Messi oltre i gol

Quando si guarda Lionel Messi segnare sembra facile, ma non si tratta di semplice talento. Champions Matchday svela i segreti dietro al successo del fuoriclasse argentino.

After FC Barcelona's Lionel Messi became the all time leading goalscorer in the UEFA Champions League, here are 10 of his best goals.

Non sottovalutare mai il potere della cucina della mamma. La biografia di Lionel Messi scritta da Luca Caioli inizia proprio con mamma Celia che descrive il piatto preferito del campione – cotoletta alla napoletana. "Quando vado a Barcellona devo preparargliela due o tre volte alla settimana – dice -. Almeno con tre pezzi di carne di taglio medio. Gli dico sempre: 'I gol li segni grazie alla mia cotoletta e al mio mate [il tipico infuso argentino]”.

Il cibo ha avuto un ruolo importante nei primi anni della carriera di Messi – un tecnico delle giovanili prometteva al piccolo Lionel un alfajor, un tradizionale biscotto di caramello, per ogni gol segnato – ma la dieta può difficilmente giustificare le 74 reti che lo rendono il miglior goleador di sempre nella storia della Coppa dei Campioni. Per quelle ci vogliono talento innato, genetica e intelligenza.

Dribbling
"Non appena la palla gli è arrivata sul sinistro, lui l'ha controllata, ha saltato un avversario, poi un altro e un altro", racconta l'ex tecnico delle giovanili del Grandoli FC Salvador Ricardo Aparicio ricordando Messi a quattro anni. "Aveva paura che qualcuno gli facesse male, ma continuava ad andare e andare. Non ricordo se arrivò fino a segnare, ma non avevo mai visto una cosa del genere”.

Due decenni più tardi Messi chiede e ottiene un uno-due a Sergio Busquets all'Estadio Santiago Bernabéu. Appena passato il cerchio del centrocampo, inizia a saltare uno dopo l'altro quattro difensori del Real Madrid CF virando verso destra e poi fa passare il pallone tra il piede destro di Iker Casillas e il primo palo. Questa volta gli avversari non sono bambini, ma gli eterni rivali dell'FC Barcelona nell'andata della semifinale della UEFA Champions League 2011.

"Non penso sul campo”, ha detto Messi ricevendo il Pallone d'Oro del 2012. "Non pianifico nessuno dei dribbling che faccio. Vengono così”. Roberto Perfumo, ex difensore dell'Argentina diventato commentatore televisivo, ha detto che il suo connazionale "pensa con il corpo".

Questo fattore, insieme a un tocco palla eccezionale affinato giocando a torello, foot-tennis e partite a chi arriva prima a sei con fratelli e cugini appena ha iniziato a camminare, lo rendono imprendibile con la palla al piede. Messi è uno di quei pochi giocatori che possono andare alla stessa velocità con o senza pallone al piede. E le dimensioni contano. "I ragazzi più grandi che non avevano ancora grande controllo del corpo e coordinazione restavano sempre indietro", ricorda Adrián Coria, ex tecnico delle giovanilli del CA Newell's Old Boys. Il dribbling non era di certo qualcosa che Messi ha dovuto imparare.

Passaggi
Frank Rijkaard ha detto che il miglior consiglio che ha dato a Messi è stato quello di dar via la palla, che non poteva sempre arrivare in porta con il pallone. Lui ha avuto bisogno di un po' di tempo per seguire questo consiglio. "Per me era difficile passare la palla - Messi ha detto a El Gráfico nel 2009. "Continuavo a dimenticarmelo Gradualmente ho iniziato a giocare di più per la squadra".

"Ci ha introdotto allo stile del calcio da strada – i numeri, le finte", Álex García, allenatore di Messi nel 2002/03, ha detto a Caioli. "Noi abbiamo provato a inculcargli il nostro modo di attaccare, il modello Barça: giocare più volte la palla e cercare di avanzare con due o tre tocchi". Adesso, a 27 anni, la sua distribuzione del gioco e pari ai suoi dribbling. Nessun attaccante in questa edizione della UEFA Champions League ha più passaggi completati di lui (267).

Movimento
"E' un giocatore intuitivo, e per questo devi sempre dargli libertà di azione", Josep Guardiola ha detto a Guillem Balagué, ultimo biografo di Messi in ordine di tempo. "Ma il Barcellona gli ha fatto capire il gioco sin da quando era molto giovane,andare negli spazi, e le spiegazioni sul perché hai giocato meglio o peggio in un determinato ruolo”.

Venticinque (39%) dei gol segnati da Messi su azione sono stati tocchi di prima. Venti sono arrivati dopo un solo tocco per controllare il pallone. Statistiche che rivelano molto sui suoi movimenti intelligenti e sul suo senso della posizione che lo hanno aiutato a trasformare il suo talento naturale in puro genio decisivo.

Basta guardare il gol del record contro l'APOEL FC. Uno-due con Ivan Rakitić, scarico verso Rafinha e corsa verso l'area di rigore. Poi il tocco vincente sul centro di Rafinha che manda il pallone dalla porta opposta rispetto alla direzione del tuffo di Urko Pardo: senso di posizione e fantasia che agiscono all'unisono.

Potenza

La nonna di Messi, anche lei Celia, lo spingeva a giocare a calcio.
"Gli allenatori temevano che lo avrebbero travolto, che si sarebbe fatto male, ma lei no", sua madre ha raccontato a Caioli. Guardiola ha invece insegnato a Messi ad ascoltare il suo corpo. "Sono abituato ad essere l'ultimo a lasciare il campo alla fine degli allenamenti", Messi ha detto durante la cerimonia per il Pallone d'Oro del 2012. “Del resto non c'è niente che voglio fare di più. Amo il calcio, e gli allenamenti sono parte importante del calcio”.

Ore di allenamento extra che gli hanno regalato potenza. Forti tiri dalla distanza e la capacità di battere un avversario sulla forza – come accaduto contro l'Ajax alla quarta giornata - si sono aggiunti al suo già ricco repertorio.

Libertà
Messi gioca a calcio come se il pallone facesse parte del suo corpo. Ma il segreto del suo successo è forse sconosciuto anche a lui. Tre ingredienti, però, sono stati fondamentali nel suo cammino fino alla vetta: intelligenza, divertimento e desiderio. Santiago Solari, ex centrocampista dell'Argentina, ha detto: "Messi capisce il calcio come se avesse giocato per cento anni". Aparicio, l'uomo presente quando tutto è iniziato, lo descrive così: "Qual è il suo stile di gioco? Lo stesso di adesso: giocare in libertà”.

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