Triplice dominio negli anni '70

Il racconto dei 60 anni di attività della UEFA prosegue con gli anni '70, un decennio che viene dominato dalle squadre olandesi, tedesche e inglesi e vede consolidarsi la posizione dell'organo di governo del calcio europeo.

L'Ajax vince la Coppa dei Campioni 1970/71
L'Ajax vince la Coppa dei Campioni 1970/71 ©Getty Images

La fantasia olandese, la potenza tedesca e la combattività inglese dominano la Coppa dei Campioni negli anni '70, con vincitrici di soli tre paesi per tutto il decennio.

I primi anni '70 vedono l'ascesa delle squadre olandesi, ancora poco affermate. Se nel 1969 l'AFC Ajax era stata la prima a farsi notare, raggiungendo la finale di Coppa dei Campioni, è il Feyenoord di Rotterdam a salire per primo sul trono d'Europa, vincendo il trofeo l'anno dopo.

Quindi, tocca di nuovo all'Ajax salire in cattedra. Guidati dal talento locale Johan Cruyff, i lanceri impongono il loro “calcio totale” (che prevede lo scambio di ruoli tra difensori e attaccanti) lasciando gli avversari a dir poco frastornati. L'Ajax vince la Coppa dei Campioni nel 1971, 1972 e 1973, strappando applausi a tutti gli appassionati. “Il calcio totale stava emergendo - commenterà Cruyff -. È stato un progresso per il calcio stesso e ha avuto un grande impatto in tutto il mondo, che ha cominciato a rispettare di più l'Olanda a livello sportivo".

Dopo il terzo titolo, Cruyff passa all'FC Barcelona e il dominio dell'Ajax si interrompe. A farsi avanti è l'FC Bayern München, vincitore dei tre titoli successivi. I giocatori più rappresentativi della squadra tedesca sono l'elegante libero Franz Beckenbauer e Gerd Müller, vera macchina da gol. Nella finale del 1974 contro il Club Atlético de Madrid, la squadra bavarese pareggia in extremis; per la prima volta, la gara viene ripetuta e due giorni dopo il Bayern vince agevolmente per 4-0, difendendo il titolo nelle due edizioni successive.

Il 1977 vede la scalata delle squadre inglesi, la prima delle quali è il Liverpool FC. I Reds vincono la finale grazie a Kevin Keegan, che poi passa all'Hamburger SV. Il suo successore, lo scozzese Kenny Dalglish, non lo fa rimpiangere e contribuisce al trionfo del 1978.

Il 1979 è l'anno magico del Nottingham Forest FC. Nel 1975, la squadra milita in seconda divisione e cambia allenatore, scegliendo il carismatico Brian Clough e dando inizio a un'ascesa incontrastata. Nel 1977, il Forest viene promosso, vincendo il campionato l'anno successivo con tutti i giocatori rilevati da Clough al suo arrivo. Il lieto fine arriva nel 1979, con il trionfo in Coppa dei Campioni, ma non è un caso, perché la squadra inglese difende il titolo nel 1980.

Nella stagione 1971/72, la Coppa delle Fiere lascia il posto alla Coppa UEFA, che viene riconosciuta dall'organo di governo del calcio europeo per abbandonare il legame con gli eventi fieristici nelle città del Vecchio Continente. Il primo titolo va al Tottenham Hotspur FC, che batte il Wolverhampton Wanderers FC con un 3-2 complessivo in una doppia finale. Le vincitrici successive negli anni '70 sono Liverpool, Feyenoord, VfL Borussia Mönchengladbach, Juventus e PSV Eindhoven.

La Coppa delle Coppe, nata nei primi anni '60, giustifica la sua esistenza per tutto il decennio successivo e viene conquistata da grandi squadre come RSC Anderlecht, Manchester City FC, Chelsea FC, Rangers FC, 1. FC Magdeburg, AC Milan, FC Dynamo Kyiv e Hamburger SV. Nel 1973, la UEFA riconosce ufficialmente anche la Supercoppa europea, disputata tra la vincitrice della Coppa dei Campioni e la vincitrice della Coppa delle Coppe.

Nel 1972, il Belgio ospita la fase finale a quattro squadre del Campionato Europeo, vinto dalla Germania Ovest. Il Ct Helmut Schön costruisce una squadra imbattibile intorno a campioni affermati come Beckenbauer e Müller, all'apice della carriera, e giocatori come il centrocampista Günter Netzer e il terzino sinistro Paul Breitner. I tedeschi non sbagliano e battono l'Unione Sovietica per 3-0 in finale. “Ha funzionato tutto - ricorderà Müller -. Tra di noi c'era una buona intesa, sia in campo che fuori. Non potevamo chiedere di più".

Uno dei momenti più memorabili del decennio è la finale del Campionato Europeo del 1976 in Jugoslavia. La gara tra Cecoslovacchia e Germania Ovest procede ai calci di rigore e il centrocampista Antonín Panenka scavalca il portiere Sepp Maier con il primo "cucchiaio" della storia, regalando il trofeo alla sua nazione. “Ho scelto di tirare così perché che era il modo più semplice di segnare - commenterà successivamente il giocatore -. Era semplice. Ho pensato che, se avessi ritardato il tiro e calciato il pallone da sotto, il portiere si sarebbe tuffato verso il palo e non sarebbe riuscito a tornare indietro". Nel frattempo, la UEFA riscontra il crescente successo del torneo e nel 1977 decide che l'edizione del 1980 sarà a otto squadre.

A luglio 1972, Gustav Wiederkehr, presidente UEFA per gli ultimi 10 anni, scompare improvvisamente. Il 15 marzo 1973 viene eletto Artemio Franchi, che dà un importante contributo alla modernizzazione delle competizioni UEFA, sostiene l'aumento del numero di squadre alla fase finale dell'Europeo e supervisiona i primi anni della Coppa UEFA. Inoltre, si batte incessantemente contro la violenza nel calcio, rendendosi conto del potere sociale di questo sport.

Seguono diverse decisioni importanti, come le direttive sul mantenimento dell'ordine negli stadi (1976), la separazione degli organi disciplinari UEFA (il Comitato Controllo e Disciplina e l'Organo di Appello) dal resto dell'amministrazione UEFA, con uno status indipendente (1972) e le norme standard adottate per tutte le competizioni UEFA per club (1972). Tra le altre questioni rilevanti figurano il rapporto tra calcio e televisione (alla luce dei progressi tecnologici) e il ruolo del calcio all'interno dell'unione politica europea.

Inoltre, la UEFA trasloca ancora, rimanendo però a Berna. Dopo gli inizi nel seminterrato di una casa in affitto, la sede era stata trasferita presso la Casa dello Sport nel 1962. L'11 febbraio 1974, la segreteria generale si sposta in un'aria residenziale nei sobborghi della capitale elvetica, ma le crescenti responsabilità della UEFA necessitano anche di un aumento del personale. Se nel 1960 il segretario generale UEFA, Hans Bangerter, era accompagnato da due segretari, nel 1979 la UEFA conta 18 dipendenti.

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