Idee francesi, vittorie spagnole

Per festeggiare i 60 anni della UEFA, UEFA.direct continua a ripercorrere sei decenni di avvenimenti memorabili nel calcio europeo. Oggi parleremo degli anni '50 e della nascita di due importanti competizioni europee.

Real Madrid CF festeggia la vittoria della Coppa dei Campioni 1959/60
Real Madrid CF festeggia la vittoria della Coppa dei Campioni 1959/60 ©Getty Images

Per festeggiare i 60 anni della UEFA, UEFA.direct continua a ripercorrere sei decenni di avvenimenti memorabili nel calcio europeo. Oggi parleremo degli anni '50 e della nascita di due importanti competizioni europee.

Il quotidiano francese L'Equipe (e soprattutto il caporedattore Gabriel Hanot, ex Ct e giocatore della nazionale), insieme al giornalista Jacques Ferran, promossero con ardore una competizione europea per club. La formula da loro studiata prevedeva 16 squadre di altrettanti paesi (non necessariamente campioni nazionali) che si sfidassero in casa e fuori: chi avesse segnato più gol in due partite avrebbe raggiunto il turno successivo.

Le consultazioni con i funzionari UEFA e i dirigenti dei club portarono all'accettazione del progetto e alla formazione di un comitato organizzatore, mentre la FIFA diede la sua approvazione a maggio 1955. I club dovevano essere autorizzati dalle rispettive federazioni e un'altra condizione imprescindibile era il patrocinio della UEFA. Il 21 giugno 1955, il Comitato Esecutivo UEFA accettò le condizioni della FIFA e chiamò il torneo Coppa dei Campioni.

La prima partita si disputò allo stadio nazionale di Lisbona il 4 settembre 1955 e fu un divertente 3-3 fra Sporting Clube de Portugal e FK Partizan. Tra le 16 partecipanti alla prima edizione del torneo c'erano sette campioni nazionali: RSC Anderlecht, AGF Århus, Djurgårdens IF FF, AC Milan, Real Madrid CF, Stade de Reims Champagne e SC Rot-Weiss Essen.

Il Real Madrid aveva già vinto la Coppa Latina, che opponeva i campioni di Spagna contro i campioni di Francia, Italia e Portogallo, e si aggiudicò le prime cinque Coppe dei Campioni. Trascinato da leggende del calcio come Ferenc Puskás, Alfredo Di Stéfano e Francisco Gento, fu irresistibile per qualsiasi squadra e vinse l'ultimo titolo con un 7-3 sull'Eintracht Frankfurt davanti ai 127.000 spettatori dell'Hampden Park di Glasgow. "C'era sempre la voglia di vincere, di essere primi sia in campo che fuori - ha dichiarato Gento -. Ecco perché il Real Madrid ha vinto così tanti titoli". "Il Real Madrid era una grande squadra - ha aggiunto Di Stéfano, soprannominato La Saeta Rubia (la saetta bionda) per le sue fulminee incursioni e vincitore di due Palloni d'oro nel 1957 e 1959 -. Non c'erano individualità, ma solo un gruppo molto unito".

Un'altra leggenda degli anni '50 fu l'attaccante francese Raymond Kopa, che con lo Stade de Reims perse 4-3 la finale del 1956 a Parigi contro il Real… per poi andare a Madrid. "Sono stati tre anni fantastici, abbiamo vinto tre Coppe dei Campioni, due campionati e perso una sola gara in casa. C'erano grandi giocatori come Di Stéfano, Puskás e Gento. Puskás era impressionante, aveva un tiro incredibile ed era pericoloso già a 35 metri dalla porta. Quando sono arrivato a Madrid aveva 31 anni ed era in sovrappeso, ma ha comunque vinto la classifica cannonieri quattro volte. L'atmosfera allo stadio era fantastica, con 125.000 spettatori a sventolare i fazzoletti bianchi. Se dovessi fare una classifica delle migliori squadre nella storia del calcio, non esiterei: al primo posto il Brasile del 1970, poi il nostro Real Madrid".

