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Roberta Radaelli
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Roberta Radaelli
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Milano

Buffon, quando un portiere vuol dire fiducia

Lunedì, 25 febbraio 2013, 13.20CET
Se la Juventus domina in campionato e viaggia a vele spiegate in Europa, il merito è anche del suo numero uno. Troppo spesso l'importanza dei portieri viene misconosciuta, ma Buffon l'ha ribadita nella sfida contro il Siena.
 
 
Pubblicato: Lunedì, 25 febbraio 2013, 13.20CET

Buffon, quando un portiere vuol dire fiducia

Se la Juventus domina in campionato e viaggia a vele spiegate in Europa, il merito è anche del suo numero uno. Troppo spesso l'importanza dei portieri viene misconosciuta, ma Buffon l'ha ribadita nella sfida contro il Siena.

"La differenza tra me e un portiere di serie B o C credo che sia impercettibile per quanto riguarda la capacità di parare o di effettuare uscite. Quello che cambia al limite può essere la sicurezza che riesci a trasmettere alla squadra".

Poche parole per centrare il punto. "L'ultimo baluardo", "l'uomo più solo in campo", sono tanti i modi in cui l'estremo difensore viene descritto, ma questa dichiarazione - che per la cronaca appartiene a Gianluigi Buffon - sintetizza al meglio la filosofia di chi sta in mezzo ai pali. Perché portiere vuol dire, soprattutto, fiducia. E chi meglio di Buffon è in grado di infonderla ad un reparto difensivo?

©AFP/Getty Images

La concentrazione è una caratteristica fondamentale per un portiere

La prova provata va ricercata nella sfida di campionato di domenica, vinta 3-0 dalla Juventus contro l'AC Siena. Nella ripresa, con i Bianconeri già in vantaggio per 2-0, Buffon ha impedito ai toscani di rientrare in partita esibendosi in uno strepitoso intervento su Innocent Emeghara. Molti obbietteranno che non è certo la prima volta per lui, ma l'attenzione va focalizzata non tanto sul gesto, quanto sul momento.

Già, perché dopo un'ora passata di fatto da spettatori - come nel caso di Buffon, fino a quel momento inoperoso - rimanere concentrati è un'impresa dannatamente complicata. Di quelle che riescono solo ai grandi portieri. E Buffon ha dato l'ennesima conferma di far parte della categoria, reagendo con la prontezza alla sollecitazione. Una sola parata in 90 minuti, ma di quelle che valgono doppio.

Interventi del genere, si diceva, non sono parate, ma parate al quadrato. Perché restituiscono alla squadra l'impressione che l'impossibile non esista. Ed è una bella sensazione, per qualsiasi difensore, sapere che anche quando il gol sembra inevitabile, c'è chi invece è in grado di scongiurare tutto. Pochi secondi e la magia si compie: una traiettoria che sembra vincente viene smorzata con un colpo di reni e il pacchetto arretrato tira un sospiro di sollievo.

Il cammino verso il successo, è evidente, passa anche attraverso momenti ome questo. E per una squadra come la Juventus, che in UEFA Champions League si confronta con il meglio del calcio europeo, sapere di avere una simile rete di protezione alle spalle rappresenta un bel valore aggiunto.

Se a Glasgow, nell'andata degli ottavi di finale, i Bianconeri si sono imposti 3-0 il merito non è stato solo della concretezza degli attaccanti, del dinamismo dei centrocampisti e della robustezza della difesa. Un edificio solido si costruisce sempre su fondamenta sicure ed è questo che Buffon rappresenta per la Juve: la base  su cui tutto prospera. E se l'approdo ai quarti di finale appare ormai molto più che un'ipotesi, il suo contributo non può essere messo in secondo piano.

Chiamato in causa con tiri dalla distanza, messo alla prova da innumerevoli traversoni, costretto a sbrigarsela in mischia: al Celtic Park il lavoro non è certo mancato, ma Buffon ha sempre risposto presente. E c'è da scommettersi che tornerà a farlo ancora: se la Juve vuole pensare in grande anche in Europa non ha esempio migliore a cui ispirarsi.

http://it.uefa.com/uefachampionsleague/news/blogs/blog=ucl_blog_around/postid=1924778.html#buffon+quando+portiere+vuol+dire+fiducia

Ultimo aggiornamento: 25/02/13 14.01CET
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