
Quando si tratta di date indimenticabili, nei cuori romeni affiora subito il 3 luglio 1994. Quel giorno iniziò con grandi speranze e si concluse con molta soddisfazione dato che migliaia di persone si riversarono nelle strade per festeggiare il grande cammino della nazionale fino ai quarti di finale del Mondiale FIFA a spese dell'Argentina. Sono pochi i romeni che non ricordano dove fossero quel giorno, e sempre pochi avrebbero pensato che ci sarebbe voluto così tanto tempo per raggiungere nuovamente certe vette. Stanno ancora aspettando.
La Romania illuminò brevemente il Mondiale 1998 ma fu eliminata all'inizio della fase a eliminazione diretta, e con la generazione d'oro ormai alle spalle i bei tempi sembravano andati, anche se i Tricolorii non si sono mai persi completamente. Le due vittorie consecutive del mese scorso contro Estonia e Andorra all'inizio delle qualificazioni per il Mondiale 2014 hanno riportato alla mente l'età dell'oro, e si avverte la sensazione che Victor Piţurcă sia l'uomo giusto per riaccendere la luce della nazionale.
Piţurcă ha conquistato la qualificazione a UEFA EURO 2000 e UEFA EURO 2008 nelle sue due precedenti parentesi in carica (le uniche due fasi finali della nazionale romena dal 1998) e la trasferta di venerdì in Turchia dovrebbe rappresentare il test ideale per capire se le finali in Brasile sono un obiettivo alla portata. I padroni di casa dovranno stare attenti. Piţurcă è tornato in panchina nell'estate 2011, e dallo scorso agosto la Romania ha perso solo due partite su 14 – sconfitte di misura in amichevole contro Belgio e Slovenia.
Il contratto del 56enne scadrà dopo le qualificazioni a UEFA EURO 2016 ma lui sottolinea di avere obiettivi molto più immediati. "Indipendentemente da quello che dice il mio contratto, non dovete pensare che io non sogni di essere in Brasile tra due anni - al contrario", ha detto. "So dove siamo, ma so che in un tale girone, dove l'Olanda è chiaramente favorita, potremo lottare e lo faremo fino all'ultimo secondo".
La battaglia inizierà davvero venerdì, con l'Olanda che attende la Romania quattro giorni più tardi, e Piţurcă, che aveva fatto parte dell'FC Steaua Bucureşti che nel 1986 aveva vinto la Coppa dei Campioni, ofrre l'ispirazione giusta. La sua squadra è stata costruita su un equilibrio tra giovani promesse - guidate da Gabriel Torje - ed esperienza consolidata, con Adrian Mutu di nuovo in rosa dopo l'esilio dalla nazionale. La Romania sa bene cosa significhi, ma ora la sensazione è che i tempi d'oro stiano per tornare.
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