I rimedi fatti in casa

Per il direttore generale UEFA Olsson il futuro del calcio risiede nei vivai.

Il direttore generale della UEFA Lars-Christer Olsson ha ribadito le ragioni della campagna di sostegno alla ricerca di talenti locali ed alla cura dei vivai condotta dalla stessa UEFA in tutta Europa.

Bisogno di soluzioni
In un editoriale pubblicato sull'ultimo numero della rivista uefadirect della UEFA, Olsson ha scritto che una soluzione deve essere trovata affinché si possa contribuire allo sviluppo dei giovani calciatori locali nell'ambito dei club, con benefici a lungo termine anche per le squadre nazionali.

Dibattito europeo
L'UEFA è all'avanguardia nel dibattito in corso nell'ambito della comunità calcistica europea sulle eventuali modalità che possano permettere ai giocatori cresciuti nei vivai a scendere in campo con una certa regolarità con le prime squadre dei vari club, senza violare le norme in vigore nell'Unione Europea e garantendo la libera circolazione nei diversi paesi.

Proposte UEFA
In precedenza, nelle scorse settimane, l'organo governativo del calcio europeo ha reso noto alcune proposte per l'inclusione di un numero minimo di almeno sette o otto giocatori cresciuti nel vivaio sui 18 iscritti a referto per ogni partita, e per la limitazione nel numero dei giocatori (25) della rosa di una squadra di club. Le proposte sono state sottoposte all'attenzione di tutte le principali entità sportive, commerciali e politiche del calcio continentale.

Senza limitazioni
"Dietro ai recenti successi registrati in occasione dell'ultima fase finale del Campionato Europeo UEFA, esistono numerosi interrogativi scaturiti dalla regolamentazione nota come " legge Bosman", la quale ha reso più facile a livello internazionale per i giocatori cambiare squadra ed ha rimosso le restrizioni precedentemente imposte dalle autorità locali ed internazionali", ha rilevato Olsson.

Giovani in lotta
"Una delle conseguenze di questa esplosione nel numero dei trasferimenti è che è diventato sempre più difficile per i giovani giocatori di alcuni paesi arrivare fino in prima squadra. Una lotta a volte inutile che potrebbe costringere molti di loro a rinunciare a giocare al calcio preferendo magari altre discipline - ha aggiunto -. E' comunque vero che quelli dotati di maggior talento riescono sempre a trovare spazio, ma anche questi hanno bisogno di una preparazione adeguata affinché le loro doti naturali possano svilupparsi appieno".

Allenare costa
"Ma allenare e preparare costa, a volte molto più che non girare alla caccia di talenti, e richiede pazienza - ha continuato Olsson -. Molti club preferiscono guardarsi in giro ed accaparrarsi giovani talenti da tutta Europa e fuori, per poi, se necessario, girarli in prestito nelle serie minori o in squadre da ambizioni più modeste fino a quando non sono preparati adeguatamente per il grande salto".

Effetto sulle nazionali
Il direttore generale della UEFA ha messo in guardia sui possibili danni che l'attuale stato di cose potrebbe arrecare alle rappresentative nazionali. "A lungo o anche a medio termine, questa situazione potrebbe mettere in grossa difficoltà le nostre nazionali in termini di ringiovanimento dei ranghi - ha sottolineato -. In Portogallo è apparso evidente che alcune squadre stanno già pagando le conseguenze di questo fenomeno, così come altrettanto evidente è apparsa la perdita delle caratteristiche peculiari dei calciatori di ogni singola nazione, ovviamente per effetto dell'incorporazione di giocatori stranieri".

Trovare soluzioni
"Ecco perché, tra le altre ragioni, è arrivato il momento di trovare soluzioni conformi alle legislazioni europee che possano compensare queste perdite in termini di preparazione ed identità nazionale, senza dimenticare l'identificazione dei club con i rispettivi paesi, città o regioni", ha ammonito Olsson.

Reclutamento locale
"In risposta a questa situazione, vogliamo incoraggiare il reclutamento locale in tutti i paesi europei, assumendo nel contempo responsabilità sia sociali che sportive dei giovani calciatori. Questa è la direzione che vogliamo prendere, con il sostegno delle federazioni che ci hanno assicurato il loro totale appoggio nella recente Conferenza dei Presidenti e dei Segretari Generali, a Lisbona".

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