Una 'designazione fantastica' per l'arbitro Rocchi scelto per la finale di Baku

L'arbitro italiano Gianluca Rocchi, che dirigerà la finale di UEFA Europa League di mercoledì tra Chelsea e Arsenal, è pronto a dare il massimo per l'appuntamento di Baku.

L'arbitro italiano Gianluca Rocchi dirigerà la finale di UEFA Europa League
L'arbitro italiano Gianluca Rocchi dirigerà la finale di UEFA Europa League ©Sportsfile

Gianluca Rocchi si è detto felice e orgoglioso di essere stato scelto dal Comitato Arbitrale UEFA per dirigere la finale di UEFA Europa League tra Chelsea e Arsenal che si giocherà mercoledì sera a Baku.

“È una nomina fantastica - è un derby di Londra ed è quindi una partita speciale", ha detto il 45enne fiorentino padre di due bambini.

“Voglio fare del mio meglio per questa partita", ha aggiunto Rocchi. "Quando saremo allineati prima del calcio d'inizio, probabilmente osserverò le squadre, gli allenatori, il pubblico, la mia squadra arbitrale, e mi renderò davvero conto dell'importanza di questa occasione".

Arbitro internazionale dal 2008, Rocchi è entrato nella fase conclusiva di una straordinaria carriera che l'ha visto dirigere un altro importante appuntamento europeo: la finale di Supercoppa UEFA tra Manchester United e Real Madrid nel 2017.

Inoltre l'italiano non è nuovo alle finali di UEFA Europa League essendo stato il quarto uomo di quella del 2010 tra Atlético Madrid e Fulham, nonché in quella del 2017 tra Ajax e Manchester United.

Rocchi ha iniziato la carriera arbitrale nel 1989. “Sono stato un calciatore ma quando ho capito che non sarei stato il miglior giocatore di sempre, ho deciso di 'attraversare il fiume' e diventare arbitro", ha spiegato. "È una decisione che ovviamente non ho mai rimpianto. Penso di aver fatto una scelta eccellente".

Alla finale di Baku Rocchi sarà coadiuvato dai connazionali Filippo Meli e Lorenzo Manganelli, mentre Daniele Orsato sarà il quarto uomo.

“Siamo un'ottima squadra - ha sottolineato Rocchi - e senza la tua squadra non puoi aspettarti di arbitrare una partita al massimo delle tue abilità. Penso anche che sia molto importante diventare una squadra fuori dal campo. Se i rapporti sono buoni e c'è una buona atmosfera, allora sarà più facile fare bene il proprio lavoro in campo"

Rocchi sottolinea che le capacità gestionali vanno di pari passo con i vari aspetti tecnici dell'arbitro. "Credo che ci debba essere rispetto reciproco tra arbitro e giocatori - dice - quindi è necessario saper comunicare con loro". Rocchi ritiene inoltre che arbitrare dal 2004 nella difficile Serie A sia stato fondamentale per aiutarlo a raccogliere l'esperienza e la forza mentale necessaria per gestire i più grandi appuntamenti internazionali.

“È anche fondamentale essere se stessi quando si arbitra ma allo stesso tempo bisogna osservare gli altri arbitri e prendere da loro il meglio per migliorarsi". La conoscenza del calcio e delle sue statistiche è fondamentale: “Non penso che oggi si possa arbitrare ai massimi livelli senza sapere qualcosa della partita che stai andando a dirigere", ha spiegato un Rocchi assoutamente a favore della possibilità che hanno oggi gli arbitri di prima fascia di conoscere le squadre e il loro modo di giocare.

Viaggiare, trascorrere momenti preziosi con la famiglia, con gli amici e andare al cinema con i suoi due figli di otto e dieci anni, occupa il tempo di Rocchi lontano dal campo. "Il tuo tempo libero può essere limitato a causa degli impegni arbitrali - dice - quindi non vedo l'ora che arrivino questi momenti".

Rocchi si sta avvicinando al giorno in cui sarà il momento di 'appendere il fischietto al chiodo' e guardare indietro con soddisfazione alla sua carriera arbitrale. "Sono determinato a fare del mio meglio fino all'ultimo fischio della mia ultima partita", ha giurato. "E naturalmente lo stesso desiderio di dare il mio massimo vale anche per la finale di Baku...".

In alto