L'Atalanta vota per Rooney

Ronaldo Koeman potrebbe lasciarlo a riposo ma Gasperini e Gómez sperano di affrontarlo. Intanto il tecnico dell'Atalanta punta sull'entusiasmo: "C'è fiducia e credibiltà".

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Il tecnico dell'Everton Ronaldo Koeman potrebbe decidere di lasciarlo a riposo, ma quello di Wayne Rooney resta comunque il nome sulla bocca di tutti alla vigilia del ritorno in Europa dell'Atalanta.

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“Non so se c'è non c'è – ha detto Gian Piero Gaseperini alla viglia -. Di certo rappresenta una parte importante del calcio inglese. Io sarei contento ci fosse. I grandi giocatori e i grandi avversari sono sempre difficili da affrontare ma sarebbe comunque un test affascinante per noi".

Sulla stessa lunghezza d'onda il 'Papu' Gómez. “E' un giocatore straordinario, ha scritto la storia del Manchester United e del calcio inglese, un grande campione, per me sarebbe un onore affrontarlo".

Ci sarà Rooney?
Ci sarà Rooney?©AFP/Getty Images

Come detto, però, Koeman potrebbe decidere di lasciare a riposo Rooney, così come Idrissa Gueye. Dopo i grandi investimenti estivi, l'Everton sta infatti facendo fatica in campionato e non ha mai vinto nelle ultime quattro uscite.

"Alle volte è difficile, mentalmente, giocare al giovedì e poi nel weekend - ha spiegato l'ex difensore olandese -. Hai bisogno di qualche giorno per riposare. Rooney è un grande giocatore, ma non parliamo ora di chi ci sarà perché prima devo parlare alla squadra. Per lui però è molto importante perché l'anno scorso ha vinto questo titolo".

Gasperini punta sull'entusiasmo
Gasperini punta sull'entusiasmo©Getty Images

Tanto l'entusiasmo in casa Atalanta per il ritorno in Europa dopo 26 anni. Ci sarà quasi un esodo di tifosi orobici per la partita a Reggio Emilia. E partono i confronti con l'Atalanta capace di stupire l'Europa arrivando in semifinale di Coppa delle Coppe nel 1987/88.

"Probabilmente i tifosi che hanno vissuto quel periodo possono fare meglio di me quei raffronti. Sono passati tanti anni, sono cambiate squadre e regole, però credo che alla fine il comune denominatore è l'entusiasmo che ci circonda. La gente vive nuovamente quell'entusiasmo. E anche noi abbiamo entusiasmo, è una competizione su cui puntiamo molto. Non mettiamo obiettivi ma c'è la curiosità di misurarci con grandi squadre. C'è fiducia e credibiltà".