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Arbitrare la finale è un sogno che si avvera per Orsato

L'arbitro italiano Daniele Orsato realizzerà il sogno di una vita quando domenica a Lisbona arbitrerà la finale di UEFA Champions League.

Daniele Orsato ha iniziato ad arbitrare da ragazzo
Daniele Orsato ha iniziato ad arbitrare da ragazzo Bongarts/Getty Images

In qualsiasi percorso della propria vita, la realizzazione di un'ambizione, porta un sentimento di gioia e soddisfazione duratura. È una sensazione che l'arbitro italiano Daniele Orsato sta provando in questo momento mentre si prepara per il più grande incarico della sua carriera arbitrale.

Padre di due figli, il 44enne di Recoaro Terme, un piccolo paese di circa 6.000 abitanti della provincia di Vicenza, nel nord-est dell'Italia, realizzerà il sogno di una vita quando stringerà in mano il fischietto prima dell'attesissima finale di UEFA Champions League di domenica a Lisbona tra il Paris Saint-German e il Bayern Monaco.

"Sogni di vivere questi momenti nella tua carriera. Per me arbitrare una finale internazionale, e in particolare di UEFA Champions League, è la realizzazione del sogno di una vita. La prima sensazione che ho avuto quando [il presidente della Commissione Arbitri UEFA] Roberto Rosetti mi ha chiamato per dirmi che ero stato scelto, è stata di grande emozione".

Un premio personale

La finale di domenica all'Estádio do Sport Lisboa e Benfica, per Orsato è la ricompensa per anni di duro lavoro e sacrifici iniziati quando da adolescente aveva deciso che arbitrare sarebbe stata la sua strada. "Avevo 18 anni, giocavo a calcio ma non ero un fenomeno. Così un mio amico mi ha consigliato di provare ad arbitrare... e allora è iniziata la mia avventura!".

'Sogni di vivere questi momenti' - Daniele Orsato
'Sogni di vivere questi momenti' - Daniele OrsatoBongarts/Getty Images

L'avventura ha finora portato Orsato, elettricista di professione, dall'arbitrare partite a livello locale nella sua zona di residenza - conosciuta per le acque minerali pregiate e per le terme - al duro apprendistato della Serie A, sino al palcoscenico europeo e mondiale dopo aver ottenuto il tesserino internazionale nel 2010. Orsato – amante della bici a cui piace dilettarsi col tennis e la pallavolo – ha scelto la strada dell'umiltà. "Penso che l'umiltà sia una caratteristica molto importante per un arbitro", spiega. "Significa che non ci si sente mai arrivati ma si ha sempre il desiderio di lavorare sodo e di migliorarsi".

L'Italia ha prodotto negli anni arbitri di altissimo livello, e Orsato dice di essere stato influenzato da tutti gli arbitri che ha visto e incontrato. "Un modello di riferimento è stato Luigi Agnolin - un uomo dal grande carattere e dalla grande personalità". È quindi motivo di grande orgoglio per Orsato il fatto che domenica seguirà le orme di Agnolin. 'Gigi', come era conosciuto Agnolin, ha arbitrato la finale di Coppa dei Campioni del 1988 tra PSV Eindhoven e Benfica a Stoccarda.

Proteggere l'immagine del calcio

Oltre all'umiltà, Orsato ritiene che gli arbitri abbiano bisogno di altre qualità particolari per avere successo nel loro mestiere. "Bisogna avere il desiderio di imparare e di studiare. Si deve anche essere pronti a fare sacrifici se si vuole crescere - e non bisogna mai accontentarsi; è fondamentale continuare a voler migliorare". Proteggere l'immagine del calcio in campo è un altro dovere per gli ufficiali di gara moderni. "Facciamo rispettare le regole e proteggiamo i giocatori", aggiunge Orsato. "Ci sentiamo molto responsabili di questo nel calcio".

L'Italia ha sofferto in modo particolare per la pandemia di COVID-19 che ha colpito tutta Europa e non solo. Durante il lockdown, Orsato si è circondato dell'affetto della moglie Laura e dei figli Gabrie e William, e si è tenuto in forma con lo speciale programma di allenamento elaborato dalla UEFA. "In quel periodo ho letto molto e ho giocato con i miei figli", ricorda Orsato. "E ho potuto usare un tapis roulant a casa. La UEFA ci ha davvero aiutato a rimanere in forma con il suo programma. Siamo stati estremamente fortunati ad avere avuto l'eccellente supporto di Werner Helsen [scienziato belga dello sport] e della sua squadra, perché ha riportato un certo senso di normalità alle nostre attività legate alla professione arbitrale".

La finale di  domenica si giocherà all'Estádio do Sport Lisboa e Benfica di Lisbona
La finale di domenica si giocherà all'Estádio do Sport Lisboa e Benfica di LisbonaGetty Images

A causa dell'emergenza sanitaria di COVID-19, la finale di domenica a Lisbona si giocherà a porte chiuse - situazione della quale Orsato si rammarica come ogni altro appassionato di calcio, ma che accetta pragmaticamente. "È una situazione difficile, sia per i giocatori che per gli arbitri, perché il pubblico ti dà adrenalina. Manca la passione dei tifosi, è chiaro. Ciò per un arbitro significa che deve fare in modo di mantenere sempre alti i livelli di attenzione e concentrazione".

Lavoro di squadra - e amicizia

Orsato e la sua squadra di arbitri fanno il conto alla rovescia al fischio d'inizio di domenica. Il forte legame del team arbitrale è ancora più evidente in questo momento così importante delle loro carriere. Orsato infatti sarà coadiuvato dai guardalinee italiani Lorenzo Manganelli e Alessandro Giallatini. "Abbiamo un rapporto fantastico, siamo grandi amici", dice Orsato. "Studiamo insieme ogni dettaglio e ci supportiamo a vicenda dentro e fuori dal campo".

Il sogno di Orsato diventerà realtà quando le squadre si allineeranno in campo prima del fischio d'inizio. "Avrò l'inno della Champions League nelle orecchie, guarderò al cielo e penserò a un caro amico che è morto", dice. "E penserò anche alla mia famiglia, che è stata la mia forza in tutto quello che ho fatto".

Il fischietto italiano consiglia ai giovani di intraprendere la carriera di arbitro e di seguire i propri sogni.

"Fare l'arbitro ti rende più forte. Impari a prendere decisioni sotto pressione, e diventi più responsabile e forte di fronte ai problemi reali della vita. Sono estremamente grato che l'attività di arbitro mi abbia dato la possibilità di fare così tanta esperienza e di imparare tanto...".