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Un 2015 da favola per Masina

Pubblicato: martedì, 29 dicembre 2015, 23.48CET
Il giovane terzino sinistro del Bologna ha conquistato la promozione in Serie A, ha debuttato e segnato nella massima serie e si è conquistato la nazionale Under 21. Dove vuole arrivare nel 2016? Lo racconta a UEFA.com.
Un 2015 da favola per Masina
Adam Masina (Bologna) ©AFP/Getty Images

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Pubblicato: martedì, 29 dicembre 2015, 23.48CET

Un 2015 da favola per Masina

Il giovane terzino sinistro del Bologna ha conquistato la promozione in Serie A, ha debuttato e segnato nella massima serie e si è conquistato la nazionale Under 21. Dove vuole arrivare nel 2016? Lo racconta a UEFA.com.

Il 2015 di Adam Masina è stato un susseguirsi di grandi traguardi, tagliati uno dopo l'altro. Nato in Marocco e cresciuto in Emilia, il terzino sinistro del Bologna ha aiutato i suoi a centrare la promozione in Serie A, ha debuttato nel massimo campionato, ha segnato due reti importanti e ha esordito con la nazionale Under 21. 

Instancabile sulla fascia mancina, dotato di buona tecnica individuale e di una sana autostima, il 21enne è esploso con l’arrivo di Roberto Donadoni e ora sembra non volersi più fermare. Dove vuole arrivare lo racconta in esclusiva a UEFA.com

UEFA.com: Sei uno dei giovani del momento: ci racconti un po’ quali sono le tue principali caratteristiche dentro e fuori dal campo?

Adam Masina: Iniziamo da quelle fuori dal campo, ma sinceramente c’è poco da dire. Sono un ragazzo come tanti, provo a vivere la mia vita in modo tranquillo e di certo non sono un leone della notte: io alle undici e mezza sono già pronto per andare al letto! Gioco in Serie A non vivo questa situazione in modo particolare. Fa parte della mia vita e l’accetto, ma non per questo mi sento speciale: non vedo perché uno non debba rimanere se stesso. Da giocatore ho la fortuna di essere abbastanza forte dal punto di vista fisico e cerco di sfruttare il più possibile questa situazione. Ho giocato attaccante per tanti anni, e quindi anche dal punto di vista tecnico me la cavo, e poi lavoro con passione per migliorare le mie caratteristiche e per crescere.

UEFA.com: E dove ti senti di poter ancora migliorare?

Posso sicuramente ancora migliorare molto dal punto di vista dell’attenzione e della lettura del gioco, cioè capire quando è il momento giusto per fare una certa cosa. 

UEFA.com:  Abbiamo visto un Bologna dai due volti in questa stagione. Cosa è cambiato tra la gestione Delio Rossi e quella di Roberto Donadoni?

Sicuramente c’è stata una fase di adattamento alla Serie A che abbiamo pagato. Comunque anche con Delio Rossi abbiamo offerto buone prestazioni, il problema è che non la buttavamo dentro, e purtroppo in Serie A è facile subire almeno un gol. Analizzando la situazione con mister Donadoni abbiamo capito che avevamo un po’ paura ad andare in area, e quindi abbiamo cercato di correggere questo atteggiamento. Per fortuna le cose sono girate a nostro favore e abbiamo iniziato a portare a casa punti importanti.

UEFA.com: Che genere di allenatore è Donadoni e che cosa ti chiede nello specifico? 

Il mister è una persona molto pacata, che ti dice le cose senza urlare. Secondo me è meglio così, perché il messaggio ti arriva in maniera più tranquilla. Lui ti dice chiaramente quello che vuole e tu così puoi provare ad assecondarlo. A me personalmente chiede di spingere molto: il primo giorno d’allenamento mi ha preso da parte e mi ha detto che con lui avrei giocato poco in difesa. Lui mi chiede di salire, di spingere e di supportare la nostra manovra offensiva, anche quando questa si sviluppa sulla fascia opposta alla mia.

UEFA.com: Ci racconti i tre momenti più belli per te di quest’anno?

Di sicuro il più bello di tutti è stata la promozione in Serie A. Non ho mai provato un’ansia simile durante una partita… Vincevamo 1-0 con un gol di Gianluca Sansone e pensavo che fosse fatta. Mentre mi stavo scaldando a bordo campo Sansone ha avuto una seconda occasione ed ero certo che non l’avrebbe fallita. Invece il portiere ha fatto una bella parata e sul contropiede il Pescara ha pareggiato. Il mister, che voleva mandare in campo un altro difensore, ha deciso di non inserirmi più: loro hanno avuto altre occasioni nel finale, ma per fortuna è andato tutto bene e il risultato non è più cambiato. Ma che sofferenza!

UEFA.com: E poi? 

Di sicuro l’esordio in Serie A all’Olimpico alla prima giornata contro la Lazio. In realtà ero abbastanza tranquillo, perché nelle partite contro le grandi voglio sempre dimostrare qualcosa e quindi sono più spensierato. Paradossalmente faccio più fatica negli scontri diretti, perché so che non posso sbagliare nulla. Ecco, in quelle situazioni magari divento un po’ più timoroso. E poi dico il mio primo gol in Serie A, a Modena contro il Carpi, quando ho segnato il gol vittoria al 92': era un momento difficile per noi, eravamo al centro delle critiche, è un’emozione che non dimenticherò mai.

UEFA.com: Dove può arrivare questo Bologna in prospettiva? 

Secondo me quest’anno il nostro obiettivo deve essere la salvezza, e non sarà facile raggiungerlo: ci sono squadre come Genoa e Sampdoria che in classifica occupano posizioni inferiori al loro reale valore, e che ora si stanno attrezzando molto bene. Anche il Verona, che ora è ultimo ma che con il rientro di Toni tornerà sicuramente a essere un’altra squadra. Secondo me il Bologna, passo dopo passo e con calma, nel giro di quattro-cinque anni può arrivare in zona Europa, ovviamente se la società continuerà a investire bene. 

UEFA.com: Quali dei tuoi compagni di squadra ti hanno colpito di più e perché?

Dal punto di vista tecnico Franco Brienza. Ha un sinistro incredibile, con quel piede avrebbe potuto forse anche fare di più. In questo primo scorcio di Serie A non ho visto giocatori tecnicamente più forti di lui. 

UEFA.com: E Mattia Destro?

A lui la piazza ha chiesto molto subito, ho avuto la sensazione che sia stato messo troppo sotto pressione. Dal momento in cui è stato responsabilizzato nel modo giusto, ovvero togliendogli questa pressione, lui è esploso. Uno dei meriti di Donadoni è stato proprio questo: far capire a Mattia che per tornare a essere il giocatore che è, lui doveva lavorare per la squadra. La squadra si è messa subito a lavorare per lui e ora i gol e le grandi prestazioni stanno arrivando di conseguenza.

UEFA.com: Nel 2015 hai vinto il premio di miglior giovane della Serie B, hai debuttato e segnato in Serie A e vestito per la prima volta la maglia dell’Under 21. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Nell’immediato vorrei proseguire così, lavorando duramente ogni giorno per far bene. In futuro chi lo sa, ci vuole anche tanta fortuna. Io sinceramente punto sempre al massimo: poi è ovvio che non dipende tutto da me e che serve anche fortuna, speriamo di averne anche in futuro! Per il 2016 vorrei la salvezza col Bologna. Ti dico una frase che ho fatto mia: non esiste vento favorevole per marinaio che non sa navigare.

Ultimo aggiornamento: 29/12/15 23.52CET

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