Tutta l'Europa contro il razzismo

Le parole dei giocatori impegnati in UEFA Champions League e UEFA Europa League la scorsa settimana sono servite come piattaforma per il tentativo di eradicare razzismo e intolleranza dal calcio.

Le parole dei giocatori impegnati in UEFA Champions League e UEFA Europa League sono servite come piattaforma per il tentativo di eradicare razzismo e intolleranza dal calcio.

La scorsa settimana settimana, la UEFA e la famiglia del calcio europeo hanno unito le forze per annunciare a tutto il mondo che il razzismo, la discriminazione e l'intolleranza non hanno posto nel calcio. In campo, i giocatori hanno dimostrato il loro sostegno alla campagna di sensibilizzazione.

La terza giornata di UEFA Champions League e UEFA Europa League è stata una piattaforma di alto profilo per diffondere il messaggio antirazzista della Action Week, organizzata dalla UEFA e dalla rete FARE (Football Against Racism in Europe).

"Dobbiamo essere modelli di comportamento - ha commentato il portiere Fraser Forster del Celtic FC -. Ci guardano milioni di persone ed è importante che il messaggio parta dalle squadre e arrivi a tutti".

"A prescindere da religione, nazionalità o colore della pelle, indossiamo tutti la stessa maglia e abbiamo lo stesso obiettivo - ha commentato il difensore Christophe Jallet del Paris Saint-German FC -. Siamo noi i migliori esempi di lotta al razzismo".

Il messaggio è stato visto da migliaia di tifosi negli stadi e da milioni di telespettatori in tutto il mondo grazie allo spot di 30 secondi intitolato "Respect" e trasmesso sia in TV che sui maxischermi. Gli altoparlanti hanno invitato i tifosi a unirsi alla UEFA nella lotta al razzismo. Inoltre, le squadre sono state accompagnate da bambini con la maglietta Unite Against Racism, mentre i capitani hanno indossato una fascia con lo stesso messaggio.

Lontano dai campi, i giocatori hanno chiaramente manifestato la volontà di rimediare a una delle piaghe che affligge il calcio. "Il rispetto è globale - ha commentato l'attaccante Javier Hernández del Manchester United FC -. Per battere la discriminazione e il razzismo devi concentrati su un punto specifico: io penso che il rispetto sia il valore più importante dell'umanità in tutte le parti del mondo, indipendentemente dal paese, dal colore della pelle o dal sesso. La cosa più bella è avere rispetto per tutti".

Le stelle del calcio hanno anche apprezzato il lavoro proattivo della UEFA e della rete FARE. "Abbiamo l'opportunità di trasmettere un'immagine attraverso il calcio - ha commentato il difensore Franck Béria del LOSC Lille -. È molto importante che la UEFA promuova un'iniziativa del genere, perché può raggiungere tante persone".

"Nello sport, e in tutto il mondo, non c'è spazio per il razzismo", commenta Josip Šimunić della GNK Dinamo Zagreb. "Sono fiero di partecipare a questa iniziativa - aggiunge l'attaccante Mikkel Beckmann del FC Nordsjælland -. Il razzismo non deve far parte del calcio, e neanche della vita".

"Siamo nel 2012 e ci sono cose che non vorremmo mai vedere - commenta il portiere Vito Mannone dell'Arsenal FC -. Abbiamo giocatori che arrivano da tutto il mondo e hanno culture diverse, ma dobbiamo lavorare insieme".

Il segretario generale UEFA, Gianni Infantino, ha celebrato la FARE Action Week ribadendo la determinazione della UEFA a sconfiggere il razzismo e tutte le forme di intolleranza simili. "La UEFA si impegna a combattere la discriminazione nel calcio e incoraggia tutti tifosi, i cittadini d'Europa e il mondo intero a unirsi ai nostri sforzi per dare valore al rispetto: rispetto per i giocatori, i direttori di gara, la squadra avversaria e i tifosi, di qualunque nazionalità, background etnico o orientamento sessuale. Insomma, rispetto per tutti".

"L'importante, nel calcio, è il colore della maglia e non quello della pelle - aggiunge Infantino -. La nostra ambizione è non avere neanche un solo espisodio di intolleranza ed eliminare il razzismo e la xenofobia dal calcio".

Anche i giocatori della UEFA Europa League hanno manifestato il proprio sostegno, in particolare Håvard Nordtveit e Luuk de Jong del VfL Borussia Mönchengladbach. "Naturalmente dobbiamo mettere in evidenza il rispetto - commenta Nordtveit -. Tutti i giocatori di tutte le squadre devono far vedere che sono contro il razzismo".

"Per me significa molto - aggiunge De Jong -. È molto importante che i giocatori e la UEFA mettano in risalto queste iniziative e riuniscano quanta più gente possibile per sostenere la lotta al razzismo".

Le ultime parole spettano al difensore Dany Nounkeu del Galatasaray AŞ. "Sicuramente, il calcio può unire la gente contro il razzismo e la discriminazione - commenta -. È un linguaggio universale, che può essere capito da tutti. Forse non possiamo entrare nella testa della gente, ma come calciatori possiamo assumerci la responsabilità di lottare contro tutte le forme di discriminazione. Perché alla fine, bianchi o neri, tutti quelli che vengono a vedere una partita di Champions League vengono solo a vedere la partita. Questo è il potere del calcio".

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