Heynckes esalta la sua macchina perfetta

Il tecnico del Bayern Monaco ricorda la stagione "fantastica" disputata dalla sua squadra in patria e in Europa: "Forse si è aperta una nuova era". Per Klopp la delusione fa subito spazio all'orgoglio.

Per la terza volta in quattro stagioni, il Bayern Monaco raggiunge la finale di UEFA Champions League, ma al contrario del 2010 e del 2012 esce vincitore e porta a casa la sua quinta Coppa dei Campioni.

Jupp Heynckes, allenatore Bayern
Cosa abbiamo fatto finora in questa stagione – perché non è ancora finita visto che c’è la finale di Coppa di Germania il prossimo weekend – è incredibile. Non c’è mai stata una squadra di Bundesliga che ha giocato a così alto livello così costantemente, vincendo il campionato con 25 punti di vantaggio, battendo quasi tutti i record.

All’inizio abbiamo fatto fatica, complimenti al Dortmund che ci ha pressato molto non facendoci giocare sul nostro solito ritmo. E’ stata una partita difficile, ma abbiamo avuto un paio di occasioni a fine primo tempo e nella ripresa abbiamo preso in mano la gara. Abbiamo attaccato di più e creato occasioni ottenendo la vittoria.

Sono soddisfatto a nome del mio club, perché quest’anno abbiamo fatto qualcosa di veramente nuovo in Bundesliga. Da inizio stagione siamo riusciti a cambiare, migliorare, adattarci; c’è uno spirito di squadra che non avevo mai visto da nessuna parte in passato. Abbiamo 22-23 professionisti tutti capaci di giocare con la prima squadra e lasciare il segno. Quando hai giocatori di tale calibro è davvero incredibile, e questo è il segreto del nostro successo.

Nelle ultime settimane, sono stato molto cauto con Arjen, l’ho allenato pensato alla sua condizione fisica e assicurandomi di evitare infortuni. Sono particolarmente felice per lui; l’anno scorso è stato tragico per tutti, non solo per Arjen, ma oggi è stato decisivo. Ieri gli ho detto: "Arjen, sei in ottima forma, e domani questo sarà uno dei fattori fondamentali della partita".

Oggi la mia squadra era determinata a vincere; guardate la generazione di Philipp Lahm, Bastian Schweinsteiger, era arrivato il momento di vincere così. Hanno tante presenze in nazionale e hanno vinto tanto in patria, ma questo è stato il loro primo trofeo internazionale. Sono molto felice per la squadra; io non ero in campo. Il nostro lavoro dura fino al calcio d’inizio, poi tocca alla squadra. Sono loro al centro del palcoscenico. Senza giocatori di grande livello, non si può giocare il calcio che abbiamo giocato noi quest’anno.

Da tecnico devi dirigere un gruppo, una squadra; devi essere sensibile, avere tatto, con i grandi calciatori. Oggi come oggi, considerando l’ambiente, i media e le aspettative, è tutto molto difficile. Ovviamente sono felice: vincere la Champions League è l’apice nella carriera di un allenatore. Da allenatore ho partecipato a tre edizioni di questa competizione e ne ho vinte tre, non è da tutti.

E’ stata una gara molto intensa – entrambe le squadre hanno lottato duramente. Tatticamente hanno raggiunto entrambe standard molto elevati, complimenti al Dortmund; hanno avuto una stagione fantastica in Champions League dopo aver vinto trofei nelle due precedenti. Ovviamente capisco la delusione quando si perde una finale ma nel corso della carriera ci sono sempre alti e bassi, titoli e delusioni da cui però devi ricavare ulteriore forza. Basta guardare alla nostra squadra. L’anno scorso abbiamo perso la finale ma non ci siamo rassegnati al nostro destino. Abbiamo iniziato a lavorare ancora più duramente e questo è il risultato. E’ possibile che sia appena iniziata una nuova era in Europa, quella del Bayern.

Jürgen Klopp, allenatore Dortmund
Voglio fare i complimenti al Bayern e a Jupp Heynckes, credo che abbia meritato questo trofeo. E' stata una gara serrata e a un certo punto è stata così aperta che anche noi avremmo potuto vincerla. Avremmo potuto fare un paio di cose in maniera migliore, ma alla fine il Bayern ha segnato due gol e noi soltanto uno. Ho visto tutte le ultime finali di Champions League e nessuna si è conclusa senza che il risultato fosse stato in discussione.

Avrò bisogno di un po’ di tempo per tornare ad essere orgoglioso, ma succederà presto, anche se al momento a prevalere è la delusione. E' del tutto normale. Quando lotti fino alla fine per qualcosa e non riesci a raggiungere l'obiettivo fa sempre male. La squadra ha dato tutto, ci ha messo passione, e meritava il pareggio. Abbiamo meritato di arrivare in finale e questa sera lo abbiamo dimostrato, per noi era importante.

Sento già l'orgoglio che torna a crescere in me e scaccia la delusione. E' stata una grande stagione per la mia squadra e questa sera abbiamo giocato davvero una grande partita. Forse siamo stati la squadra che più ha messo in difficoltà il Bayern in questa edizione della  Champions League e sapete tutti contro chi hanno giocato. Ora si ricomincia, tra due anni la finale sarà a Berlino e sarebbe l'occasione ideale per tornare in finale. Mi auguro che la prossima stagione avremo ancora più qualità e che continueremo a crescere.

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