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White e l'onore della finale

Pubblicato: Venerdì, 22 febbraio 2013, 12.44CET
L'ambasciatrice della finale di Stamford Bridge Faye White parla a UEFA.com del suo ruolo, della promozione del calcio femminile e di come una compagna l'ha messa a terra quando ha saputo della sua gravidanza.
di Paul Saffer
da Londra

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Pubblicato: Venerdì, 22 febbraio 2013, 12.44CET

White e l'onore della finale

L'ambasciatrice della finale di Stamford Bridge Faye White parla a UEFA.com del suo ruolo, della promozione del calcio femminile e di come una compagna l'ha messa a terra quando ha saputo della sua gravidanza.

Faye White è stata capitano dell'Inghilterra per un decennio prima di abbandonare la fascia lo scorso anno, ed è quindi la persona giusta per fare da ambasciatrice per la finale di UEFA Women's Champions che si terrà nel londinese Stamford Bridge il 23 maggio – vanta anche un titolo europeo con l'Arsenal LFC nel 2007.

Ho capito, la prima volta che sono stata capitano dell'Inghilterra, che c'era un grande bisogno di qualcuno che uscisse fuori per parlare di questo sport
Faye White

Con i biglietti per la partita che si terrà nella casa del Chelsea FC ora in vendita, il difensore centrale White – in maternità – ha parlato a UEFA.com del suo ruolo di ambasciatrice e dell'importanza di questa competizione per le giocatrici.

UEFA.com: Cosa significa per te il ruolo di ambasciatrice?

Faye White: E' bellissimo – mi sono sentita onorata quando me l'hanno chiesto e non ci ho pensato due volte. La mia carriera, non solo da giocatrice ma anche fuori dal campo, è stata tutta incentrata sul cercare di migliorarmi e essere un punto di riferimento per le giovani che magari un giorno potranno emularmi, quindi non c'è opportuntà migliore che essere ambasciatrice UEFA e per giunta per una tale competizione.

UEFA.com: Lo hai fatto anche come capitano dell'Inghilterra e con apparizioni televisive...

White: Sì, è davvero qualcosa di cui mi sono appassionata. Ho capito, la prima volta che sono stata capitano dell'Inghilterra, che c'era un grande bisogno di qualcuno che uscisse fuori per parlare di questo sport, e far desiderare alle ragazze di giocare per migliorare il profilo dello sport. Ho davvero amato farlo, e puoi fare tantissime cose diverse: devi imparare a gestire i media, ma poi devi anche andare nelle scuole, fare visita ai bambini e parlare loro da giocatore e da modello. L'ho amato, e poterlo fare ora che non sto giocando, ora che mi sono ritirata dalla nazionale, lo amo.

UEFA.com: La finale è l'apice per la carriera di una calciatrice?

White: Decisamente. E' la partita più importante che puoi giocare a livello di club. Ti alleni sempre con il club e poter vincere la UEFA Champions League è la cosa più grande che puoi fare ed è un onore farcela.

UEFA.com: Ti dà anche la possibilità di giocare negli stadi più grandi...

White: Sì, nel calcio per club ci sono impianti molto diversi fra loro. E giocare negli stadi grandi con potenzialmente tanti tifosi dà una sensazione speciale in più verso la partita, l'emozione che senti per la gara e l'occasione. E di certo a fine partita, se vinci, ti dà ricordi indimenticabili.

UEFA.com: Che differenza hanno fatto le competizioni europee, prima la UEFA Women's Cup, ora la UEFA Women's Champions League, nel calcio femminile?

White: Hanno aiutato a far aumentare lo standard del calcio femminile nei paesi coinvolti. Ovviamente giochi e diventi campione nel tuo paese, ma poi competere contro le migliori delle altre nazionali ti aiuta a far salire il livello, davvero. Giochi contro le migliori spesso, e dà qualcosa in più al calendiario, qualcosa da desiderare. So che tra le migliori partite che ho vissuto, tra i ricordi migliori, c'è la Champions League - ho vissuto partite e serate speciali.

UEFA.com: Sei diventata mamma lo scorso anno, come altre dell'Arsenal, come Julie Fleeting e Katie Chapman. Hai parlato con loro di come conciliare il calcio e la maternità?

White: Non direi che mi sono seduta per iniziare una conversazione su questo, ma si vede. Soprattutto con Katie, perché ha sempre avuto la sua famiglia con lei al club. Sul pullman in trasferta, e poi sono stati in albergo con noi. E' per questo che l'Arsenal è così positivo, ti aiutano se hai famiglia, e di certo lo hanno fatto con lei. Ecco, è stata più un'osservazione la mia, ed è stato bello avere i bambini come distrazione sul pullman. Sì, certe volte ne parliamo, ma lei probabilmente era la mia compagna più felice quando ho annunciato la mia gravidanza, praticamente mi è saltata addosso e gettata a terra!

Ultimo aggiornamento: 23/02/13 12.45CET

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