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Il Jeunesse d'Esch sfida i pronostici

Se la squadra di Jacques Muller dovesse ribaltare l'1-0 subito contro l'AIK nell'andata del secondo turno preliminare di UEFA Champions League, raggiungerebbe un traguardo inedito per il calcio lussemburghese.

Stéphane Piron (AS La Jeunesse d'Esch, a sinistra) e Walid Atta (AIK)
Stéphane Piron (AS La Jeunesse d'Esch, a sinistra) e Walid Atta (AIK) ©Getty Images

Se l'AS La Jeunesse d'Esch dovesse ribaltare l'1-0 subito contro l'AIK al secondo turno di qualificazione di UEFA Champions League, spezzerebbe un incantesimo lungo 46 anni e raggiungerebbe un traguardo inedito per il calcio lussemburghese.

In Europa, il Jeunesse d'Esch non vince una sfida in due partite dal 1963/64, anno in cui eliminò l'FC Haka nel turno preliminare della Coppa dei Campioni. Nonostante la recente sconfitta per 1-0 a Stoccolma, la squadra di Jacques Muller ha ancora qualche possibilità, come conferma l'allenatore.

"Abbiamo giocato una buona partita. Non solo tatticamente, perché a livello fisico siamo stati all'altezza e abbiamo anche creato qualche occasione - spiega Muller, che ha saputo tenere a bada gli svedesi schierando un 4-5-1 -. Se giochiamo come all'andata possiamo ancora qualificarci".

In caso di qualificazione, il Jeunesse d'Esch diventerebbe la prima squadra del Granducato a raggiungere il terzo turno di qualificazione della competizione europea più prestigiosa. Prima, però, sarà necessario ribaltare l'1-0, siglato da Pontus Engblom su errore difensivo di Thomas Fullenwarth.

"Non ho sbagliato perché ero nervoso: è stato semplicemente un errore tecnico, di quelli che si vedono continuamente", dichiara Fullenwarth, ansioso di riscattarsi. Il 23enne centrocampista troverà sicuramente conforto nelle parole del suo allenatore, che spiega: "Non posso essere troppo duro con Thomas. È stato solo un calo di concentrazione, può succedere".

Fullenwarth aggiunge: "Dobbiamo giocare esattamente come all'andata. Fino al mio errore stava andando tutto bene. Sembrava che fossimo in grado di chiudere il Solna in difesa, quindi proveremo a ripeterci".

Il centrocampista crede nell'impresa e trova un alleato in più: il terreno di gioco del Jeunesse d'Esch: "Il nostro campo è un po' più piccolo - conclude -. Avranno meno spazio per far girare la palla. Chiuderemo ogni varco e proveremo a sfruttare il contropiede e i calci piazzati. Tutto è ancora possibile".