Metti fuorigioco il COVID-19 seguendo i cinque punti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e della FIFA per aiutare a fermare la diffusione della malattia.

1. Lavarsi le mani 2. Tossire sul gomito piegato 3. Non toccarsi il viso 4. Mantenere la distanza fisica 5. Stare a casa in caso di malessere.
Maggiori informazioni >

Dal sogno all'incubo: i campionati persi sul più bello

"Non dire gatto se non l'hai nel sacco", diceva qualcuno: UEFA.com rivive alcune corse al titolo che si sono concluse nel peggiore dei modi.

Davy Klaassen dopo il disastro dell'Ajax nel 2016
Davy Klaassen dopo il disastro dell'Ajax nel 2016 ©AFP

Le squadre in coda alla classifica sanno bene che il calcio può essere molto crudele, ma può esserlo anche all'altro estremo del tabellone.

UEFA.com rivive alcune corse al titolo che si sono concluse nel peggiore dei modi.

Ajax (Olanda, 2015/16)

A pari punti con il PSV ma in vantaggio per differenza reti, l'Ajax affronta il De Graafschap (penultimo) all'ultima giornata e deve assolutamente vincere per conquistare il quinto titolo con Frank de Boer in panchina. Nonostante l'1-0 siglato da Amin Younes al 16', la squadra di Amsterdam finisce per pareggiare 1-1 e consegna il titolo alla sua storica rivale, vincitrice per 3-1 contro lo Zwolle. "È un brutto sogno, terribile", commenta De Boer.

CSKA Sofia (Bulgaria, 2014/15)

In vetta alla classifica prima di Natale, il CSKA Sofia perde di 10 gol contro lo Sheffield Wednesday nella sosta invernale. Alla ripresa del campionato, non riesce a segnare per 10 partite consecutive, classificandosi quinto a fine stagione. "Se non segni non vinci", commenta Luboslav Penev, terzo allenatore dopo l'esonero di Stoycho Mladenov e Galin Ivanov. Ma non è finita, perché poco dopo il club retrocede in terza serie per problemi finanziari.

Louis van Gaal è crollato con l'AZ nel 2007
Louis van Gaal è crollato con l'AZ nel 2007©Getty Images

AZ Alkmaar (Olanda, 2006/07)

L'AZ recupera sette punti e raggiunge PSV e Ajax all'ultima giornata: se batte l'Excelsior, sedicesimo, il titolo è suo. Tuttavia, il portiere Boy Waterman viene espulso a inizio gara e la sua squadra perde 3-2. Il PSV vince di un solo gol ma riceve una copia del trofeo, perché quello vero era stato portato a Rotterdam in previsione di un trionfo dell'AZ.

Raúl González protesta con Carlos Queiroz
Raúl González protesta con Carlos Queiroz©Getty Images

Real Madrid (Spagna, 2003/04)

"Non possiamo permetterci un altro anno come questo" commenta il presidente delle merengues Florentino Pérez, che alla fine della stagione 2003/04 esonera il tecnico Carlos Queiroz. "La voglia di lavorare, l'impegno e i sogni devono essere più grandi delle delusioni". La squadra di Queiroz, subentrato a Vicente del Bosque l'estate procedente, ha otto punti di vantaggio sulla seconda dopo 26 giornate ma perde la finale di Coppa del Re, anticipando un crollo storico: nelle ultime 10 gare di campionato subisce sette sconfitte e finisce quarta a sette punti dal Valencia campione.

Throttúr (Islanda, 2003)

In Islanda la stagione è breve e può riservare improvvisi colpi di scena, come dimostra il neopromosso Throttúr nel 2003. A metà campionato, la squadra di Reykjavik è in testa alla classifica con sei vittorie su nove, ma la caduta è repentina come l'ascesa: nelle ultime nove partite colleziona una sola vittoria e un pareggio, concludendo al nono posto e retrocedendo.

