I soldi non fanno il successo, si sa, ma almeno ti permettono di acquistare grandi campioni. Il difficile è farli giocare insieme, ma al Paris Saint-Germain FC sembra che Carlo Ancelotti ci sia finalmente riuscito.
Fin dal suo arrivo, poco meno di un anno fa, l'ex AC Milan ha sempre parlato di un gruppo di singoli piuttosto che di una squadra unita. In effetti, le vittorie del PSG, seppur frequenti, sembravano più il frutto di lampi individuali che di un buon gioco collettivo.
Ora, gli uomini di Ancelotti sembrano aver messo da parte le ambizioni personali per il bene comune e, con l'1-0 di domenica sull'Olympique Lyonnais, hanno registrato la quarta vittoria consecutiva fra tutte le competizioni, tornando in vetta alla Ligue 1.
"In due settimane sono cambiate molte cose - ha commentato Ancelotti, riferendosi alla gara del 1° dicembre persa 2-1 contro l'OGC Nice -. Chi pensava che il PSG sarebbe cambiato in così poco tempo?"
©AFP/Getty ImagesLa squadra di Carlo Ancelotti è in gran forma
La ripresa è iniziata con la vittoria contro l'FC Porto alla sesta giornata che ha suggellato il primo posto nel Gruppo A di UEFA Champions League, mentre la cena di squadra organizzata due giorni dopo in un ristorante italiano di Parigi ha consolidato lo spogliatoio. Per avere una prova del PSG rinnovato e altruista, basta guardare l'esempio di Blaise Matuidi contro il Lione.
Centrocampista combattivo alla Claude Makelele, Matuidi è stato l'inatteso match winner di domenica, spingendosi in avanti per incornare in rete un cross di Zlatan Ibrahimović e rubandogli i titoli per un giorno.
"La nazionalità non è importante - ha commentato Matuidi a proposito della sua squadra cosmopolita -. Bisogna solo avere lo stesso obiettivo, ma ne siamo consapevoli". Unendo il talento all'affiatamento, si ha una miscela esplosiva, e lo stregone Ancelotti lo sa bene.
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