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Kovačić, le speranze del 'predestinato'

Dall'investitura di Javier Zanetti ai primi gol con l'Inter, ripercorrendo gli indimenticabili momenti vissuti con la sua "squadra del cuore". Mateo Kovačić si racconta a UEFA.com.

Mateo Kovačić (Inter) ©Getty Images

Da Zagabria a Milano, con una valigia piena di sogni e speranze. E' stata questa la prima tappa del viaggio di Mateo Kovačić, il viaggio di un 'predestinato', non di un passeggero qualunque. Destinazione finale? Diventare uno dei centrocampisti più forti d'Europa.

Approdato all'FC Internazionale Milano nel gennaio 2013, il 20enne ha dimostrato di possedere tutti i requisiti necessari per farcela: dribbling improvvisi, accelerazioni brucianti, tecnica da trequartista, visione di gioco da playmaker. Addirittura Javier Zanetti lo ha definito il miglior giovane arrivato all'Inter dopo Ronaldo, il 'Fenomeno'.

Parole che fanno un certo effetto: "E' un grande complimento da un grande campione come Zanetti - ha ammesso Mateo Kovačić, già 19 presenze con la Croazia, in un'intervista con UEFA.com -. Se ha detto questo, è davvero una cosa bellissima. Ha sempre parlato bene di me come io di lui. E' stato un calciatore straordinario ed è una persona meravigliosa".

L'Inter nel suo destino, il club con cui "a dieci anni avevo fatto un paio di allenamenti". Ma prima 20 presenze e un gol (contro l'Olympique Lyonnais nel 2011/12) in UEFA Champions League con la maglia del GNK Dinamo Zagreb, due campionati croati vinti e due trionfi in Coppa di Croazia, oltre a una Supercoppa nazionale.

Senza dimenticare l'onore e la gratificazione di aver indossato la fascia di capitano: "Sì, per me è stato un grande onore nonostante fossi così giovane - ha raccontato a UEFA.com -. Spero un giorno di poter tornare a vestire la maglia della Dinamo, la mia squadra del cuore, un club pieno di talenti purissimi".

"Io seguo sempre i risultati della Dinamo, ho tanti amici lì. E' la società che mi ha lanciato sul palcoscenico europeo, lasciandomi poi l'opportunità di andare all'Inter. Non posso che dire grazie", ha aggiunto.

Una scelta fatta con il cuore anche la decisione di di abbracciare i colori nerazzurri: "La grande tradizione europea del club interista ha influito sulla mia scelta. Sono davvero contento di aver preso questa decisione, oggi sono molto felice di essere qui. E' un club con una tifoseria fantastica, a cui sono affettivamente molto legato".

Seppur intervallati da qualche pausa, i progressi di Kovačić sono stati costanti. Dopo una prima stagione e mezzo di ambientamento, per il No10 nerazzurro sono arrivati anche i primi gol. Già nei preliminari di UEFA Europa League: "L'importante era fare il primo perchè non segnavo da tanto tempo e un pò mi pesava. Alla fine ne sono arrivati tre contro lo Stjarnan". 

Vena realizzativa confermata anche in Serie A, quattro i gol segnati finora in campionato. Ma il sogno di Kovačić resta quello di sollevare un trofeo con l'Inter. I Nerazzurri se la vedranno con il Celtic FC nei sedicesimi di UEFA Europa League: "Abbiamo una buona squadra e penso che possiamo dare ancora di più perchè c'è tanto margine di miglioramento. Arrivare fino in fondo in Europa League? Sì, ce la possiamo fare. Ma servirà anche tanta fortuna perchè il calcio è così, dipende anche dalla fortuna".

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