Semshov morde il freno
giovedì 22 marzo 2012
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Con il ricordo della cavalcata della Russia fino alle semifinali di quattro anni fa ancora ben vivo nella memoria, Igor Semshov ha rivelato a a UEFA. com di non vedere l'ora di scendere in campo a UEFA EURO 2012.
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Quando l'Unione Sovietica conquistò per prima la Coppa Henri Delauney nel 1960, otto degli undici calciatori della formazione iniziale della finale di Parigi provenivano dalla sua repubblica più grande. Nonostante abbia collezionato da allora tre partecipazioni alla fase finale del torneo, la Russia non è andata oltre una semifinale a UEFA EURO 2008.
“Non volevamo più andarcene – ha spiegato il centrocampista Igor Semshov -. Di solito dopo sette-dieci giorni è normale tornare a casa, ma quella volta avremmo voluto che il torneo non finisse. [Guus] Hiddink aveva creato un ottimo ambiente nel ritiro e ripenso spesso a quel mese vissuto insieme”.
“Abbiamo perso [4-1] la prima partita contro la Spagna, ma le parole sagge di Hiddink ci hanno aiutato ad andare avanti. Ci ha mostrato gli errori e ne abbiamo fatto tesoro. È stato importante non perdere tempo in recriminazioni. Il passaggio da Guus a Dick Advocaat [l'allenatore attuale] è stato semplice. Sono due tecnici con un atteggiamento simile e che trattano i calciatori allo stesso modo”.
Il passaggio di consegne tra i due tecnici olandesi è arrivato a seguito della mancata qualificazione della Russia al Mondiale FIFA 2010, una ferita che Semshov spera di rimarginare la prossima estate. “Penso che questa qualificazione possa farci dimenticare la delusione per quella mancata ma è stato doloroso per me – ha aggiunto il centrocampista dell'FC Dinamo Moskva -. Guardando il Mondiale ci siamo resi conto che ce la saremmo potuta giocare alla pari con le altre squadre”.
L'arrivo di Advocaat ha segnato un'evoluzione più che una rivoluzione. L'ossatura della squadra non è cambiata, con Vyacheslav Malafeev e Igor Akinfeev in ballottaggio per la maglia numero uno, il trio del PFC CSKA Moskva formato da Sergei Ignashevich e dai gemelli Berezutski in difesa, e Andrey Arshavin e Roman Pavlyuchenko in attacco.
Sarà con questo zoccolo duro che la Russia si giocherà le sue possibilità a giugno, inserita nel Gruppo A con Repubblica Ceca, Grecia e Polonia. “Forse non sono squadre dai grandi nomi, ma tutti i gironi hanno le loro insidie – ha dichiarato Semshov -. Il nostro gruppo è formato da squadre con stili di gioco simili. È' un girone sulla carta accessibile, ma in un Campionato Europeo non ci sono squadre deboli”.
La storia dei Campionati Europei UEFA è scandita da grandi sorprese. In panchina con la Russia a UEFA EURO 2004 in Portogallo, Semshov faceva parte della Russia che è stata l'unica squadra a battere i futuri campioni della Grecia, rivelazione del torneo. Le due squadre si ritroveranno l'una contro l'altra a Varsavia il 16 giugno per il terzo UERO consecutivo.
“La Grecia sta vivendo un ricambio generazionale e non è facile dire quale sia il suo obiettivo – ha spiegato Semshov -. Nelle sue file militano giocatori reduci dal torneo in Portogallo più altri emergenti. Ma è una squadra con idee e movimenti chiari, come dimostra la qualificazione all'ultimo Mondiale e a EURO dall'addio di Otto Rehhagel”.
“La Repubblica Ceca sta attraversando una fase simile, ma ogni squadra ha i propri leader e il ranking non significherà niente. Si può sbagliare una partita o rendere al di sopra delle proprie possibilità. Molte persone non sanno cosa aspettarsi dalla Russia, e questo è il nostro vantaggio”.
Giocare contro i co-organizzatori della Polonia darà un'idea alla Russia di cosa aspettarsi quando ospiterà il Mondiale nel 2018. Sebbene l'obiettivo immediato sia quello di superare il Gruppo A, Semshov non nasconde che emulare l'impresa del 1960 di Lev Yashin e compagni riaccenderebbe la passione tra la Russia e il Campionato Europeo.
“Chiunque giochi a calcio, bambino o adulto, sogna una vittoria del genere. Non tutti hanno la fortuna di difendere l'orgoglio del proprio paese in un torneo così importante. Sappiamo quello che ci aspetta”.