La Norvegia apre la strada alle donne

Con il 50% di donne nel consiglio direttivo, la Federcalcio norvegese è uno straordinario esempio di come le donne possano occupare ruoli di dirigenza nel calcio.

Il consiglio direttivo della NFF. Seconda fila (da sin. a des.): Turid Storhaug, Hans Olav Karde, Mina Gerhardsen, Eli Arnstad e Kjartan Berland. Prima fila (da sin. a des.): Mette Christiansen (vicepresidente), Yngve Hallén (presidente) e Bjarne Berntse
Il consiglio direttivo della NFF. Seconda fila (da sin. a des.): Turid Storhaug, Hans Olav Karde, Mina Gerhardsen, Eli Arnstad e Kjartan Berland. Prima fila (da sin. a des.): Mette Christiansen (vicepresidente), Yngve Hallén (presidente) e Bjarne Berntse ©Audun Braastad/NTB Scanpix

Mentre la UEFA si prepara a inaugurare il programma Women in Leadership, la Federcalcio norvegese (NFF) offre uno straordinario esempio di come le donne possano occupare ruoli di dirigenza nel calcio.

Con la recente elezione di Mina Gerhardsen e Turid Storhaug nel consiglio direttivo della NFF, che già comprendeva la vice presidente Mette Christiansen ed Eli Arnstad, metà dei membri sono di sesso femminile. "Abbiamo una rappresentanza del 50% di donne - commenta Yngve Hallén, presidente della NFF da poco rieletto per il terzo mandato -. È una bellissima notizia e rispecchia l'attenzione che diamo al calcio femminile, sia di base che di alto livello".

La NFF, da sempre una delle federazioni più illuminate, ha avuto un segretario generale donna per 10 anni: Karen Espelund, che in seguito è diventata la prima a entrare nel Comitato Esecutivo UEFA. Le ultime nomine non fanno che rafforzare la NFF con donne dalle esperienze e competenze diverse. "Sono molto contento che Mina Gerhardsen e Turid Storhaug entrino a far parte del consiglio", aggiunge Hallén.

Esponente del partito laburista, Gerhardsen (il cui nonno Einar Gerhardsen è stato primo ministro norvegese per tre mandati dal 1945 al 1965) ha iniziato la carriera in politica. Storhaug, per contro, è stata attaccante del Klepp IL e della nazionale norvegese e ha proseguito una carriera di successo lavorando in un'azienda petrolifera.

La parità di genere è una delle maggiori priorità in Norvegia, dove il primo ministro (Erna Solberg), il ministro delle finanze (Siv Jensen), il presidente delle confederazione sindacale (Gerd Kristiansen) e il direttore della principale associazione datori di lavoro (Kristin Skogen Lund) sono donne. Dal 2006, tutte le società della borsa di Oslo sono obbligate per legge ad avere almeno il 40% di donne nel loro consiglio d'amministrazione.

Rispondendo al feedback delle federazioni, in particolare durante il workshop sullo sviluppo del calcio femminile a UEFA Women's EURO 2013, e con il patrocinio del programma KISS (Knowledge & Information Sharing Scenario), la UEFA è all'avanguardia di iniziative che permettano a più donne di avere posizioni di leadership nelle federazioni europee grazie a un programma specifico.

L'iniziativa della UEFA, rivolta alle donne che lavorano nel calcio (non necessariamente femminile), cerca di identificare persone con potenzialità da leader, aiutandole a perfezionare le loro competenze. Inoltre, alle donne che già hanno un ruolo dirigenziale verrà offerto ulteriore aiuto.

"L'eguaglianza e l'integrazione sono essenziali per la crescita della forza lavoro nel calcio - commenta Espelund, che accoglie benevolmente l'iniziativa della UEFA -. Il calcio è arrivato molto lontano negli ultimi anni, ma mancano ancora donne in posizioni di alto livello. Bisogna fare di più per cambiare le prospettive e aumentare le opportunità". L'esempio della Federcalcio norvegese è la prova che il calcio vuole e deve sempre muoversi al passo con i tempi.

In alto