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Puskás, il più grande

Nell'ambito del Giubileo UEFA era stato chiesto ad ogni federazione di nominare il miglior giocatore degli ultimi 50 anni. L'Ungheria aveva scelto Ferenc Puskás, scomparso oggi a 79 anni.

Nell'ambito del Giubileo UEFA era stato chiesto ad ogni federazione di nominare il miglior giocatore degli ultimi 50 anni. L'Ungheria aveva scelto Ferenc Puskás.

Fu la stella del Kispest Honvéd FC e del Real Madrid CF. Guidò il Panathinaikos FC alla finale di Coppa dei Campioni da allenatore. E ora dà il nome allo stadio nazionale ungherese.

Calciatore sin da ragazzino
Non è affato una sorpresa che Ferenc Puskás sia stato scelto come miglior giocatore del paese. Puskás resta il campione dei campioni. Nato a Budapest il 2 aprile 1927, il suo primo maestro fu suo padre, allenatore del Kispest Athletic Club con cui Ferenc giocò con un nome falso - Miklós Kovács - fino al giorno del compimento del 12esimo compleanno. Raggiuinta quell'età poteva ufficialmente essere tesserato.

Amici d'infanzia
Già prima di allora aveva conosciuto il suo miglior amico e futuro compagno di nazionale, József Bozsik, che avrebbe accumulato 101 presenze in nazionale contro le 85 di Puskás. "Avevo tre o quattro anni quando Bozsik venne a vivere nel nostro quartiere - ha spiegato -. Diventammo subito amici e avevamo un codice segreto per comunicare. Se battevo contro il muro voleva dire: andiamo a giocare a pallone".

Passione infinita
Puskás avava avuto in dono uno dei migliori sinistri della storia del calcio, ma era il pallone, come diceva lui, ad essere il suo talismano: "Sono calmo soltanto quando ho un pallone". Vinse cinque campionati d'Ungheria con l'Honvéd, si aggiudicò la classifica dei capocannonieri quattro volte, vinse una medaglia d'oro ale Olimpiadi nel 1952 e giunse secondo alla Coppa del Mondo FIFA del 1954, quando l'Ungheria fu sconfitta a sorpresa dalla Germania.

Trionfo a Wembley
Divenne un idolo nazionale. C'è una foto pubblicitaria di lui ed "I Magici Magiari" mentre gettano le fondamenta del Népstadion, ora stadio Ferenc Puskás. La vittoria più importante della nazionale giunse quando si impose per 6-3 sull'Inghilterra a Wembley il 25 novembre 1953. Puskás segnò due delle 84 reti totalizzate con la maglia del suo paese in quella partita. Tuttavia, con la Rivoluzione del 1956, avvenimento che ebbe luogo mentre l'Honvéd era in tournee all'estero, la squadra si spaccò.

Alla conquista dell'Europa
Puskás passò al Real Madrid, dove consolidò ulteriormente la sua reputazione. Giocò con Alfredo Di Stéfano, Francisco Gento e Luis Del Sol, segnando 324 reti in 372 gare con il club spagnolo (vincendo la calssifica dei capocannonieri della Primera División in quattro occasioni), conquistando sette campionati spagnoli e tre Coppe dei Campioni. Da ricordare in occasione della finale vinta contro l'Eintracht Frankfurt per 7-3 (1959/60), le quatro reti messe a segno.

Il Colonnello
Riguardando la gara alla televisione si nota che il Colonnello non correva troppo. Si muoveva lentamente ma inesorabilmente verso la rete prima di lasciar partire tiri da ogni posizione e distanza.

In panchina
Puskás si ritirò nel 1966. Sarebbe diventato allenatore in Spagna, USA, Canada, Paraguay, Cile, Arabia Saudita ed Egitto fino a quando, nel 1993, assunse l'incarico di Ct della nazionale ungherese per quattro gare. Il momento più importante della sua carriera di tecnico resta l'esperienza in Grecia con il Panathinaikos. Il tecnico ungherese condusse i greci ala finale di Coppa dei Campioni nel 1970/71. Ma è grazie alle sue gesta in campo che si è conquistato un posto nella storia dello sport.