Ricordando Cruyff, il calciatore della gente

Johan Cruyff, uno dei più grandi di sempre, è scomparso a 68 anni. Salutiamo un mito del calcio che non si è mai risparmiato per il pubblico con il suo stile di gioco unico e innovativo.

Riviviamo la carriera di uno dei più grandi calciatori e allenatori di tutti i tempi

Insieme a Rembrandt e Vincent van Gogh, è il più famoso olandese della storia. Uno studio ha dimostrato che oltre due miliardi di persone conoscono il nome di Johan Cruyff – leggenda olandese, nato il 25 aprile 1947 ad Amsterdam.

Un fenomeno sia da giocatore che da allenatore, tutta la sua vita è stata imperniata sul calcio, dai suoi primi anni all'Ajax e Olanda ai trionfi col Barcellona. Personaggio amato da molti, spesso non è stato capito a fondo per via del suo modo di pensare sempre innovativo e fuori dagli schemi.

Il suo carattere tuttavia lo ha avvicinato ai tifosi. L'olandese è sempre stato un idolo del pubblico, venerato e mai dimenticato perché la gente aveva capito perfettamente che per Hendrik Johannes Cruyff lo spettatore veniva prima di qualsiasi altra cosa.

Johan Cruyff in azione con l'Ajax nel 1969
Johan Cruyff in azione con l'Ajax nel 1969©Getty Images

Sia da giocatore che allenatore, la priorità di Cruyff era fare divertire i tifosi. E nonostante il carattere controverso che ha spesso fatto scuotere la testa a tanti cosiddetti esperti, Cruyff ha sempre affermato con sicurezza di sapere esattamente cosa stesse facendo. "Dovunque abbia giocato o lavorato, ho sempre voluto che la gente parlasse e pensasse al calcio", ha detto una volta.

"Questo è il motivo per cui ho dato una storia non solo al club ma anche ai tifosi – qualcosa di cui parlare e su cui pensare. Che sia negativa o positiva poco importa, la gente parlava di calcio e di come dovesse essere giocato. Il calcio era diventato il più importante gossip di cui parlare".

Il suo allenatore ai tempi dell'Ajax, Rinus Michels, una volta definì Cruyff "un ragazzo esile" che in campo cresce anche in statura – una statura raggiunta da pochi altri calciatori nella storia. Cruyff è stato il leader di quello storico Ajax che Michels aveva costruito alla fine degli anni '60. Una squadra che ha fatto nascere il 'calcio totale' e che ha vinto sei titoli olandesi e tre Coppe dei Campioni tra il 1971 e il 1973.

Cruyff ha vestito la maglia dell'Olanda per 48 volte
Cruyff ha vestito la maglia dell'Olanda per 48 volte©Getty Images

Dopo essersi riunito con Michels al Barcelona, alla sua prima stagione, nel 1974, aiuta i catalani a vincere il primo titolo spagnolo dopo 14 anni - e nello stesso anno la coppia Cruyff-Michels aiuta l'Olanda a raggiungere la finale della Coppa del Mondo FIFA poi persa contro la Germania Ovest. In quell'anno l'olandese vince anche il suo terzo Pallone d'Oro.

In seguito, Cruyff esporta il suo talento nella Soccer League del Nord America, poi va al Levante in Spagna e dopo torna in Olanda dove vince trofei con Ajax e Feyenoord. In totale Cruyff ha disputato 704 partite di club, segnando 392 gol – 266 dei quali con l'Ajax. Con la nazionale olandese ha segnato invece 33 reti in 48 partite.

Rinus Michels e Cruyff di nuovo insieme al LA
Rinus Michels e Cruyff di nuovo insieme al LA©Getty Images

Dal suo esordio con l'Ajax nel 1964 alla sua ultima presenza col Feyenoord (19 anni e sei mesi dopo), Cruyff ha sempre avuto un feeling speciale col gol. Questa sua confidenza con la rete, da allenatore si è poi trasformata in una filosofia di gioco vincente. Mentre il calcio internazionale stava diventando sempre più difensivista, Cruyff ha sperimentato l'attacco a tre, sfruttando due esterni di ruolo e schiacciando gli avversari nella propria metà campo.

La chiave della sua filosofia era legata alle posizioni in campo per cui serviva la massima concentrazione e una tecnica sopraffina. Il suo gioco si basava su triangolazioni veloci in cui il terzo uomo decideva cosa fare. La palla in campo doveva sempre muoversi senza stare mai ferma.

Cruyff conduce l'Ajax sul tetto d'Europa nel 1972
Cruyff conduce l'Ajax sul tetto d'Europa nel 1972

Mentre una parte della critica accusava Cruyff di lasciare le sue squadre suicidarsi in campo, i giocatori cominciavano a divertirsi in campo sotto la sua guida perché i risultati gli davano ragione. Ad esempio, nel 1987 l'Ajax è diventata la squadra più giovane a vincere la Coppa dei Campioni, mentre col Barcellona ha conquistato la Spagna e l'Europa portando i catalani alla vittoria della loro prima coppa europea.

Dopo l'addio al Barcellona nel 1996, la vita di Cruyff ha subito un'altra svolta quando ha dato vita alla Fondazione Johan Cruyff e all'Istituto di Studi Sportivi Johan Cruyff, con centri in Olanda, Spagna, Svezia, Messico e Perù. L'istituto ha creato un sistema scolastico disegnato per gli sportivi che vogliono continuare a studiare durante la loro carriera.

L'eredità di Cruyff
L'eredità di Cruyff©UEFA.com

Con la fondazione ha sostenuto quasi 100 progetti in tutto il mondo per i bambini poveri e con disabilità, e ha usato il calcio come un mezzo per migliorare le loro vite. Un progetto in particolare è quello dei Campi Cruyff, che promuove il calcio da strada. La UEFA ha riconosciuto il suo impatto positivo sui giovani quando lo ha scelto per il Premio Calcio di Base UEFA durante l'apertura del 100esimo campo nel tardo 2009, e ha ricevuto anche il Premio del Presidente UEFA.

Secondo lo stesso Cruyff, "giocare in strada è il modo più puro di praticare lo sport del calcio". Chi potrebbe non essere d'accordo con un uomo il cui stile di gioco è stato esso stesso il sogno di un purista? Lo sport gli deve molto.

Johan Cruyff: una leggenda indimenticabile
Johan Cruyff: una leggenda indimenticabile
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