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Rivera scommette sull'Italia di domani

L'ex Pallone d'Oro, chiamato dalla FIGC per risollevare le sorti del settore giovanile azzurro ha spiegato a UEFA.com che "i giovani sono la speranza per il futuro".

Rivera scommette sull'Italia di domani
Rivera scommette sull'Italia di domani ©FIGC

Dopo una carriera ricca di successi spesa con le maglie dell'AC Milan e dell'Italia, Gianni Rivera ricopre da cinque mesi il ruolo di presidente del settore giovanile della FIGC e ha spiegato che le nuove leve del calcio azzurro sono "la speranza per il futuro" dopo i deludenti risultati ottenuti all'ultima Coppa del Mondo FIFA.

Il Golden Boy del calcio italiano ha vinto il Pallone d'Oro nel 1969, un anno dopo aver trionfato ai Campionati Europei UEFA, e in 19 anni di Milan ha conquistato due Coppe dei Campioni. Rivera ha iniziato a collaborare con la FIGC sull'onda del progetto di rinnovamento che ha portato Roberto Baggio ad occuparsi del settore tecnico e Arrigo Sacchi a ricoprire il ruolo di supervisore delle nazionali giovanili dall'Under 16 all'Under 21.

"Il calcio italiano ha una grande tradizione ed è in possesso dell'esperienza necessaria per centrare traguardi importanti anche in futuro - ha spiegato Rivera a UEFA.com -. I giovani sono la nostra speranza, non solo a livello calcistico. Dobbiamo insegnare loro i valori fondamentali e allo stesso tempo ascoltare i loro progetti e i loro sogni".

"Il futuro nasce dal calcio di base. Utilizzando l'esperienza accumulata in passato, sarà possibile creare opportunità migliori pe le giovani generazioni, spiegando loro come il calcio sia un formidabile strumento per socializzare e superare le differenze, di come offra un'opportunità di integrazione fra culture diverse".

Rivera, che ha conosciuto il  alcio per le strade della sua città-natale, Alessandria, è il secondo giocatore più giovane ad aver esordito in Serie A, a 15 anni nel 1959 con l'Alessandria Calcio 1912. Regista dal talento sopraffino, famoso per il tocco e la visione di gioco, è convinto che i calciatori di domani debbano sviluppare al massimo il loro bagaglio tecnico.

"L'idea principale è quella di migliorare l’aspetto tecnico nei giovani calciatori per evitare, come è successo in passato, che venga preferito quello fisico - ha spiegato Rivera -. Ci si deve anche concentrare sulla crescita dei giocatori dei nostri club invece che dei giocatori cresciuti all'estero".

Firmataria con una stella della Carta del Calcio di Base UEFA, la FIGC ha obiettivi precisi nella sua strategia per far crescere i giovani calciatori. "Dobbiamo formare una nuova cultura dello sport iniziando dal divertimento a prescindere dai soldi che si guadagnano", ha continuato il 67enne.

"Dobbiamo anche seguire la formazione dei giovani tecnici per farli diventare veri maestri di calcio capaci di guidare la crescita comportamentale e etica dei giovani calciatori. Tutto ciò aiuterà, con la collaborazione di scuola e famiglia, a renderli brave persone perché solo alcuni di loro diventeranno grandi calciatori".

Entrambi i colleghi di Rivera scelti per rivitalizzare il calcio italiano, Baggio e Sacchi, possono sicuramente venire considerati grandi personaggi del calcio e Rivera è ottimista sul fatto che il terzetto potrà ispirare le nuove generazioni. "Spero succeda - ha detto -. Ma per adesso siamo più concentrati su come fare per eliminare le cattive abitudini del nostro mondo".