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I mille ricordi di Rubins

Pubblicato: Mercoledì, 17 aprile 2013, 15.48CET
L'attaccante lettone Andrejs Rubins, che ha annunciato il ritiro all'età di 34 anni, ripercorre una carriera che lo ha portato in giro per l'Europa e gli ha fatto vivere momenti indimenticabili.
I mille ricordi di Rubins
Andrejs Rubins con la maglia della Lettoria ©Roman Koksharov
Pubblicato: Mercoledì, 17 aprile 2013, 15.48CET

I mille ricordi di Rubins

L'attaccante lettone Andrejs Rubins, che ha annunciato il ritiro all'età di 34 anni, ripercorre una carriera che lo ha portato in giro per l'Europa e gli ha fatto vivere momenti indimenticabili.

L'attaccante Andrejs Rubins, figura di spicco nel calcio lettone, ha annunciato il ritiro all'età di 34 anni.

Il giocatore, che con la nazionale ha battuto la Turchia agli spareggi di qualificazione per UEFA EURO 2004, è l'ultimo membro di una generazione di talenti ad aver appeso gli scarpini al chiodo. "Mi fa male il ginocchio - commenta a UEFA.com -. Riesco a camminare, naturalmente, ma non è abbastanza per giocare. Forse avrò una possibilità con la squadra dei veterani".

Rubins ha giocato in Russia all'FC Spartak Moskva e all'FC Shinnik Yaroslavl, ma anche in Inghilterra al Crystal Palace FC e in Azerbaigian all'İnter Bakı PİK, Qarabağ FK e Simurq PFK. In patria ha vestito la maglia dello Skonto FC e dell'SK Liepājas Metalurgs.

"Tanti anni di carriera non sono andati sprecati - commenta il giocatore -. La gente si ricorda di me ed è bello. Da ragazzo ho smesso di giocare più volte e ho frequentato cattive compagnie. Le cose potevano andare molto male, ma gli allenatori mi hanno sempre convinto ad andare avanti".

Rubins attribuisce le sue qualità in campo e fuori ai suoi modesti inizi. "Ricordo che mi sanguinavano sempre le ginocchia, e non solo le ginocchia. Ora i bambini hanno strutture migliori a disposizione, mentre noi giocavamo sul cemento".

La carriera professionistica è iniziata allo Skonto alla fine degli anni '90. "[Il tecnico] Aleksandrs Starkovs mi ha fatto diventare un professionista. La squadra era già forte, ma lui mi ha trovato un posto e ci siamo capiti subito". Dopo UEFA EURO 2004, dove la Lettonia allenata da Starkovs ha centrato un famoso pareggio contro la Germania, Rubins ha seguito il suo mentore allo Spartak.

"Lo Spartak è una squadra leggendaria, un sogno per qualsiasi giocatore del mio paese, ma non ero sicuro di andarci perché avevo la possibilità di giocare da titolare in un'altra squadra del massimo campionato, lo Shinnik. Poi c'erano altre offerte, anche dalla Spagna, ma Starkovs mi ha convinto".

Rubins non è durato molto nella capitale russa, ammettendo di non essere "pronto a giocare a quel livello". Ricordi migliori, invece, li ha per altre squadre. "Lo Shinnik, ovviamente. Sono ancora in contatto con il mister [Aleksandr Pobegalov] e i giocatori. Vorrei anche menzionare il Crystal Palace, perché in Inghilterra c'è un'atmosfera fantastica". 

Con 118 presenze in nazionale, Rubins ha vissuto l'apice della carriera agli Europei di nove anni fa in Portogallo. "Bei tempi - commenta -. Non eravamo solo una squadra, ma una vera e propria famiglia. Magari non ci crederete, ma eravamo preoccupati solo nella prima partita contro la Repubblica Ceca".

Nonostante la sconfitta per 2-1 contro la squadra di Karel Brückner, il gol del vantaggio di Māris Verpakovskis prima dell'intervallo ha talmente sconvolto da Lettonia da far saltare la diretta televisiva. Poi ci sono state altre partite memorabili, per esempio contro la Germania e l'Olanda. "Credevamo l'uno nell'altro e abbiamo semplicemente giocato il nostro calcio, pareggiando 0-0 contro la Germania e perdendo 3-0 contro l'Olanda", aggiunge Rubins.

"Giocavo contro [Karel] Poborský, [Philipp] Lahm, [Michael] Reiziger, [Marc] Overmars. Era una favola. La seconda partita contro la Turchia agli spareggi è stata la migliore [2-2 a Istanbul dopo un 1-0 in casa]. Mentre andavamo in Turchia pensavo 'non possiamo tornare a casa senza la qualificazione' e abbiamo giocato una partita miracolosa!"

A novembre, saranno passati 10 anni da quel trionfo contro la Turchia. " All'inizio è stato molto difficile abituarsi al ritiro - conclude Rubins -. Ma il tempo cura ogni cosa. Non so cosa accadrà in futuro. Ora lavoro con i bambini di sette anni e mi piace molto. Voglio insegnare loro tutto quel che so".

Ultimo aggiornamento: 17/04/13 17.50CET

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