Ma gli anni '50 furono anche segnati da una triste vicenda. Il 6 febbraio 1958, l'aereo che riportava il Manchester United FC dopo la vittoria ai quarti di Coppa dei Campioni contro l’FK Crvena zvezda a Belgrado si schiantò dopo uno scalo a Monaco. Persero la vita 23 persone, tra cui otto giocatori dello United: Geoff Bent, Roger Byrne, Eddie Coleman, Duncan Edwards, Mark Jones, David Pegg, Tommy Taylor e Liam Whelan. I "Busby Babes", che prendevano il nome dal tecnico Matt Busby, erano seri contendenti allo strapotere del Real Madrid. "Se la squadra fosse rimasta unita, avremmo vinto il titolo europeo - ha commentato Sir Bobby Charlton, sopravvissuto all'incidente e vincitore del trofeo 10 anni dopo -. Il Real lo ha vinto per i primi cinque anni, ma poi sarebbe toccato a noi. A parte il Real Madrid di quei tempi, potevamo battere chiunque".

Oltre alla Coppa dei Campioni nasceva una competizione europea per nazionali. L'ispiratore era il primo segretario generale UEFA, Henri Delaunay, che aveva avuto l'idea già negli anni 20 e l'aveva perseguita fino alla sua scomparsa a novembre 1955. Per rendere omaggio al suo lavoro, la UEFA studiò le modalità per realizzare il suo sogno.

Nel 1958, a Stoccolma, nacque la Coppa Europea per Nazioni. Al primo sorteggio della competizione parteciparono 17 squadre, ma erano assenti le federazioni britanniche, l'Italia e la Repubblica Federale Tedesca. Il trofeo fu intitolato a Henri Delaunay.

La prima partita, uno spareggio di qualificazione tra Repubblica d'Irlanda e Cecoslovacchia decretato per estrazione, fu vinta da quest'ultima. Il primo incontro del torneo vero e proprio si svolse il 28 settembre 1958 allo stadio Centralnyi di Mosca, con un 3-1 dell'URSS sull'Ungheria davanti a 100.572 tifosi e il primo gol di Anatoli Ilyin dopo 4'. L'edizione inaugurale si disputò dal 1958 al 1960 con una formula a eliminazione diretta sino alla fase finale a quattro squadre, che si tenne in Francia.

Occasionalmente, lo sport entrò in rotta di collisione con la politica. Ai quarti di finale, il generale Francisco Franco impedì all’URSS di entrare in territorio spagnolo, regalandole il lasciapassare per la fase finale. La finale, giocata al Parco dei principi di Parigi 10 luglio 1960, vide l'Unione Sovietica battere la Jugoslavia per 2-1 grazie al prezioso contributo di un'altra leggenda del calcio, il portiere Lev Yashin. "Ci sono partite e gol molto speciali, l'apice della carriera di un giocatore - ha dichiarato Viktor Ponedelnik, autore del gol decisivo -. È stato il momento più bello della mia vita".

A metà degli anni 50, la FIFA aveva chiesto alla UEFA di organizzare per suo conto il Campionato Juniores, nato nel 1948. La UEFA apportò qualche modifica al torneo e ospitò le edizioni successive in Spagna (1957), Lussemburgo (1958) e Bulgaria (1959). Come accade ancora oggi, i tornei giovanili furono la vetrina perfetta per i campioni del futuro.

Lontano dai campi, al timone della UEFA rimaneva la famiglia Delaunay. Dopo la morte di Henri, il figlio Pierre fu eletto segretario generale a giugno 1956. All'inizio degli anni '60, la UEFA lasciò la sede di Parigi per trasferirsi a Berna e nominò come nuovo segretario lo svizzero Hans Bangerter.

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