Juve-Inter, inferno o paradiso?

La Juve è al "massimo della forma psicofisica", l'Inter invece sta "pagando un po'", ma la semifinale di Coppa Italia di mercoledì potrebbe cambiare le carte in tavola.

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La parabola che porta Juventus e Inter alla semifinale di Coppa Italia non potrebbe essere più diversa, e per questo la sfida di Torino assume un'importanza particolare per i Nerazzurri: "Possiamo andare in cielo o all'inferno", ha detto Felipe Melo domenica, dopo lo stop dell'Inter contro un Carpi ridotto in dieci.

Mentre la Juve sta marciando allegramente in campionato, reduce da undici successi consecutivi, l'Inter procede con andamento lento, con solo tre vittorie nelle ultime otto gare giocate. Dopo le difficoltà di inizio stagione la squadra di Massimiliano Allegri è risalita al secondo posto, mentre la ex capolista milanese è scivolata in quarta posizione. Le prossime due sfide dei Nerazzurri contro Juve - in Coppa Italia - e Milan - in campionato - stabiliranno la vera dimensione della squadra di Roberto Mancini.

"Vediamo di superare in fretta questo momento e tornare a una serie di vittorie che ci riporti in alto", ha detto l'allenatore dell'Inter. "Ci sono momenti purtroppo in cui le cose non vanno e non perché i ragazzi stiano giocando male, nonostante la squadra corra molto più di prima stiamo pagando un po', ma dobbiamo stare tranquilli.

"La Juventus è in grande forma, ha recuperato tantissimi punti, quindi ci sarà da sudare da lottare; noi qualcosa cambieremo perché giochiamo ogni tre giorni", ha continuato Mancini. In questa edizione della Coppa Italia l'Inter è riuscita a eliminare il Napoli, al momento primo in campionato, e potrebbe dare filo da torcere anche alla Juventus.

Allegri potrebbe essere tentato dal far riposare alcuni titolari, per dare loro un po' di fiato dopo le fatiche di campionato, ma il tecnico bianconero non è tipo da sottovalutare un derby d'Italia. "Dobbiamo trasformare l’entusiasmo in equilibrio, perché non abbiamo ancora vinto niente", questa la sentenza dell'ex allenatore del Milan alla vigilia della sfida.

"Arriviamo da un periodo importante, nel quale abbiamo vinto molte partite, ma il difficile viene adesso", ha continuato Allegri. "Sarà un match difficile e non dobbiamo dimenticare che è solo l'andata, la qualificazione si gioca sui 180 minuti". Come dire: procediamo pure a velocità spedita, ma non dimentichiamo di allacciare le cinture.

Il capitano Gianluigi Buffon sembra meno diplomatico: "Undici vittorie consecutive non le porti a casa se non sei al massimo della tua forma psicofisica", ha detto il numero uno juventino. "Dobbiamo proseguire il più possibile questa fase eccezionale".

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