Talenti locali, la risposta è positiva

Reazione favorevole delle federazioni nazionali alle proposte UEFA sui giocatori cresciuti nei vivai.

La UEFA ha svelato al pubblico e ai rappresentanti della famiglia calcistica europea le nuove regole relative ai giocatori formati localmente.

Conferenza a Nyon
Il Comitato esecutivo UEFA ha presentato le proposte normative alla conferenza dei presidenti e dei segretari generali svoltasi oggi presso la sede di Nyon. Le regole proposte si applicheranno alle future competizioni europee per club.

In aprile l’approvazione ufficiale
La UEFA ha chiesto inoltre alle federazioni di considerare la possibilità di adottarle anche per le competizioni nazionali. Le proposte verranno quindi presentate al Congresso ordinario UEFA di aprile a Tallinn per essere approvate ufficialmente dalle federazioni nazionali.

Posti riservati
Le liste 'A' presentate dalle squadre per le competizioni UEFA continueranno a essere limitate a un massimo di 25 giocatori. Dalla stagione 2006/07, inoltre, almeno due posti su ciascuna lista dovranno essere riservati a giocatori formati nel vivaio dello stesso club, con altri due posti per giocatori cresciuti in altri club della stessa federazione. Continueranno a esistere anche le liste 'B', che comprendono un numero illimitato di giocatori Under 21 tesserati per il club da almeno due anni.

Obiettivo 2008/09
Nelle due stagioni successive, si aggiungeranno un ulteriore posto riservato a giocatori cresciuti in casa e uno per i giocatori provenienti da club dello stesso paese. Nella stagione 2008/09, ogni club avrà in rosa quattro giocatori cresciuti nel suo vivaio e quattro formati da altri club della sua federazione.

Definizioni
Per "giocatore formato dal club" si intende un atleta che per almeno tre stagioni tra i 15 e i 21 anni di età è stato tesserato per la società in questione. Per "giocatore formato nella federazione" si intende invece un atleta che per almeno tre stagioni tra i 15 e i 21 anni di età è stato tesserato per la società in questione o per altre società appartenenti alla stessa federazione.

Prolungate consultazioni
Le proposte sono state rese note dopo un prolungato processo di consultazione che ha coinvolto la UEFA, i club, le leghe, le federazioni, le associazioni dei giocatori e persino i governi nazionali. "Sulla base di tutte le consultazioni siamo del parere che [la proposta] sia un compromesso ragionevole, - ha detto il direttore generale Lars-Christer Olsson -. Ci sono state reazioni negative da parte di alcune leghe e di qualche grande club, ma tutti gli altri hanno appoggiato pienamente questa idea. Siamo anche convinti che la nostra proposta sia legale perché è un regolamento sportivo, non una restrizione, e mira allo sviluppo e alla crescita dei giovani".

Tendenze negative
La UEFA ha elaborato queste proposte dopo aver identificato alcune tendenze negative del calcio europeo: gli scarsi incentivi alla formazione dei giovani, la mancanza di identità delle squadre locali o regionali, lo scarso equilibrio nelle competizioni, la tendenza a "far razzia" di giocatori e i conseguenti problemi per le nazionali.

Riportare l'equilibrio
È stato inoltre commissionato uno studio economico che ha identificato un aumento degli squilibri nelle competizioni UEFA per club e nei campionati nazionali, un legame sempre più stretto tra le risorse finanziarie e i successi sportivi e la scarsa presenza di giocatori cresciuti nei vivai dei vari club. Le proposte presentate puntano quindi a fornire maggiori incentivi alla formazione dei giocatori all’interno dei settori giovanili delle società e a creare un maggiore equilibrio prima di tutto a livello europeo, e in seguito a livello nazionale, purché le federazioni accettino le raccomandazioni UEFA.

'Si deve fare qualcosa'
"Pare che dopo la conferenza di oggi la maggior parte delle federazioni intenda introdurre regole simili nelle competizioni nazionali. Credo che tutti siano d’accordo sulla necessità di fare qualcosa", ha concluso Olsson.

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