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In The Zone: riepilogo fase a gironi di UEFA Champions League

In collaborazione con FedEx, gli osservatori tecnici UEFA esaminano le tendenze tecniche e tattiche dopo la fase a gironi di UEFA Champions League.

Sébastian Haller ha segnato 10 gol nella fase a gironi
Sébastian Haller ha segnato 10 gol nella fase a gironi

La fase a gironi della UEFA Champions League 2021/22 si è conclusa con sei vittorie consecutive per Ajax, Bayern München e Liverpool, la prima eliminazione del Barcellona dopo 20 anni e dieci gol di un attaccante all'esordio nella competizione: Sébastian Haller dell'Ajax.

Se questi sono solo alcuni dei numeri salienti, il compito di analizzare le partite spettava agli osservatori tecnici UEFA, che si sono riuniti per parlare dei risultati tattici e tecnici di questa fase. Per la prima volta, a ognuna delle 96 partite della fase a gironi è stato assegnato un osservatore, per poi trarre conclusioni generali su temi come la flessibilità tattica, il pressing alto, i difensori centrali e l'uso delle rotazioni e del movimento per creare spazi.

Adattabilità e identità

In the Zone: il pressing alto del Benfica

Per quanto riguarda la flessibilità, solo dieci squadre hanno giocato con lo stesso modulo per tutta la fase a gironi. Gli osservatori UEFA hanno evidenziato le variazioni in fase di possesso e non possesso, nonché quelle in corso di gara per adattarsi agli avversari.

Roberto Martínez, Ct della nazionale belga, ha citato il caso del Benfica nella partita casalinga contro il Bayern München. Quando la squadra portoghese pressava il Bayern nella sua metà campo, uno dei tre difensori centrali si faceva avanti per marcare a uomo un giocatore del Bayern. Quando difendeva nella propria metà campo, però, i difensori centrali rimanevano uniti e il 3-4-3 si trasformava in un 5-4-1.

Se i giocatori oggi sono abituati a questi cambiamenti, Zvonimir Boban, il capo del calcio UEFA, ha evidenziato la necessità di sposare la flessibilità con una chiara identità: "Abbiamo notato che nonostante la tendenza a frequenti cambiamenti tattici nel corso della stagione, e spesso anche durante la partita stessa, le squadre di maggior successo sono state di nuovo quelle con una chiara visione di gioco e con un'identità tattica definita".

"Ai giocatori viene richiesto di adattarsi ai molteplici compiti che richiedono i ruoli diversi dove vengono schierati durante la stagione - ciò che prima era un'eccezione ora sta diventando uno standard e, oserei dire, non una buona consuetudine. Questo sovraccarico impedisce ai giocatori di essere a loro agio in campo e di esprimere al meglio le loro qualità.

"Affinché una squadra cresca, è fondamentale avere un sistema di base e mettere i giocatori nelle posizioni appropriate che si adattano alle loro capacità e qualità, e permettere ai calciatori di avere il tempo e la continuità per affinare l'intesa con i loro compagni in campo. E questo, purtroppo nel calcio di oggi non avviene in molte squadre".

In the Zone: analisi di Real Madrid 2-0

Il pressing

Highlights: Atlético - Liverpool 2-3

Il pressing è un elemento tattico chiave da diverse stagioni. Gli osservatori UEFA concordano che le squadre sono sempre più preparate - fisicamente e tatticamente - per conquistare palla in avanti mentre gli avversari costruiscono dalle retrovie. "Quando il portiere ha la palla, il pressing alto mette in difficoltà la difesa", spiega Mixu Paatelainen, aggiungendo che molte squadre hanno subito gol proprio in questi momenti.

Per quanto riguarda il pressing in campo aperto, Martínez ha evidenziato il lavoro di Liverpool e Manchester City, definendoli "fantastici". La statistica PPDA (Opposition Passes Per Defensive Action) misura l'intensità del pressing e mostra che Ajax (7,52) e Liverpool (7,74), due delle tre squadre a punteggio pieno, hanno pressato con la massima intensità nella fase a gironi. Un'altra squadra che ha esercitato un pressing furioso è stata il Salisburgo (8,12), il cui approccio ad alta intensità è valso per la prima volta un posto nella fase a eliminazione diretta di UEFA Champions League.

In the Zone: il contropiede del Salisburgo

Willi Ruttensteiner, Ct della nazionale israeliana, ha elogiato il Salisburgo per il suo approccio costante. "Ha giocato come in campionato, pressando subito alto e giocando con la maggior profondità possibile dopo aver conquistato la palla. Tutto questo per l'intera partita - ha commentato -. Pensavo che sarebbe cambiato un po' per la Champions League, ma l'allenatore [Matthias Jaissle] ha detto: 'No, abbiamo la nostra filosofia'".

La difesa a tre

In the Zone: analisi del Chelsea

Uno dei principali argomenti di discussione della relazione tecnica di UEFA EURO 2020 è stato che 15 delle 24 squadre hanno usato la difesa a tre a un certo punto del torneo. Durante la fase a gironi di Champions League, nove squadre hanno iniziato con tre difensori centrali, mentre altre – come l'Ajax, che a metà partita è passato a un 3-4-3 – hanno usato la difesa a tre almeno una volta nel corso della gara.

Il Chelsea, che ha schierato abitualmente in un 3-4-2-1, ha destato l'interesse degli osservatori per il modo in cui i difensori centrali esterni – César Azpilicueta e Antonio Rüdiger – si sono fatti avanti per supportare le manovre offensive. Rüdiger e il compagno di reparto Andreas Christensen si sono classificati tra i primi sette difensori centrali che hanno portato più palloni, rispettivamente 64 e 71.

"Se li lasci salire, qualcun altro deve coprire in difesa", ha detto Peter Rudbæk: nel caso del Chelsea, il compito spetta sempre a Jorginho. Packie Bonner ha detto di aver visto "difensori centrali entrare nella metà campo avversaria e servire un passaggio penetrante, per poi tornare velocemente al loro compito".

Creare gli spazi

In the Zone: analisi dell'Ajax

Per tutta la fase a gironi, è stato comune vedere rotazioni che coinvolgevano le ali e i terzini per scardinare le difese più organizzate, ma gli spazi sono stati creati anche con altri espedienti. L'Ajax, ad esempio, ha applicato le rotazioni a centrocampo per avere giocatori più liberi.

Il Manchester City ha invece adottato la strategia dei "mezzi spazi", di cui ha parlato Robbie Keane. "Il Manchester City è forse la squadra migliore a sfruttare gli spazi intermedi, cioé tra le linee".

Il City è stato anche l'esempio dei laterali di difesa "a piedi invertiti", ma Martínez spiega che questa misura era prima di tutto difensiva. "A volte pensiamo che il terzino a piedi invertiti offra una linea di passaggio in più, ma non è così: serve perché, se perdi palla, puoi difendere più velocemente al centro e fermare gli avversari". A una squadra che non ha il controllo della partita, però, il terzino a piedi invertiti può creare difficoltà: lo Shakhtar Donetsk ha usato questa tattica contro il Real Madrid ma, come ha notato un osservatore, è rimasto scoperto nella zona dei centrali.

In the Zone: analisi di Porto - Atlético 1-3