Il programma antidoping EURO in dettaglio

L'impegno continuo della UEFA nella lotta al doping continua a dare i suoi frutti: UEFA EURO 2012 è l'ultimo esempio dell'ottimo lavoro di tutti coloro che agiscono nei migliori interessi del calcio.

Il programma antidoping EURO in dettaglio
Il programma antidoping EURO in dettaglio ©UEFA.com

L'impegno continuo della UEFA nella lotta al doping continua a dare i suoi frutti: UEFA EURO 2012 è l'ultimo esempio dell'ottimo lavoro di tutti coloro che agiscono nei migliori interessi del calcio.

Al Campionato Europeo in Polonia e Ucraina non sono stati segnalati casi di doping grazie alla collaborazione tra giocatori, personale medico delle squadre, amministratori, esperti e funzionari di controllo (DCO) del team antidoping della UEFA.

Questo video descrive le attività di controllo antidoping condotte a UEFA EURO 2012 e il duro lavoro degli operatori per completare tutte le procedure.  

A EURO 2012 sono stati condotti esami sia fuori gara (prima del torneo) che in gara, per rilevare la più ampia gamma disponibile di sostanze potenzialmente dopanti.

A ogni controllo antidoping, i funzionari di controllo della UEFA hanno prelevato campioni di sangue e urine ai giocatori delle 16 squadre partecipanti. L'analisi dei campioni è stata condotta da un laboratorio accreditato WADA (World Anti-Doping Agency) a Varsavia seguendo un menu analitico studiato dai migliori laboratori antidoping in Europa. Tra i vari esami, quelli per rilevare sostanze come l'EPO e l'ormone della crescita.

Durante il programma fuori gara sono stati controllati 10 giocatori per squadra, mentre dopo ogni partita sono stati esaminati due giocatori. I campioni prelevati al torneo sono stati analizzati entro 48 ore dalla ricezione in laboratorio, per far sì che i risultati fossero noti prima della gara successiva. Sia fuori gara che in gara, non sono stati segnalati casi positivi.

"L'obiettivo principale del programma antidoping della UEFA è garantire un torneo privo di sostanze dopanti, per tutelare il calcio e la salute dei giocatori - ha commentato Marc Vouillamoz, direttore dell'unità antidoping UEFA -. È molto importante avere un programma che funga da deterrente, perché non vogliamo dare possibilità a nessuno".

Al successo della strategia hanno contribuito i giocatori, le squadre e i sanitari, ma anche l'accuratezza delle procedure di controllo e l'impegno generale. Prima del Campionato Europeo, i medici delle nazionali ha firmato un trattato per ribadire l'impegno verso un torneo privo di sostanze dopanti. Inoltre, tutti i giocatori selezionati per i controlli antidoping si sono dimostrati ampiamente cooperativi, sia in gara che fuori.

"Sono stati tutti molto collaborativi - ha commentato Vouillamoz -. Tutti i giocatori si sono comportati in maniera corretta, perché avevamo investito tempo e risorse per educarli, spiegando loro che un programma antidoping del genere è più che giustificato a un torneo come EURO 2012".