Frank Lampard sui momenti più belli in Champions League

Il tecnico del Chelsea, Frank Lampard, svela quali sono i suoi ricordi più belli legati alla Champions League e parla del suo amore eterno per i Blues.

L'allenatore del Chelsea, Frank Larmpard, è stato il capitano dei Blues che nel 2012 è salito sul tetto d'Europa
L'allenatore del Chelsea, Frank Larmpard, è stato il capitano dei Blues che nel 2012 è salito sul tetto d'Europa Getty Images

Ogni venerdì nelle prossime settimane UEFA.com farà una sessione di domande e risposte con gli eroi della UEFA Champions League.

In questa occasione rivedremo la chiacchierata di luglio con Frank Lampard, che da capitano nel 2012 ha condotto il Chelsea sul tetto d'Europa e che adesso ne è l'allenatore.

UEFA.com: come riassumeresti il tuo legame col Chelsea, Stamford Bridge e i tifosi?

Frank Lampard: ormai fa parte della mia vita perché è entrato nel mio cuore nel momento in cui ho firmato col club. Per un ragazzo che da piccolo viaggiava dall'est di Londra come tifoso del West Ham, è stata una gran cosa. E poi le esperienze che ho avuto, nel bene e nel male. Quando mi guardo indietro sono felice di ciò che sono riuscito a raggiungere con la squadra, tranne per il fatto che avremmo dovuto vincere più titoli in Premier League.

Gli highlights della finale del 2012: Chelsea 1-1 Bayern (4-3 ai rigori)
Gli highlights della finale del 2012: Chelsea 1-1 Bayern (4-3 ai rigori)

Se devo essere sincero, provo un profondo sentimento per questo club. Sia che si tratti dei tifosi che hanno fatto quel viaggio con noi, sia che si tratti dei giocatori con cui ho giocato, sia che si tratti dello staff che è ancora qui o che è andato via. È un posto speciale per me. Ecco perché voglio fare bene. Naturalmente voglio fare bene per me stesso e voglio migliorare ma allo stesso tempo voglio portare il club dove merita di stare.

Cosa significa per te la Champions League?

Mi ricordo la prima partita di Champions League che ho giocato; eravamo a metà degli anni 2000 e c’era Claudio Ranieri in panchina. Affrontavamo la Lazio in casa. Abbiamo vinto 2-1 se non sbaglio, e ricordo i brividi nell’ascoltare l’inno prima del fischio d’inizio quando ho pensato: “Wow! Sto giocando davvero in Champions League!”.

Frank Lampard esulta per la vittoria in Champions League mostrando la coppa
Frank Lampard esulta per la vittoria in Champions League mostrando la coppa

Ho vissuto tanti alti e bassi. Abbiamo lottato per arrivare in finale; ne abbiamo persa una [contro il Manchester United nel 2008] e vinta un’altra nel 2012 a Monaco contro il Bayern da sfavoriti nel loro stadio di casa. Il cammino sino alla finale è stato pazzesco, quasi da film.

Quando mi chiedono qualcosa sulla mia carriera, non posso che ricordare quel momento. Ecco cos'è la Champions League. Se avessi finito la carriera senza quella coppa nel curriculum mi sarei sentito incompleto, e di sicuro anche il club lo sarebbe stato. Vincere la Champions League col Chelsea, il primo club di Londra a riuscirci, mi fa sentire orgoglioso.

L'intensità è stata fondamentale quando eri un giocatore. Quanto conta adesso che sei allenatore?

Frank Lampard travolto dalle emozioni sulla panchina dei Blues a Stamford Bridge
Frank Lampard travolto dalle emozioni sulla panchina dei Blues a Stamford BridgeGetty Images

L’intensità è tutto per me. Per come ci alleneremo, giocheremo. L’intensità non è solo una questione fisica ma anche mentale. È l’approccio quotidiano e di conseguenza alle partite. Penso che questo aspetto sarà determinante perché abbiamo un gruppo di giocatori di grande talento. So che anche altre squadre fanno lo stesso, ecco perché sono così competitive la Premier League, la Champions League, ecc. Se si cerca di giocare un calcio moderno senza intensità, non si ha alcuna possibilità di vincere. E se si pensa di potersi allenare senza intensità e giocare bene, allora nemmeno in questo caso si ha alcuna possibilità.

Qual è stato il tuo momento più bello legato alla Champions League?

Il momento in cui il rigore di Didier Drogba ha gonfiato la rete nella finale di Monaco di Baviera. Non è stata una bella partita e non mi sono divertito affatto. È stata dura cercare di resistere, e cercare di portare la partita ai rigori ma quando la palla di Drogba è entrata in rete è stato sensazionale.

E invece quale il tuo gol più bello in Champions League?

Guarda la doppietta di Lampard contro il Bayern nel 2005
Guarda la doppietta di Lampard contro il Bayern nel 2005

Contro il Bayern Monaco nel nel 2005, in casa. È stato il mio secondo della partita: uno stop di petto con girata al volo di sinistro che ha trafitto Oliver Kahn. Ne ho segnati pochi ma questo è l’unico che probabilmente non avrei saputo ripete se me l’avessero fatto provare altre mille volte... specialmente alla mia età adesso.

Chi è stato il miglior avversario mai affrontato in Champions League?

Posso dare due risposte? Anzi tre. Il primo è [Lionel] Messi perché è stato il più incredibile mai affrontato - era come affrontare qualcuno che non è allo stesso livello di tutti noi. So di aver giocato contro altri grandi campioni, ma lui era speciale, incredibile - ma non sto dicendo niente di nuovo.

Frank Lampard in scivolata su Andrés Iniesta nel 2012
Frank Lampard in scivolata su Andrés Iniesta nel 2012AFP via Getty Images

Ma lui non giocava esattamente nella mia zona di campo; invece i due giocatori contro cui ricordo di aver avuto più difficoltà sono stati Xavi [Hernández] e [Andrés] Iniesta del Barcellona. Nel loro campo immenso loro ti giocavano attorno e non ti davano mai la possibilità di arrivargli vicino. A Stamford Bridge invece ci siamo avvicinati un po' di più a loro, ma quei due, come coppia, erano qualcosa di speciale: è stato un calcio che non era normale per me. Un calcio diverso da qualsiasi altro mai visto in carriera.

Qual è lo stadio migliore dove hai mai giocato?

Direi il Nou Camp o il Camp Nou di Barcellona - non sono sicuro quale sia il nome esatto. È uno stadio un po' datato dietro le quinte, ma ha una magia incredibile, e la magia ti colpisce quando entri in campo. Le dimensioni enormi, l'atmosfera, quella sensazione così intensa da farti venire alla mente leggende del calcio come Ronaldo, [Johan] Cruyff, Rivaldo. Nel 2004/05 abbiamo giocato contro il Barcellona di Ronaldinho e [Samuel] Eto'o; loro hanno giocato in un modo mai visto prima con una velocità fuori dal normale. Mi ha aperto gli occhi, e quello stadio ha continuato a farlo per il resto della mia carriera.