Un'Italia che sa soffrire

"Soffire e restare in piedi è sintomo di salute", spiega il Ct Menichelli dopo la vittoria per 2-1 contro la Croazia. Mammarella: "Il palo croato allo scadere? Che sollievo!"

Un'Italia che sa soffrire
©UEFA.com

Roberto Menichelli, Ct Italia
Ce l'abbiamo fatta. Credo sia normale un po' di sofferenza in un quarto di finale di un Europeo contro una grande squadra come la Croazia. Hanno buoni giocatori ed è ben allenata. Mi sento di fare i complimenti al tecnico Mato [Stanković] che è un bravo allenatore e ha organizzato bene la sua squadra. E' stata una  partita dura anche considerando il fatto che fisicamente non eravamo brillanti, avendo speso molte energie contro l'Azerbaigian appena due giorni fa.

Ho fatto i complimenti ai ragazzi. Noi avevamo immaginato che la partita fosse simile a quella contro la Slovenia. Sapevamo di affrontare una squadra chiusa bene e che sfrutta bene il contropiede. L'errore che puoi fare contro di loro è proprio quello di concedere il contropiede. Abbiamo limitato questo aspetto,  abbiamo avuto delle occasioni per segnare altri gol e forse è proprio questa l'unica cosa che ci è mancata: chiudere la partita quando abbiamo avuto l'occasione per farlo. Però sono contento così perché soffrire e restare in piedi e sintomo di salute.

Noi volevamo confermarci ad alti livelli. Anche in questo torneo siamo tra i più bravi, per noi è importante e significa che la nostra squadra tiene bene nelle competizioni più importanti.

Stefano Mammarella, portiere Italia
Cosa ho provato quando hanno colpito il palo nel finale? Un gran sollievo perché mancavano pochi secondi e non ci voleva proprio un gol in quel momento, avevamo avuto una palla per chiudere la partita noi, ma era un po' lunga per Vampeta. Quando ho visto che hanno colpito il palo è stato un gran sollievo e mi è tornata in mente la sfida agli ultimi Europei contro la Croazia.

Una partita secca, un quarto di finale di un campionato Europeo si sa che si deve soffrire. Poi se riesci ad avere due reti di vantaggio come era successo contro l'Azerbaigian loro si devono aprire. Loro invece non si scoprivano, sono un'ottima formazione e mantengono la difesa bassa. Aggrediscono la palla, non fanno niente di scontato e fanno delle ottime ripartenze.

[Su Matija Capar in gol da portiere di movimento contro Spagna e Repubblica ceca] Sì, sì, non c'è due senza tre ma questa volta non ha funzionato, è andata bene per noi, meno male che siamo riusciti a portare a casa il risultato. [Contro il Portogallo] sono grandi ricordi, grandi sfide perchè da quando sono io nazionale credo che ci siamo incontrati quattro volte, è sempre stata una battaglia, è sempre divertente e quindi sarà ancora una volta emozionante.

Mi troverò davanti il mio compagno di club Leitao, grande Leitao. E' una grandissima persona, sta facendo molto bene e dà tanto al Portogallo, quindi dobbiamo stare attenti perchè hanno tanti giocatori di grande livello. Ricardinho è assolutamente il numero 1, poi hanno anche Cardinal in forma strepitosa.

Franko Jelovčić, Croazia
Non è facile quando si commettono due errori così, questo è il futsal. Sono contento per come abbiamo giocato nella ripresa, abbiamo colpito due volte il palo e con un po’ di fortuna avremmo potuto pareggiare.

[Quando Tihomir Novak ha colpito il palo a pochi secondi dalla fine] ho pensato, incredibile, ci riusciamo un'altra volta? Ma sfortunatamente non va sempre bene. Sono sicuro che con un po’ più di esperienza possiamo diventare una grande squadra. Dobbiamo solo allenarci duramente per evitare gli errori commessi oggi.

Mato Stanković, Ct Croazia
Cosa posso dire? E' stata una partita equilibrata, interessante. Questa volta non siamo riusciti a segnare con il portiere di movimento, auguro all'Italia di finire il torneo al meglio, è una grande squadra.

Anche noi abbiamo dimostrato di essere una grande squadra in questo torneo. E' importante per una nazione piccola come la Croazia che non ha un campionato di alto livello. Siamo molto soddisfatti anche perchè eravamo la squadra più giovane nel torneo e possiamo solo continuare a crescere.

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