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Honda, il numero 10 che non t'aspetti

Pubblicato: Lunedì, 20 ottobre 2014, 9.26CET
"Non ricevo, riprova e controlla", direbbe il Grillo Parlante, gioco degli anni '80, al sentire il nome di Honda come capocannoniere in Serie A. E invece così è: "Parlo di lui dai primi di agosto, troppo facile farlo adesso", commenta Inzaghi.
di Roberta Radaelli
da Milano
Honda, il numero 10 che non t'aspetti
Keisuke Honda ha segnato sei gol in sette partite di Serie A in questa stagione ©AFP/Getty Images
Pubblicato: Lunedì, 20 ottobre 2014, 9.26CET

Honda, il numero 10 che non t'aspetti

"Non ricevo, riprova e controlla", direbbe il Grillo Parlante, gioco degli anni '80, al sentire il nome di Honda come capocannoniere in Serie A. E invece così è: "Parlo di lui dai primi di agosto, troppo facile farlo adesso", commenta Inzaghi.

"Non ricevo, riprova e controlla", direbbe il Grillo Parlante, celebre gioco per bambini degli anni '80, al sentire il nome di Keisuke Honda come capocannoniere della Serie A. E invece così è: dopo sette partite il 28enne giapponese guida la classifica marcatori con sei reti al pari dei più celebrati José Callejón e Carlos Tévez - che però ha segnato due gol su rigore.

Le due reti messe a segno nel 3-1 dell'AC Milan in casa dell'Hellas Verona FC domenica pomeriggio hanno proiettato il nazionale giapponese sul podio della Serie A e fatto capitolare definitivamente anche i tifosi rossoneri più refrattari. Arrivato lo scorso gennaio a parametro zero dopo la parentesi con il PFC CSKA Moskva, Honda non aveva mai veramente convinto, tanto che in molti iniziavano - perfidamente - a chiedersi se non fosse arrivato solo per far vendere più magliette. Quel numero 10 sulle sue spalle era diventato più un peso che un'iniezione di fiducia.

Poi arriva Filippo Inzaghi in panchina, e assicura non senza suscitare qualche perplessità che "con gli attaccanti esterni siamo a posto, c'è Honda". Ma i tifosi in estate sono più impegnati a parlare dell'addio di Mario Balotelli e dell'arrivo di Fernando Torres, e le parole del tecnico del Milan passano in secondo piano, forse considerate più come una dichiarazione di circostanza o come un classico esempio di "disse la volpa all'uva".

Pochi mesi dopo, e la previsione di Inzaghi diventa realtà: non solo per i gol o per gli assist che portano la firma di Honda, ma per la capacità di dettare i ritmi in campo. Se lo scorso anno sembrava un pesce fuor d'acqua, quest'anno il suo adattamento alla Serie A è talmente completo da essere in grado di adattare il proprio stile di gioco all'avversario di turno.

"Parlo di Honda dai primi di agosto, è un grande professionista", ha detto Inzaghi, allenatore attento anche al comportamento dei giocatori al di fuori del campo di allenamento. "Ho pensato di metterlo nella posizione ideale, volevamo un giocatore a sinistra per il 4-3-3, poi mi sono accorto che ha grande passo. Ma i meriti vanno tutti a lui".

Anche il vice di Inzaghi, Mauro Tassotti, coccola il giapponese "atipico", come lo definì l'ex Ct della nazionale del Sol Levante Alberto Zaccheroni. "Sulla fascia destra Ignanzio [Abate] e Keisuke hanno trovato un'intesa perfetta, molte cose partono da lì. Honda era venuto al Milan senza fare le vacanze, bisognava dare a lui il tempo di capire il nostro calcio e a noi quello di capire lui". Forse non è stato amore a prima vista, ma la luna di miele tra Honda e il Milan è ufficialmente iniziata.

Ultimo aggiornamento: 20/10/14 10.31CET

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