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Il secondo addio rossonero di Kakà

Pubblicato: Lunedì, 30 giugno 2014, 15.34CET
Cala il sipario - stavolta definitivamente - sull'epopea di Kakà al Milan: dopo l'addio del 2009 con destinazione Madrid e il ritorno nel 2013, il 32enne brasiliano ha rescisso il contratto che lo legava al club.
di Fabio Balaudo
da Torino

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Pubblicato: Lunedì, 30 giugno 2014, 15.34CET

Il secondo addio rossonero di Kakà

Cala il sipario - stavolta definitivamente - sull'epopea di Kakà al Milan: dopo l'addio del 2009 con destinazione Madrid e il ritorno nel 2013, il 32enne brasiliano ha rescisso il contratto che lo legava al club.

Si erano persi e ritrovati, ma ora è di nuovo tempo di saluti: il legame tra Kakà e l'AC Milan si interrompe per la seconda volta e con ogni probabilità, definitivamente: il brasiliano ha infatti ottenuto la rescissione consensuale del contratto che lo legava al club rossonero fino al 2015.

Si interrompe così, con un anno di anticipo, la seconda esperienza meneghina del pallone d'oro 2007: l'operazione nostalgia orchestrata la scorsa estate, con il trionfale ritorno di Kakà in rossonero, è durata appena lo spazio di una stagione. Diverso il giocatore rientrato in Italia dopo un quadriennio trascorso al Real Madrid CF rispetto al "bambino d'oro" che aveva fatto innamorare i tifosi del Milan a suon di magie tra il 2003 e il 2009. E diverso anche il Milan, che nonostante il ritorno del figliol prodigo è stato protagonista di una stagione deludente e non ha centrato l'accesso alle competizioni UEFA per club 2015.

Il club ha ufficializzato l'addio con una stringatissima nota apparsa sul proprio sito ufficiale: "AC Milan comunica di aver risolto consensualmente in data odierna il contratto con Kakà". Poche parole che di fatto chiudono un'epoca: approdato in Italia nel 2003 quando per molti era un illustre sconosciuto, Kakà si è consacrato in rossonero e allo stesso tempo ha reso grande il Milan.

Per lui, del resto, parlano i trofei conquistati in rossonero: una UEFA Champions League, due Supercoppe UEFA, una Coppa del Mondo FIFA per Club, uno Scudetto e una Supercoppa italiana. Poi, nell'estate 2009, la soffertissima decisione di trasferirsi a Madrid a cui hanno fatto seguito quattro anni difficili, vissuti tra infortuni e difficoltà di ambientamento all'ombra di Cristiano Ronaldo.

Il "ritorno a casa", invece, è storia recente: nel settembre dello scorso anno Kakà opta per una scelta di cuore e firma il suo secondo patto col diavolo, salutando la Spagna. Ma il tempo stavolta non è galantuomo: 30 presenze e sette reti in campionato, due gol in sei gare di UEFA Champions League e anche diverse prestazioni da vero leader nel corso di una stagione quanto mai difficile per la squadra. Non bastano però per convincere Felipe Scolari, che non lo include tra i convocati per la Coppa del Mondo FIFA in Brasile.

La mancata partecipazione al Mondiale, in un certo senso, chiude il cerchio: forse anche Kakà sa di non essere più quel Kakà. Opta per l'addio e se ne va, proprio come era arrivato più di dieci anni fa, in punta di piedi. Con la consapevolezza che "è stato meglio lasciarsi, che non essersi mai incontrati", per dirla con le parole di Fabrizio De André.

Ultimo aggiornamento: 30/06/14 16.40CET

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