Nessuno sa soffrire come l'Atlético di Simeone

"Nel mio primo giorno sulla panchina dell'Atlético, la mia unica speranza era di rendere la squadra competitiva e di frustrare qualsiasi avversario avremmo incontrato", ha detto ieri sera Diego Simeone. Missione compiuta, dice Richard Martin.

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"È stata una serata di puro calcio, proprio come avevamo previsto, con un'atmosfera meravigliosa e contro una squadra che ha lottato fino alla fine", ha detto il tecnico dell'Atlético Madrid, Diego Simeone, dopo la qualificazione della sua squadra ai danni del Leicester City.

'Sofferenza' è il secondo nome dell'Atlético, e l'ha dimostrato anche ieri sera resistendo all'assalto del Leicester per raggiungere le semifinali di UEFA Champions League per la terza volta in quattro anni.

Difesa a oltranza
La squadra di Simeone è per indole sempre pronta a lottare ed è sembrata a proprio agio anche quando è stata costretta a difendersi vicino l'area nell'ultima mezz'ora di gioco, dopo il pareggio di Jamie Vardy che aveva riacceso le speranze dello sfavorito Leicester.

Con quattro centrali in campo, dopo le sostituzioni per infortunio di Juanfran e Filipe Luís, l'Atleti era pronto a respingere tutti gli attacchi dei ragazzi di Craig Shakespeare, facendo affidamento sulla straordinaria capacità di soffrire della sua retroguardia.

A trazione posteriore
Il l Leicester ha tirato 22 volte contro le sei dell'Atlético, e 18 di queste conclusioni sono arrivate nel secondo tempo, quando i Rojiblancos hanno difeso in nove, garantendo al portiere Jan Oblak di sporcarsi raramente i guantoni.

Diego Godín ha guidato la retroguardia negli ultimi 30 minuti di fuoco, giocando in linea con altri tre centrali difensivi naturali. L'ingresso di Lucas Hernández per Juanfran sulla destra è stato determinante per bloccare il tiro di Leonardo Ulloa, mentre l'esperienza col calcio inglese di Stefan Savić si è notata nello spazzare tutti i rilanci lunghi per la torre avversaria.

Il duttile Giménez
Schierare José María Giménez come centrocampista di contenimento ha dato i suoi frutti a Simeone nel primo tempo, dato che l'uruguaiano è un difensore di ruolo, molto combattivo ed esperto, ma soprattutto in grado di dire la sua nel gioco aereo e sui rilanci lunghi. Dopo l'infortunio di Filipe Luís, inoltre, nella fase finale della gara Giménez si è piazzato sulla destra della difesa a quattro, con Hernández nel ruolo di terzino sinistro.

"C'è voluto del tempo per reimpostare la difesa, ma quando ci siamo riusciti, siamo stati in grado di gestire meglio il pericolo durante i loro assalti", ha detto Simeone. "Sono felice di come la squadra si sia reinventata e sia rimasta competitiva in situazioni complicate. Abbiamo fatto ciò che la doppia sfida ci ha chiesto".

Diego Simeone si rivolge alla difesa
Diego Simeone si rivolge alla difesa©AFP/Getty Images

Che sia l'anno giusto?
Si dice che i trofei si vincano grazie alla difesa, e la rocciosa retroguardia dell'Atlético in questo senso è stata determinante nella vittoria della Liga nel 2013/14. Riuscirà la difesa dei Rojiblancos a interrompere la maledizione in UEFA Champions League e regalare la tanto attesa coppa alla squadra?

Nelle partite della fase a eliminazione diretta di UEFA Champions League giocate al Vicente Calderón, l'Atleti ha mantenuto la porta inviolata per nove gare consecutive - record che metterà in soggezione qualsiasi avversario verrà sorteggiato con lui nel sorteggio di venerdì. Inoltre, come ha dimostrato nel catino bollente del Leicester City Stadium, quando l'atmosfera è infuocata gli spagnoli si sentono a proprio agio.

"Nel mio primo giorno sulla panchina dell'Atlético, la mia unica speranza era di rendere la squadra competitiva e di frustrare qualsiasi avversario avremmo incontrato, e penso che siamo sulla strada giusta", ha detto Simeone. Dopo aver raggiunto tre volte la semifinale in quattro anni, l'Atlético è ancora una volta tra le prime quattro d'Europa.