I ricordi EURO di Nedvěd
lunedì 6 febbraio 2012
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Pavel Nedvěd rivela a UEFA.com come il mancato successo a UEFA EURO 2004 sia stato il suo più grande rammarico e ha condiviso tutti i ricordi più belli delle passate edizioni EURO.
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"Quando siamo tornati in Repubblica Ceca ci hanno accolto come fossimo degli eroi", ha raccontato Pavel Nedvěd a UEFA.com tornando con la memoria a EURO '96. "E' qualcosa che ricorderò per sempre".
Ora 39enne e a carriera conclusa, l'ex centrocampista di AC Sparta Praha, S.S. Lazio e Juventus, è stato un elemento chiave della Repubblica Ceca sconfitta in finale ai supplementari per 2-1 dalla Germania a EURO '96 e che ha raggiunto il traguardo delle semifinali nell'edizione del 2004.
"Eravamo una squadra poco conosciuta al tempo; ci siamo ritrovati in un girone difficile con squadre di primo piano come Italia, Germania e Russia", ha ricordato riferendosi al 1996. "Ma giocavamo un ottimo calcio; eravamo una squadra giovane, affamata di vittorie e desiderosa di dimostrare le nostre qualità".
"La sconfitta in finale non potrà mai offuscare quanto di buono fatto durante l'intero cammino in questa competizione", ha aggiunto. "Per la nostra gente eravamo lo stesso dei vincitori".
La delusione di UEFA EURO 2000 quando la Repubblica Ceca non è riuscita a centrare la fase a eliminazione diretta, è stata poi riscattata quattro anni più tardi a UEFA EURO 2004 in Portogallo. L'eliminazione è giunta solo in semifinale contro i futuri campioni della Grecia.
"Penso che abbiamo espresso il miglior calcio tra tutte le squadre presenti in quel torneo. Ritengo che meritassimo la vittoria finale", ha affermato Nedvěd. "Sfortunatamente mi sono infortunato in semifinale e non abbiamo ottenuto la vittoria contro la Grecia. Questo è il più grande rammarico della mia carriera con la maglia della nazionale".
Ora Nedvěd spera che la squadra attuale possa regalare gioia e sorprese a UEFA EURO 2012. "Abbiamo nuovi giocatori che attendono la consacrazione e che vogliono esplodere come facemmo noi in Inghilterra. Dobbiamo aver fiducia in loro e lasciarli giocare come sanno fare".