar Matthäus venne scoperto da Lattek©Getty Images


Le citazioni d'autore
"Le foto di calciatori sorridenti in precampionato mi hanno sempre fatto sorgere il sospetto. Non ho mai visto sorridere un calciatore che dovrebbe correre fino a vomitare”.

"Dev’essere un piacere avere a che fare con le persone”.

"Tra quello che gli allenatori dicono durante una seduta tattica e quello che i calciatori fanno sul campo vi è una differenza sostanziale”.
"Ho dovuto prendere decisioni che hanno ferito molte persone e qualche volta mi sono sbagliato, ma posso ancora guardare negli occhi tutti quelli con cui ho lavorato. Trovo ancora gusto a fare ramanzine, e riesco ancora a fare i conti con le reazioni”.

"L’allenatore deve avere sempre l’ultima parola. Non ho mai permesso a nessuno di intromettersi. Ho buttato fuori dallo spogliatoio chiunque ci abbia provato”.

"Se avessi chiesto a Paul Breitner di passare attraverso un muro mi avrebbe risposto: 'Perché se posso camminarci intorno?’. Non ho mai voluto yes-men."

Lattek festeggia il successo del Bayern in Bundesliga nel 1986/87
Lattek festeggia il successo del Bayern in Bundesliga nel 1986/87©Getty Images
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