La filosofia calcistica di Lobanovskiy

A dicembre 2001, Valeriy Lobanovskiy concesse un'intervista molto schietta a UEFA.com; 40 anni dopo la sua prima Coppa delle Coppe vinta con la Dynamo Kiev, rileggiamo le idee di un tecnico dai metodi scientifici e rivoluzionari.

Valeriy Lobanovskiy (1939-2002)
Valeriy Lobanovskiy (1939-2002) ©Getty Images

A dicembre 2001, appena sei mesi prima della sua scomparsa, Valeriy Lobanovskiy concesse un'intervista molto schietta a UEFA.com; 40 anni dopo la prima di due Coppe delle Coppe vinta con l'FC Dynamo Kyiv, rileggiamo le idee di un tecnico che, con i suoi metodi scientifici e innovativi, ha rivoluzionato il calcio e ha portato la sua nazione nella storia.

UEFA.com: alla Dynamo, lei ha inventato una sorta di scienza del calcio utilizzando test e computer speciali. Che cosa l'ha ispirata?

Valeriy Lobanovskiy: la gente mi chiedeva sempre 'Perché trasformi il calcio in scienza, che cerchi di fare? Gioca come abbiamo sempre giocato!', ma oggi non è più possibile 'giocare come abbiamo sempre giocato'. Il calcio è in evoluzione costante: l'ultima rivoluzione c'è stata nel 1974, quando l'Olanda e la Germania Ovest hanno dato a tutti una vera lezione di filosofia.

La Dynamo vince la seconda Coppa delle Coppe nel 1986
La Dynamo vince la seconda Coppa delle Coppe nel 1986©Getty Images

UEFA.com: alcuni criticano le sue squadre perché non giocano un calcio spettacolare. Pensa che il calcio debba essere soprattutto bello?

Lobanovskiy:
calcio bello? Non capisco il concetto. Nessuno vorrebbe mai perdere dando spettacolo. Il calcio è una guerra e ogni squadra ha un solo obiettivo: vincere.

UEFA.com: quindi, preferisce sacrificare lo spettacolo in nome del risultato?

Lobanovskiy: come si dice, un bravo scultore riesce a togliere tutto ciò che non è necessario. Dobbiamo togliere alcuni elementi e alcuni giocatori. Tutto ciò che non si adatta al mio modello di gioco è superfluo. Per esempio, nel calcio moderno non si corre quasi mai con la palla al piede. Le squadre che lo fanno 140 volte a partita sono scarse, quelle che lo fanno 30 volte sono fortissime. Se qualcuno non se ne rende conto, è molto facile che perda.

UEFA.com: pare proprio che lei abbia principi calcistici molto rigorosi.

Lobanovskiy: i principi sono principi e non osservarli è una negligenza. Sono legati all'evoluzione del calcio. Se non riesco concretizzare le mie idee, non è perché l'idea sia sbagliata, ma perché non viene messa in pratica correttamente.

La statua di Lobanovskiy fuori dallo stadio di Kiev
La statua di Lobanovskiy fuori dallo stadio di Kiev©Getty Images

UEFA.com: ha incontrato tanti critici nella sua carriera?

Lobanovskiy: ho problemi solo con i pazzi e non voglio avere niente in comune con loro. Mettiamo che questa intervista venga pubblicata è che qualcuno dica "Lobanovskiy ha torto": non è un problema, fate come volete. Non smetterò di spiegare alla gente che le novità non devono essere per forza popolari ed efficaci da subito. Come dicono i microbiologi: "Tutto quello che non capiamo lo consideriamo sospetto, ma trattiamo questa incomprensione con molta comprensione".

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