Nuove procedure per colpi alla testa

A seguito dell'approvazione da parte del Comitato Esecutivo, la UEFA sta introducendo con effetto immediato in tutte le competizioni una nuova procedura in caso di violenti colpi alla testa.

Il giocatore della Germania, Christoph Kramer, durante la finale di Coppa del Mondo FIFA contro l'Argentina
Il giocatore della Germania, Christoph Kramer, durante la finale di Coppa del Mondo FIFA contro l'Argentina ©Getty Images

Nella riunione di Nyon, il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato una nuova procedura per affrontare i traumi alla testa, che sarà applicata con effetto immediato nelle competizioni UEFA.

In caso di sospetta commozione cerebrale, l'arbitro fermerà il gioco per un massimo di tre minuti, per permettere al giocatore infortunato di essere valutato dal medico della squadra. Il giocatore potrà continuare la partita solo in caso di conferma da parte del medico sociale all'arbitro.

Il Comitato Esecutivo ha deliberato che la seguente procedura sarà inclusa il prima possibile nel relativo regolamento UEFA:

"In caso di sospetta commozione cerebrale, l'arbitro fermerà il gioco per consentire al giocatore infortunato di essere assistito dal medico sociale. In linea di massima non dovrebbero passare più di tre minuti, tranne nel caso in cui il grave infortunio non richieda che il giocatore debba essere trattato immediatamente o immobilizato sul campo per consentirne il trasporto in ospedale (es. lesioni colonna vertebrale)".

"Un giocatore che ha subito un colpo alla testa tale da richiedere una valutazione per una eventuale commozione cerebrale, sarà autorizzato a continuare a giocare solo dopo la conferma, dopo attenta valutazione, del medico sociale all'arbitro".

Il segretario generale UEFA, Gianni Infantino, ha spiegato le ragioni alla base della decisione. "Dobbiamo innanzitutto tutelare la salute dei giocatori. Il Comitato Esecutivo ha preso nota del report della Commissione Medica e ha preso la decisione che in casi di urti violenti alla testa, l'arbitro fermerà il gioco per tre minuti in modo da consentire al medico della squadra di valutare la salute del giocatore, per decidere se sia o meno il caso che il calciatore continui la partita".

Ha inoltre aggiunto: "Alla fine sarà solo responsabilità e dovere del medico sociale quella di decidere se il calciatore può continuare a giocare o se deve essere sostituito. È molto importante tutelare la salute dei giocatori, motivo per il quale questa decisione sarà applicata sin da subito in tutte le nostre competizioni".

Il presidente della Commissione Medica UEFA, Dr Michel D'Hooghe, ha accolto con favore la nuova norma: "L'implementazione delle linee guida sulle commozioni cerebrali è un ulteriore passo avanti nel continuo lavoro della UEFA nell'ottica della massima tutela della salute dei calciatori durante le partite. Sono lieto che l'iniziativa sia stata accolta dal Comitato Esecutivo, tanto da diventare una procedura standard in tutte le partite UEFA".

Un altro responso positivo verso le nuove disposizioni è arrivato dal responsabile della commissione arbitrale UEFA Pierluigi Collina. "Sono lieto che la nuova procedura in caso di commozione cerebrale venga attuata questa settimana, solo pochi giorni dopo l'approvazione da parte del Comitato Esecutivo UEFA - ha detto -. A mio parere, la nuova procedura chiarisce chi debba prendere la decisione finale in merito alla questione se un giocatore possa continuare a giocare o debba lasciare il campo: si tratta del medico della squadra e di nessun altro. Spero che questo porterà ad un miglioramento della salute e della sicurezza dei giocatori in generale".