Il grande amore per la maglia

Il primo episodio di una mini serie racconta l'evoluzione delle maglie da calcio, che oggi sono una sapiente miscela di design, tecnologia e marketing.

Il grande amore per la maglia
Il grande amore per la maglia ©Getty Images

Da casa o da trasferta, a strisce o in tinta unita, l'umile maglia da calcio ha un grande potere sui tifosi di tutto il mondo. Dal tessuto pesante, la maglia moderna si è evoluta fino a diventare una sapiente miscela di design, tecnologia e marketing. Dove arriverà nei prossimi anni con le nuove tecnologie?

Storia

La maglia da calcio ha fatto molta strada dalle prime partite organizzate nell'Inghilterra vittoriana del 1870, ma a parte qualche variazione sul colletto è cambiata poco nei primi anni.

L'Arsenal (a sin.) ha adottato molto presto gli attuali colori
L'Arsenal (a sin.) ha adottato molto presto gli attuali colori©Getty Images

Le principali innovazioni sono arrivate con una regola del 1909, che recitava: " I portieri devono indossare colori che permettano di distinguerli dagli altri giocatori e dagli arbitri". Le maglie numerate sono state indossate per la prima volta da Arsenal e Chelsea nel 1928 e introdotte formalmente nella English Football League nel 1939.

Mentre la moda e la cultura pop pervadevano i favolosi anni '60, il calcio sembrava resistere ai cambiamenti, fatta eccezione per i calzoncini più corti.

"Quando giocavo io, le maglie erano di lana spessa. D'inverno, quando pioveva, sembrava di portare un peso morto - racconta Sandro Mazzola -. D'estate erano più leggere, ma con il sudore si appiccicavano".

Sponsor e marketing

Negli anni '70, le maglie da calcio hanno compiuto il primo passo verso il futuro. Il famoso logo della francese Le Coq Sportif è stato il primo ad adornare la maglia di una squadra in una finale di Coppa dei campioni, quella del Feyenoord nel 1970.

Le maglie sponsorizzate del Liverpool nel 1979/80
Le maglie sponsorizzate del Liverpool nel 1979/80©Getty Images

Pian piano sono comparsi gli sponsor. Nel 1966, l'Austria Vienna ha sfoggiato il logo della birra Schwechater. Nel 1973, la Federcalcio tedesca ha consentito gli sponsor sulle maglie, poco dopo che l'Eintracht Braunschweig aveva indossato per la prima volta il logo Jägermeister. Nel 1979, il Liverpool ha esibito per la prima volta uno sponsor, Hitachi, nella English Football League.

Tre anni dopo, la UEFA ha consentito gli sponsor sulle maglie nelle competizioni UEFA per club. La stagione seguente, il Real Madrid ha indossato maglie adidas sponsorizzate per la prima volta da Zanussi.

In questo periodo, le repliche delle maglie ufficiali sono diventate sempre più popolari, ma nessuno avrebbe mai immaginato che un giorno i club avrebbero ricevuto più di 100 milioni di euro dagli sponsor.

Gli anni '80 e '90 sono stati di sperimentazione, con stili sempre più appariscenti: uno era quello del Norwich City in Coppa UEFA 1993/94, quando è diventato la prima squadra inglese a vincere in casa del Bayern München.

Nello stesso periodo, i tifosi hanno iniziato a indossare in massa la maglia della loro squadra, alle partite ma anche lontano dagli stadi.

Il presente

Secondo quanto affermano i produttori, oggi le maglie da calcio tengono freschi i giocatori, sostengono la muscolatura, stimolano la circolazione e sono più leggere e asciutte che mai.

Bixente Lizarazu ha giocato dal 1988 al 2006, assistendo a mode discutibili ma anche a grandi progressi.

Lizarazu: 'Le maglie che indossavamo nel 1998 erano troppo larghe'
Lizarazu: 'Le maglie che indossavamo nel 1998 erano troppo larghe'©Getty Images

"Le maglie moderne sono più tecniche e molto più comode. Il sudore, ad esempio, evapora molto più facilmente", ha commentato l'ex terzino sinistro, vincitore della Coppa del Mondo FIFA 1998 e di UEFA EURO 2000.

"Oggi le maglie sono più comode - aggiunge Lizarazu -. Sono migliori al tatto e hanno anche una migliore vestibilità. Le maglie e i calzoncini che indossavamo ai mondiali del 1998 erano troppo larghe, mentre oggi sono più aderenti ed elasticizzate. Ci sono state mode molto diverse. Mi ricordo quando i calzoncini mettevano in mostra le cosce, poi ci sono state le maglie lunghissime che non stavano bene ai giocatori più minuti".

Il parere dei campioni

Bixente Lizarazu, ex difensore della Francia: "Ho più di 500 maglie, che simboleggiano la mia carriera. Guardarle mantiene vivi i ricordi. È un po' come avere lo scalpo dei tuoi avversari".

Pirlo: 'Indossare la maglia dell'Italia ti regala emozioni travolgenti'
Pirlo: 'Indossare la maglia dell'Italia ti regala emozioni travolgenti'©Getty Images

Andrea Pirlo, campione del mondo nel 2006 e vincitore di due UEFA Champions League con il Milan: "Indossare la maglia dell'Italia ti regala emozioni travolgenti… È una seconda pelle, che dà una nuova immagine di te in tutto il mondo. Ti fa stare meglio e ti porta a un livello superiore".

Il futuro

La tecnologia indossabile è già fra noi, ma i prossimi anni offriranno molte più possibilità grazie ai nanotessuti e ai tessuti connessi.

I nanotessuti sono tessuti intelligenti. Ne sono esempio le maglie adidas Climachill, che riducono il calore grazie a particelle di titanio e alluminio attivate dal calore di chi le indossa.

I tessuti connessi hanno sensori integrati e un nucleo che raccoglie le informazioni e le trasmette a un dispositivo separato.

Questo significa che, tra non molto, un allenatore o un analista potrebbero visualizzare i dati sulla frequenza cardiaca, la traspirazione, la temperatura e i livelli di adrenalina e cortisolo di un giocatore con la semplice pressione di un pulsante.

Un altro sensore può indicare ai media o ai tifosi la distanza percorsa da un giocatore e l'intensità dei suoi sforzi.

In questo modo, è possibile prendere decisioni consapevoli sulle sostituzioni, sulla tattica e anche prevenire gli infortuni. Lizarazu, però, non è completamente d'accordo.

"I parametri scientifici sono utili solo in parte - commenta -. Dobbiamo usarli, ma non basarci solo sui parametri… Il calcio è ancora uno sport in cui, se Messi decide di cambiare la partita, può farlo da solo".

Per fortuna, è anche uno sport in cui la maglia può ancora ispirare giocatori e tifosi…

La versione integrale dell'articolo è stata pubblicata sul numero 166 di UEFA Direct (aprile 2017).