'San Iker' rimanda i festeggiamenti
domenica 3 giugno 2012
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L'estremo difensore spagnolo festeggia oggi i 12 anni dall'esordio in nazionale, ma invece di pensare al passato preferisce puntare al futuro con l'obiettivo di regalare un altro trionfo continentale alle Furie Rosse.
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Oltre ad essere uno fra i più grandi di tutti i tempi, Iker Casillas - come gran parte dei portieri - ama l'ordine e le cose fatte bene.
Proprio per questo, l'estremo difensore non avrebbe potuto immaginare un modo migliore per festeggiare i 12 anni dal suo esordio in nazionale. Questa sera, a Siviglia, Casillas difenderà infatti la porta della Spagna di Vicente Del Bosque, l'uomo che di fatto lo lanciò in prima squadra al Real Madrid CF nel 1999, nell'amichevole contro la Cina allenata da José Antonio Camacho, che il 3 giugno 2000 lo fece esordire in nazionale contro la Svezia a Göteborg.
Camacho rimase molto colpito dall'allora 19enne portiere, che aveva appena vinto la UEFA Champions League con il Real Madrid, individuando in lui qualità rare per un giocatore così giovane: "Lo seguivamo con attenzione nelle nazionali giovanili e ciò che ci colpì maggiormente era il fatto che sembrava non avvertire la pressione - ha spiegato l'attuale Ct della Cina -. Un'altra caratteristica che lo contraddistingue ancora oggi è la sua abilità nelle situazioni di uno contro uno. Le grandi squadre, quelle che attaccano per gran parte del tempo, hanno assoluta necessità di un portiere con questo tipo di capacità".
Dopo essere diventato il primo capitano della Spagna a trionfare ai Campionati Europei UEFA dal 1964, quattro anni fa a Vienna, Casillas ha vinto anche il titolo mondiale, proprio grazie alle qualità che Camacho ammirava in lui. La Coppa del Mondo FIFA 2010, infatti, si sarebbe conclusa in modo diverso se in finale Casillas non avesse effettuato uno straordinario salvataggio su Arjen Robben lanciato a rete, deviando di piede il pallone oltre il palo.
La carriera del portiere 31enne, del resto, è piena di momenti del genere, non a caso il soprannome di Casillas è San Iker. E poco importa che 12 anni fa, al suo esordio, il futuro San Iker non abbia esordito nel migliore dei modi in nazionale, causando un rigore e venendo battuto dal dischetto 11 minuti dopo essere entrato in campo contro la Svezia. Il meglio, per lui doveva ancora arrivare.
I rigori, del resto, hanno giocato un ruolo importante nella carriera internazionale di Casillas, che conta 130 apparizioni con la maglia della Spagna e ilr ecord di ben 95 vittorie. A UEFA EURO 2008, l'estremo difensore ha interrotto la tradizione che vedeva la Spagna reduce da tre eliminazioni ai rigori nei quarti di finale neutralizzando le conclusioni dal dischetto di Daniele De Rossi e Antonio Di Natale, quindi si è ripetuto anche nei quarti di finale della Coppa del Mondo due anni più tardi.
Oltre ai contributi offerti sul campo, tuttavia, il ruolo di CAsillas è stato fondamentale per la Spagna anche in un modo meno visibile. Proprio questa settimana, infatti, Luis Aragonés - il Ct del trionfo del 2008 - ha spioegato che uno dei principali meriti del portiere è stato quello di "aver contribuito a cambiare la mentalità della Spagna".
Secondo Aragonés, le Furie Rosse hanno effettuato il salto di qualità definitivo quando Xavi Hernández, Carles Puyol e soprattutto Casillas hanno cominciato a far capire al resto della squadra che la convinzione dell'allora Ct che la Spagna avesse tutte le carte in regola per aprire un grande ciclo di vittorie non fosse solo una fantasia, ma qualcosa di molto vicino alla realtà. "Iker è stato il mio braccio destro e credo che sia il miglior capitano possibile per una squadra di calcio", ha spiegato Aragonés.
Casillas terrà nella dovuta considerazione il traguardo del 12esimo anniversario dal suo esordio in nazionale, ma certamente la sua attenzione sarà rivolta al futuro e a un altro, più importante, obiettivo: difendere il titolo di campione d'Europa e alzare ancora una volta il trofeo Henry Delaunay. Felice anniversario, San Iker.