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Continuità con le origini

Lunedì, 9 Novembre 2009
Ufficio Esecutivo
Il Presidente UEFA Michel PlatiniIl Presidente UEFA Michel Platini (©UEFA)

L'editoriale del Presidente UEFA Michel Platini apparso nell'ultimo numero di uefadirect, la pubblicazione ufficiale UEFA.

Pensare al futuro non significa dimenticarsi del passato. Al contrario, guardarsi alle spalle è un ottimo metodo per essere sicuri di non essersi allontanati troppo dal cammino prefissato ed, eventualmente, per ristabilire le priorità.

Desiderio
Proprio per questo, è bene ricordare che le competizioni europee per squadre di club sono nate grazie all'entusiasmo di un piccolo gruppo di appassionati, animati dal desiderio di scoprire quale fosse la squadra più forte d'Europa, in un'epoca in cui simili confronti traevano le basi esclusivamente sui risultati di alcune gare amichevoli.

Fenomeno sociale
Tutti noi sappiamo che queste competizioni sono cresciute col tempo e i loro interessi si sono intrecciati con quelli delle emittenti televisive, con l'obiettivo di dare vita a manifestazioni che travalichino i confini dello sport per diventare veri e propri fenomeni sociali. Per questo motivo, anche il calcio ha dovuto fare i conti con uno dei fattori-chiave della società moderna: il denaro.

Miglioramenti tangibili
Non è mia intenzione lamentarmi per l'influsso che il denaro ha avuto sul mondo del calcio, dal momento che ci ha permesso di dare maggiore supporto ai giocatori professionisti, di migliorare le infrastrutture e gli standard qualitativi e di rendere questo sport più duraturo nel tempo.

Lo sport prima di tutto
Sfortunatamente, però, l'aspetto finanziario ha fatto dimenticare a molta gente che queste competizioni, prima di tutto, sono eventi sportivi. E' intollerabile che per alcuni club la partecipazione alle competizioni europee sia diventata indispensabile per far quadrare i bilanci e che, di conseguenza, questi club non esitino a chiedere in prestito somme sempre più ingenti per raggiungere i propri obiettivi, entrando in una spirale di debiti che potrebbe avere come estrema conseguenza il fallimento.

Volontà comune
Ed è persino più difficile accettare che altri club, con ambizioni decisamente più modeste, possano trarre profitto dalla loro partecipazione alle competizioni europee attraverso le scommesse illegali e la compravendita di partite. Il mondo dello sport non può tollerare gli eccessi finanziari, come sottolineato anche dal Consiglio Strategico del Calcio Professionistico, espressosi totalmente a favore del fair play finanziario. La volontà di operare in questa direzione è comune, ora è necessario tracciare una rotta che certo non dovrà riportarci al calcio pionieristico delle origini, ma almeno consentirci di garantire che lo spirito originale che anima questo sport non venga tradito.

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