Ritorno dagli inferi: le più belle rimonte

Il risultato nei primi 45 minuti è quanto di più ingannevole possa esistere nel calcio. Dopo l'improbabile pareggio dell'Anderlecht contro l'Arsenal alla quarta giornata, UEFA.com rivive cinque rimonte memorabili nel secondo tempo in UEFA Champions League.

Highlight: la rimonta dei secondi tempi
Highlight: la rimonta dei secondi tempi

Il risultato nei primi 45 minuti è quanto di più ingannevole possa esistere nel calcio e la UEFA Champions League non è un'eccezione. Dopo l'improbabile pareggio dell'RSC Anderlecht contro l'Arsenal FC alla quarta giornata, UEFA.com rivive cinque rimonte memorabili nel torneo.

Arsenal FC - RSC Anderlecht 3-3
Fase a gironi 2013/14
Alla terza giornata a Bruxelles, i Gunners avevano trasformato un 1-0 in un 1-2 negli ultimi due minuti. Al ritorno, la squadra di Arsène Wenger domina per un'ora e si porta avanti di tre gol con Mikel Arteta, Alexis Sánchez e Alex Oxlade-Chamberlain.

Al 61', però, Anthony Vanden Borre ridà qualche speranza agli ospiti, raddoppiando a 17' dal termine su calcio di rigore. A questo punto, l'Anderlecht si lancia in avanti in cerca del pareggio, che raggiunge al 90' con un colpo di testa di Aleksandar Mitrović. "Spero che la lezione ci sia servita", commenta Oxlade-Chamberlain.

©Getty Images

SV Werder Bremen - RSC Anderlecht 5-3
Fase a gironi 1993/94
Nel 1993, la squadra belga è invece la vittima. Un calcio di rigore di Philippe Albert e una doppietta di Danny Boffin nella prima ora di gioco sembrano condannare il Werder alla seconda sconfitta consecutiva, ma al 66' Wynton Rufer firma l'1-3 e il raddoppio di Rune Bratseth comincia a far preoccupare i padroni di casa. Bernd Hobsch sigla il pareggio, poi Marco Bode porta il Werder in vantaggio trafiggendo Filip De Wilde con un sinistro letale. Il secondo gol di Rufer corona l'ennesima impresa al Weserstadion, già teatro di grandi rimonte.

RC Deportivo La Coruña - Paris Saint-Germain 4-3
Seconda fase a gironi 2000/2001
Nei primi anni 2000, la squadra spagnola recita la parte di Lazzaro, come confermerà il 5-4 di tre anni contro l'AC Milan. In svantaggio per 2-0 alla fine del primo tempo, il tecnico Javier Irureta sceglie la tattica del silenzio e non parla con i giocatori in spogliatoio.

La strategia non funziona subito, perché il PSG va sul 3-0 con Laurent Leroy, ma poi arrivano quattro gol in 27 minuti. Walter Pandiani avvia la rimonta, mentre un colpo di testa di Diego Tristán comincia a caricare i tifosi di casa. Il pareggio è ancora opera di Pandiani, che trova anche il terzo gol personale (sempre di testa) e scatena la festa al Riazor.

AC Milan - Liverpool FC 3-3 (dts, Liverpool vince 3-2 ai rigori)
Finale 2004/05
La rimonta più famosa nella storia della competizione è opera dei Reds, apparentemente spacciati alla fine del primo tempo dopo il gol di Paolo Maldini (il più veloce in una finale di Champions League) e la doppietta di Hernán Crespo. Tuttavia, un colpo di testa di Steven Gerrard all'8' della ripresa dà inizio alla rimonta del Liverpool, che si compie in soli sei minuti con Vladimír Šmicer e Xabi Alonso. Si va ai calci di rigore e l'eroico Jerzy Dudek neutralizza Andrea Pirlo e Andriy Shevchenko.

"Il Milan ci ha sovrastati nel primo tempo, ma noi abbiamo reagito nel secondo - commenta Gerrard -. Sul 3-0 mi vedevo già in lacrime al triplice fischio, ma abbiamo meritato di vincere". Jamie Carragher aggiunge: "È una delle finali più belle di tutti i tempi".

FC Porto 2-3 FC Artmedia Bratislava
Fase a gironi 2005/06
La squadra slovacca affronta i campioni d'Europa di due anni prima e sembra non avere chance, soprattutto dopo il gol di Lucho González e Diego, ma nel recupero del primo tempo Peter Petráš sfugge al suo marcatore e supera Vítor Baía.

Il tecnico dell'Artmedia, Vladimír Weiss, prova a sfruttare il buon momento dei suoi e inserisce Juraj Halenár per Peter Burák. Proprio il subentrato ispira il gol del pareggio di Ján Kozák, mentre Balázs Borbély suggella la vittoria. "Lunedì ho pestato una cacca di cane perché il viceallenatore Michal Hipp mi aveva detto che portava fortuna - racconta Halenár dopo la partita -. Aveva ragione".