Buffon culla il sogno mondiale

Alla vigilia di Italia - Svezia, il numero uno azzurro non si nasconde e chiede il massimo per ribaltare la sconfitta di Solna: "E' una partita importante per la nazionale e per la sua storia, restiamo positivi e culliamo questo sogno".

©Getty Images

Sognare sì, ma anche lottare per trasformare i sogni in realtà. Alla vigilia della delicata sfida di San Siro contro la Svezia, Gianluigi Buffon suona la carica e ribadisce: "Da parte nostra è arrivata l'ora dei fatti".

La sconfitta 1-0 subita venerdì a Solna ha sicuramente lasciato il segno nello spogliatoio azzurro, ma il capitano dell'Italia è convinto che gli Azzurri debbano rialzarsi e cambiare marcia: "Viviamo un momento di grande tensione, è inevitabile vista la posta in palio, ma ognuno di noi ha un grande senso di responsabilità. Vogliamo essere positivi, c'è la possibilità di ribaltare il risultato e noi culliamo questo sogno, tenendo ben presente che è una partita importante per noi e per la storia della nazionale". 

La tensione della vigilia non è certo una novità per il numero uno azzurro, che nel corso della sua ultraventennale carriera ha fatto più volte i conti con l'attesa spasmodica che caratterizza le gare più sentite: "Mi è capitato tante volte di trovarmi di fronte a bivi importanti, sfide da dentro o fuori. Spesso sono rimasto dentro, altre volte sono andato fuori, ma questo è il percorso di ciascuno di noi. Questa partita non è importante per il mio futuro o per il proseguimento della mia avventura in azzurro, ma significa tutto per squadra, mister, tifosi e l'intero movimento calcistico. In questo momento io passo in secondo piano". 

Ma che atmosfera si respira tra gli Azzurri a poche ore dalla sfida di San Siro? "Noi giocatori viviamo questa gara in modo sereno - ha ribadito Buffon -. Ognuno di noi, naturalmente, ha il suo modo personale di gestire le cose. Per quanto mi riguarda, sono in tensione da venerdì e ho la giusta attenzione nei confronti della partita". 

Una partita che - come ribadito da Buffon - significa molto non solo per la squadra, ma per l'Italia intera. Ecco perché non c'è spazio per i proclami: "Agli italiani non vogliamo dare messaggi a parole, ma sul campo. Li invitiamo a sostenerci, ma ora da parte nostra è arrivata l’ora dei fatti. La Svezia gioca in modo consolidato da molti anni, il loro atteggiamento cambierà poco. Dipenderà tutto da come scenderemo in campo noi".

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