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Il Lione ruggisce ancora

Nel 2011/12, l’Olympique Lyonnais segna 39 gol subendone appena due e difende il titolo in UEFA Women's Champions League grazie a un 2-0 sul Francoforte davanti a oltre 50.000 spettatori.
di Paul Saffer
 

Il Lione ruggisce ancora

Nel 2011/12, l’Olympique Lyonnais segna 39 gol subendone appena due e difende il titolo in UEFA Women's Champions League grazie a un 2-0 sul Francoforte davanti a oltre 50.000 spettatori.

Il Lione ruggisce ancora: così si potrebbe riassumere il trionfo dell’Olympique Lyonnais in UEFA Women's Champions League 2011/12 con un 2-0 sull’1. FFC Frankfurt.

Da quando l’Umeå IK aveva vinto la seconda e la terza edizione della Coppa UEFA femminile (2002/03 e 2003/04), nessun'altra squadra aveva difeso il titolo europeo, neanche il Francoforte tre volte campione. Tuttavia, nella serata in cui la squadra tedesca eguaglia il record di cinque finali dell’Umeå, il Lione vince davanti a 50.212 spettatori (record in una competizione europea femminile) nella prima gara giocata all’Olympiastadion dopo il trasloco dell’FC Bayern München. Si chiude così una stagione che vede aumentare le squadre in gara a 54, con esordienti da Albania e Lettonia.

Il Francoforte, che torna nella competizione per la prima volta dopo il cambio di formato del 2009, arriva all’ultima gara perdendo sempre fuori casa fino alla comoda vittoria esterna sull’Arsenal LFC in semifinale. Nonostante il ritiro di Birgit Prinz e la partenza di altre pedine fondamentali, per non menzionare l'infortunio al portiere Nadine Angerer prima dei quarti, la nuova generazione  si dimostra ampiamente all’altezza.

Il Lione, nel frattempo, segna 32 gol senza subirne contro CFF Olimipa Cluj, AC Sparta Praha e Brøndby IF e si qualifica per la semifinale contro il Potsdam, che aveva affrontato nelle due precedenti finali. Un 5-1 allo Stade de Gerland e uno 0-0 nella gara di ritorno suggellano il trionfo francese. Il Potsdam risente in modo visibile della mancanza di Anja Mittag, trasferitasi all’FC Malmö dopo gli ottavi mentre era capocannoniere del torneo con sette gol.

Contro il Francoforte, il Lione schiera nove giocatrici che avevano affrontato il Potsdam a Londra un anno prima, ma la squadra tedesca delizia il pubblico con una partenza vivace. Nonostante la mancanza di occasioni nette, al 15’ il Lione guadagna un calcio di rigore alla prima offensiva grazie all’atterramento di Shirley Cruz Traña a opera di Melanie Behringer, ed Eugénie Le Sommer trasforma con freddezza.

La giocatrice si porta a quota nove gol e stacca Camille Abily di una lunghezza nella classifica cannonieri del torneo. La centrocampista del Lione, però, sigla il 2-0 13’ più tardi, vedendo l’estremo difensore Desirée Schumann fuori dalla porta dopo un rinvio di testa e scavalcandola con un pallonetto.

Anche se il Francoforte non molla, il Lione continua a procurarsi le migliori occasioni. In particolare, Abily colpisce una traversa su punizione e vince il titolo di migliore in campo per la seconda finale consecutiva. Il tecnico Patrice Lair, che alle prime due stagioni a Lione vince due UEFA Women's Champions League, può quindi festeggiare insieme ad Abily, Le Sommer, Cruz Traña, Louisa Necib, Sonia Bompastor, Sarah Bouhaddi e tante altre campionesse, che formano la migliore squadra mai vista nel calcio femminile.

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