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Batte forte il cuore sociale della UEFA

Da sempre, le attività della UEFA si spingono ben oltre il calcio e raggiungono ambiti di responsabilità sociale con diversi progetti.

Batte forte il cuore sociale della UEFA
Batte forte il cuore sociale della UEFA ©Lode Saidan 2007

Da sempre, le attività della UEFA si spingono ben oltre il calcio e raggiungono ambiti di responsabilità sociale con diversi progetti.

Problematiche
La UEFA sfrutta l'immensa popolarità del calcio per affrontare problematiche sociali specifiche con l'aiuto di partner in vari campi, finanziando progetti con le sanzioni imposte dalle autorità disciplinari e un contributo dello 0,7% del reddito netto annuale dell'organizzazione.

'Contributo positivo'
Il razzismo, la riconciliazione, la salute e gli aiuti umanitari sono solo alcune delle aree in cui la UEFA cerca di migliorare la vita della gente in tutta Europa. "L'obiettivo è sensibilizzare sulle questioni sociali e dare un contributo positivo - spiega Şenes Erzik, presidente del Comitato Fair Play e Responsabilità Sociale e primo vicepresidente UEFA -. Data la sua ampia portata, la piattaforma calcistica può agire - insieme ad altre - come forza che agevola l'integrazione nell'intera società".

FARE, SOEE e CCPA
Un esempio significativo è la duratura cooperazione della UEFA con la rete FARE (Football Against Racism in Europe) nella lotta al razzismo e alla discriminazione nel calcio e nella società. La UEFA collabora strettamente anche con il comitato Special Olympics Europe Eurasia (SOEE) per promuovere il calcio per le persone con difficoltà dell'apprendimento, mentre la Cross Cultures Projects Association (CCPA) ha l'obiettivo di aumentare la coesione sociale nel calcio di base con il progetto 'Open Fun Football Schools', a cui partecipano bambini di gruppi etnici in conflitto nell'Europa dell'Est e in Caucaso.

Sei partner
Le partnership principali della UEFA sono arrivate a sei e, nel tempo, si sono evolute per rispecchiare la mutevole natura dei problemi che affliggono la società moderna. Il nuovo gruppo di partnership di responsabilità sociale della UEFA per il 2007-2011, approvato dal Comitato Esecutivo al meeting di Istanbul del 2007, mostra come la UEFA abbia adattato la propria strategia per soddisfare le esigenze immediate aggiungendo tre nuovi partner.

Sostegno ai bambini
Mentre l'avvento dell'Unione Europea ha aumentato la libertà di movimento, ha anche aperto le porte al traffico e allo sfruttamento dei minori – due piaghe che la UEFA cerca di contrastare sostenendo la fondazione Terre des hommes. Grazie alle sovvenzioni UEFA, la fondazione svizzera ha recentemente introdotto il pogetto MOVE in tre paesi – Romania, Albania e Moldavia – per migliorare lo sviluppo psicosociale dei bambini con giochi e sport, rendendoli così meno vulnerabili ai trafficanti.

'Eat for Goals'
La UEFA si è anche alleata con Education 4 Peace, il cui programma 'Master Your Emotions' si rivolge a studenti e fan club per contrastare la violenza nella società. Il manuale di cucina "Eat for Goals!", invece, è il frutto della collaborazione della UEFA con il sesto partner, la World Heart Federation. Il manuale, in cui 13 campioni come Ruud van Nistelrooy, Steven Gerrard e Miroslav Klose illustrano la propria ricetta preferita, è perfetto per l'obiettivo della fondazione, che intende promuovere uno stile di vita attivo e salutare per prevenire l'obesità e le malattie cardiovascolari.

Progetti specifici
Mentre la UEFA continua a lavorare a stretto contatto con i partner principali, vengono create collaborazioni ad hoc e a tempo determinato con diverse organizzazioni per promuovere progetti specifici, come la Homeless World Cup. Anche il WWF e il Comitato Internazionale Croce Rossa hanno beneficiato di collaborazioni simili: il CIRC, per esempio, ha ricevuto un assegno di oltre 300.000 euro dalla UEFA per aiutare le vittime delle mine antiuomo in Afghanistan con l'iniziativa 'Score for the Red Cross' a UEFA EURO 2008™. Ogni anno, infine, la UEFA premia un'organizzazione meritevole con un assegno da 1 milione di franchi svizzeri, consegnato a Montecarlo per salutare la nuova stagione di calcio europeo per club. Nel 2008 è stata scelta l'Associazione Europea per la Lotta alla Leucodistrofia (ELA).