Tu chiedi, Capello risponde
venerdì 15 giugno 2012
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Nella seconda parte della nostra serie di domande, Capello risponde ai tweet dei tifosi, rivelando chi è il miglior professionista che ha mai allenato e cosa pensa del modulo 3-5-2.
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L'ex allenatore dell'Inghilterra Fabio Capello ha trovato un po' di tempo per rispondere alle domande dei lettori di UEFA.com, inviategli via Twitter. Nella seconda serie di queste domande, l'ex allenatore di AC Milan, Real Madrid CF, AS Roma e Juventus ha parlato del modulo 3-5-2, delle differenze tra i vari campionati e dei giocatori più professionali con i quali ha lavorato.
@SivanJohn: Quali differenze hai trovato allenando in Paesi diversi come Italia, Spagna ed Inghilterra?
Fabio Capello: Ci sono tantissime differenze. Prima di tutto, se posso permettermi, vorrei fare un commento riguardo ai giornalisti, che sono le persone che in pratica decidono se stai facendo bene o no. In Italia la televisione, soprattutto quella privata, ha un'influenza immensa, e i commenti che vengono fatti a livello quotidiano su quei canali hanno tanto peso.
In Inghilterra la mia esperienza di c.t. è che durante la settimana uno legge i giornali per rimanere al corrente di quello che succede in Premier League. Questo è l'esatto opposto dell'opinione, molto diffusa in Italia e in Spagna, che la stampa inglese sia comparativamente meno coinvolta. Devo dire che nei quotidiani, sia quelli politici che non, ci sono sempre almeno 7-8 pagine di sport, ancora di più in occasione di eventi o competizioni speciali. I giornali pertanto possono davvero influenzare l'opinione pubblica, perchè vendono milioni e milioni di copie.
@Capel1: Chi è il professionista più motivato che tu abbia mai allenato?
Capello: Sono stato fortunato: ho allenato diversi grandi professionisti. Dipende molto da quale scuola calcistica provengono, e in quale squadra tu alleni. Posso dire di aver allenato diversi grandi giocatori e al posto di fare nomi preferirei nominare una scuola, o squadra. Ad esempio, la scuola del Milan ha regole molto precise, un modo speciale di lavorare, ed uno certo stile di vita che decisamente influenza i giocatori che escono da lì. Potrei citare come esempi [Franco] Baresi, [Paolo] Maldini e [Marco] Van Basten ma di sicuro mi dimenticherei nomi che meriterebbero di essere menzionati.
Oppure, prendendo la Juve come esempio, potrei fare i nomi di [Alessandro] Del Piero o [Pavel] Nedved, entrambi grandi professionisti. Nel Real Madrid menzionerei Raúl [González] e [Fernando] Hierro. Tutti questi giocatori sono veri modelli per gli altri. Mi dispiace aver solo menzionato questi pochi nomi perchè ce ne sarebbero tanti altri che meriterebbero di essere ricordati.
@AntsJuventino: Cosa ne pensi del 3-5-2, e dove può arrivare l'Italia?
Capello: Il 3-5-2 è, come ho sempre detto, un modulo più difensivo: di solito, quando difendi, difendi con 5 difensori sulla stessa linea. Mentre in passato si giocava con il libero e due giocatori il cui ruolo era marcare, i cosiddetti stopper, adesso il libero gioca sulla stessa linea dei suoi compagni. Quindi hai sempre un giocatore dietro di te a coprire, e giochi con 5 uomini dietro il pallone, il che implica che come modulo è molto difensivo. Ma allo stesso tempo hai due ali, abbastanza indietro, che possono creare tanti pericoli sulle fasce. Devo dire che quando ho vinto lo scudetto con la Roma giocavamo così: avevo Cafu sulla destra e [Vincent] Candela sulla sinistra.
@David_Is_Daft: E' più gratificante allenare o giocare?
Capello: Sono due cose completamente diverse. Da giocatore ti alleni, fai una bella vita, cerchi di rimanere al meglio della forma fisica e mentale, ma dopo ogni allenamento torni a casa e non pensi a null'altro. Ed è belissimo vincere partite! Da allenatore, invece, devi pensare a tutto quello di cui hai bisogno e che vuoi fare. Devi pianificare ogni allenamento, analizzare ogni rivale, parlare ai giocatori, capire se ci sono problemi. E' completamente diverso, molto più complesso. E quando vinci senti la vittoria molto più tua, perchè hai lavorato tu, hai messo tanto di tuo: è quasi come costruire una casa, una casa bella, il che ti rende felice.