Internazionale Milano (Italia, 2001/02)

L'Inter di Héctor Cúper ha sei punti di vantaggio sulla Juventus a cinque giornate dal termine ma comincia a vacillare. Per portare a casa lo scudetto deve vincere contro la Lazio all'ultima giornata, invece perde 4-2 e la Juventus batte l'Udinese 2-0. Le lacrime di Ronaldo all'Olimpico simboleggiano un'intera stagione. "I nostri sogni sono crollati in pochi secondi davanti alla realtà", commenta il brasiliano.

Dermot Keely (Shelbourne)
Dermot Keely (Shelbourne)©Sportsfile

Shelbourne (Repubblica d'Irlanda, 2000/01)

"Adesso possiamo dimenticarci il titolo", dichiara l'allenatore Roddy Collins dei Bohemians, staccato di otto punti a otto giornate dalla fine. Ma il governo irlandese sospende tutte le attività sportive per quattro settimane per un'epidemia bovina e lo Shelbourne perde slancio: vince solo tre delle ultime partite, mentre i Bohemians ne vincono sette e conquistano il titolo. "La classifica non mente mai", commenta Dermot Keely, tecnico della squadra sconfitta.

Legia Warszawa (Polonia, 1996/97)

A caccia di un successo contro il Widzew Łódź per vincere il campionato, il Legia si porta sul 2-0 a Varsavia, ma all'85' la gara viene interrotta per un infortunio all'arbitro. Quando riprende, il Widzew segna due gol, mentre il Legia vede annullarsi quello del 3-2 per fuorigioco e deve rassegnarsi. "Ho ancora il video della partita, ma non sono mai riuscito a guardarlo", spiega l'attaccante Marcin Mięciel.

Kevin Keegan nel 1996
Kevin Keegan nel 1996©Getty Images

Newcastle United (Inghilterra, 1995/96)

Le parole di Sir Alex Ferguson, secondo cui le altre squadre di Premier League si erano impegnate molto di più contro il Manchester United che contro la capolista, accelerano il crollo del Newcastle. "Mi piacerebbe batterli", commenta l'allenatore Kevin Keegan in una famosa intervista. Ma le speranze del Newcastle di vincere un titolo che manca dal 1927 vacillano già: nonostante un vantaggio di 12 punti sullo United a gennaio, la squadra conclude la stagione al secondo posto a quattro lunghezze dai Red Devils.

Tifosi dell'Hearts dopo la delusione nel 1986
Tifosi dell'Hearts dopo la delusione nel 1986 ©Getty Images

Heart of Midlothian (Scozia, 1985/86)

Imbattuta da 27 partite, la squadra di Edimburgo arriva all'ultima giornata sapendo che un punto contro il Dundee le regalerebbe il suo primo titolo dal 1960, mentre il Celtic (secondo) deve vincere di quattro gol per poter mettere le mani sul campionato. Il resto è storia: il Celtic vince 5-0 sul campo del Saint Mirren, mentre il Dundee vince 2-0 con doppietta di Albert Kidd (da sempre tifoso dei biancoverdi). Temendo il peggio, il Celtic porta una sola bottiglia di champagne a Paisley. Poco dopo, gli Hearts perderanno la finale di Coppa di Scozia contro l'Aberdeen: si tratta del crollo più disastroso nella storia del calcio scozzese.

AEK Athens (Grecia, 1959/60)

L'AEK perde la concentrazione all'ultima giornata. In vantaggio di due punti sul Panathinaikos (nell'era dei due punti a vittoria), passa la vigilia della sfida contro il Panionios giocherellando allegramente in hotel, ma perde 3-2 e il Panathinaikos batte l'Olympiacos 4-1: dunque, il titolo sarà assegnato con uno spareggio. L'AEK si porta in vantaggio e il Panathinaikos perde anche un giocatore per espulsione, ma rimonta sul 2-1 e festeggia.

Stade de Reims (Francia, 1955/56)

'Le Grand Reims' insegue il suo quarto titolo e a metà campionato è a pari punti con il Nizza. Mentre quest'ultimo rimane costante, il Reims perde 10 delle ultime 17 partite e conclude al decimo posto. Il motivo? I dirigenti avevano dato la priorità alla prima Coppa dei Campioni, che il Reims perderà in finale contro il Real Madrid per 4-3.

In alto