In ogni lavoro ci sono belle e brutte giornate, anche quando si intervista un calciatore. Una volta, per esempio, ho incontrato un attaccante molto famoso che ha passato tutto il tempo a guardare la TV, quasi ignorandomi. Ma non è niente rispetto a quando sono andato da Leeds a Londra per intervistare un giocatore della Premier League, ho aspettato quattro ore al campo di allenamento e, quando finalmente è uscito, mi è stato dato il suo numero di cellulare dicendomi che avrebbe parlato con me al telefono un altro giorno.
Per non fare di tutte le erbe un fascio, però, parlerò della bella intervista di questo mese con Javi García, nuovo centrocampista spagnolo del Manchester City FC.
Era un'intervista per il programma televisivo settimanale della UEFA Champions League e sono stato scelto perché parlo spagnolo. Ci siamo incontrati nella piccola sala conferenze del campo di allenamento di Carrington per una chiacchierata tra amici (oltre a me c'erano due cameramen, un produttore e Simon, dell'ufficio stampa del City). Un collega che aveva lavorato all'SL Benfica, la sua ex squadra, mi ha descritto Javi come una persona piacevole, e io non posso che confermarlo.
Rilassato e di buon umore, ha fatto tutto quello che gli è stato chiesto dal produttore, come scattare alcune Polaroid in varie pose (l'effetto finale dopo il montaggio è stato delizioso). Alla fine, il giocatore ha scherzato dicendo che, essendo il nuovo arrivato, l'ufficio media del City si stava approfittando del suo buon carattere. Inoltre, ha aggiunto che lui e la sua ragazza avrebbero preso lezioni di inglese perché non volevano frequentare solo i suoi compagni che parlano spagnolo.
Poi abbiamo parlato dell'influenza di suo padre José, ex portiere che ha fondato una scuola calcio a Murcia dove Javi ha iniziato prima di andare nelle giovanili del Real Madrid CF a 14 anni. José e la moglie stavano per arrivare in Inghilterra per vedere esordire il figlio in Premier League contro lo Stoke City FC.
©Getty Images Javi García ha segnato al suo esordio
Sicuramente, i genitori hanno vissuto una giornata da ricordare. Anch'io ero in tribuna e ho visto Javi siglare il gol dell'1-1 che ha permesso al City di strappare un punto, sfiorando addirittura il raddoppio se non fosse stato per una deviazione sul palo del portiere.
La buona prestazione gli ha regalato un posto da titolare per la prima giornata di UEFA Champions League contro il Real e per l'1-1 di sabato contro l'Arsenal FC. Non male come partenza per un giocatore che, se paragonato agli ultimi acquisti del City, ha destato meno clamore ma potrebbe risultare altrettanto utile.
Dopo aver conosciuto i lati positivi del suo carattere, sono curioso di vedere se Javi García sarà così bravo anche in campo.
Le opinioni espresse sono dell'autore e non della UEFA.
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