Zero segreti, tanto rispetto

Il tecnico dell'Inter José Mourinho ha spiegato a UEFA.com di aspettarsi un Chelsea molto simile a quello che allenava lui: "Anche il riscaldamento pre-partita è lo stesso, Ancelotti bravo a non stravolgere una struttura vincente".

E' come tornare in una casa in cui si è vissuto qualche anno fa e ritrovare gli stessi quadri scelti con tanta pazienza sulle stesse pareti dove erano stati piazzati con altrettanta passione. Si sente un po' così José Mourinho prima di affrontare il Chelsea FC per la prima volta dopo averlo lasciato Londra nel settembre del 2007: il portoghese conosce i Blues come le sue tasche e sa che la sua FC Internazionale Milano si troverà davanti "una delle migliori squadre al mondo".

Il 47enne tecnico portoghese, infatti, non si aspetta troppe sorprese per la sfida che mette in palio i quarti di finale di UEFA Champions League contro la sua ex squadra. "L'ultima volta che sono andati a vederli giocare sono stato attento a tutti i particolari - ha spiegato a UEFA.com riferendosi al successo del Chelsea sul Fulham di fine anno scorso -. Anche il riscaldamento pre-partita è lo stesso di quello che facevamo noi. Il modo in cui difendono sui calci piazzati è esattamente lo stesso. Le posizioni che tengono in occasione dei calci piazzati sono le stesse. A volte giocano con il 4-4-2 con centrocampo a rombo, altre con il 4-3-3, esattamente gli stessi moduli su cui lavoravamo quando c'ero io".

Mourinho, però, non vuole togliere nessun merito all'attuale tecnico del Chelsea, Carlo Ancelotti, o a quelli che hanno preceduto l'italiano come Avram Grant, Luiz Felipe Scolari e Guus Hiddink. "Penso che tra le qualità di un buon allenatore – e Ancelotti lo è – capire come possano esprimersi al meglio i suoi giocatori, e invece di fare folli stravolgimenti, lasciare solo la propria impronta – una cosa normale - cercando però di mantenere una struttura che si è rivelata vincente. Quindi credo che Ancelotti sia un ottimo allenatore, e che la squadra si esprima al meglio così. Questa è una grande squadra, una delle migliori al mondo".

Il Chelsea non avrà segreti per lui, ma Mourinho crede che questa possa anche essere un'arma a doppio taglio. "Scorro i nomi della squadra e vedo che solo [Branislav] Ivanović e [Nicolas] Anelka non sono giocatori di quando c'ero anche  io. Tutti gli altri ragazzi: Petr Čech, [Ricardo] Carvalho, [John] Terry, Ashley Cole, [Michael] Essien, [John] Mikel [Obi], [Didier] Drogba, [Florent] Malouda, Joe Cole, [Salomon] Kalou, c'erano anche con me. Questa squadra non ha segreti per me, ma allo stesso tempo io sono un allenatore senza segreti per loro. Sarà facile per me, ma anche per loro. Io conosco loro, loro conoscono me. Io conosco il loro modo di giocare e di pensare, loro sanno come alleno e come preparo le mie squadre".

Per non correre il rischio di farsi prendere dai sentimenti quando tornerà a Stamford Bridge a marzo per il ritorno, Mourinho ha voluto 'allenare' le sue emozioni andando a Londra per vedere la partita contro il Fulham: "Certo che è stato emozionante quando sono andato – sono tornato a casa, quella è stata la mia casa per tre anni e mezzo. Ma sono andato là con un obiettivo, rivedere tanta gente per la prima volta, ritornare allo stadio per la prima volta – quando ci andrò a marzo non voglio emozioni. Sono andato qualche settimana prima della partita perché quando ci tornerò voglio farlo con la testa libera".

Mourinho aveva un grande rapporto con i tifosi del Chelsea, ma anche con quelli dell'Inter sta coltivando con successo una simile relazione. "Sì, i tifosi sono molto importanti - ha spiegato -. Credo che avevo un grande rapporto sia con quelli del Porto che con quelli del Chelsea, e adesso è la stessa cosa con quelli dell'Inter – c’è una buona empatia, ci vogliamo bene, i nostri tifosi sostengono sempre le squadra e i giocatori, e questo è molto importante".

Tra i tanti record di Mourinho c'è anche quello dell'imbattibilità interna in campionato che dura dalla sconfitta per 3-2 del Porto contro l’SC Beira-Mar datata addirittura 23 febbraio 2002. "Credo sia divertente e allo stesso tempo anche una grande contraddizione perché in casa non giochiamo mai per il pari, mai. Gioco sempre per vincere in casa e di certo non facciamo mai niente per cercare di pareggiare e allungare la mia striscia positiva. Non avverto alcun tipo di pressione, il record è già incredibile e sono assolutamente rilassato. Un giorno perderò e quando arriverà quel giorno sarò felice perché finalmente potrò dire: non ho perso per x anni, non ho perso in casa per x partite". Di certo il Chelsea sa che per uscire dalla nuova casa di Mourinho con un buon risultato, occorrerà qualcosa di speciale.

La seconda parte dell'intervista in cui José Mourinho parla del ritorno a Stamford Bridge e dell'importanza di Wesley Sneijder verrà pubblicata in vista della gara di Londra.

In alto