Arbitri protagonisti
Martedì, 3 Novembre 2009Spesso si dice che gli arbitri migliori siano quelli che si notano poco, ma anche quando devono recitare il ruolo di protagonisti i direttori di gara sanno il fatto loro. Un lungo applauso ha infatti chiuso lunedì sera a Firenze la proiezione di ‘Les Arbitres’ in occasione del 50esimo Festival dei Popoli. Il film documentario è dedicato alla vita di alcune “giacchette nere” durante UEFA EURO 2008™ in Austria e Svizzera.
In sala
Al cinema Odeon per assistere al film c’erano, oltre ai due registi Yves Inant e Delphine Lehericey, alcuni responsabili UEFA impegnati a Coverciano per il quarto Corso UEFA per Arbitri Internazionali di Futsal. Alcuni lo avevano già visto, per altri era la prima volta: tutti hanno comunque apprezzato le scene proposte, che hanno permesso al pubblico di ascoltare i commenti degli arbitri con i collaboratori durante le gare e vivere il ‘dietro le quinte’ durante gli Europei di calcio.
Libertà totale
“Questo progetto è iniziato a marzo, quando abbiamo richiesto di realizzare un film sugli arbitri”, ha raccontato Hinant nel dibattito successivo alla proiezione, “Noi abbiamo messo come unica condizione quella di avere libertà totale, perché venisse bene. La cosa importante era trovare una buona storia e dei buoni protagonisti. Per noi la cosa importante era fare un film sulla società, uno specchio rappresentato dagli arbitri. Volevamo far vedere la loro vita”.
Le famiglie
“Dovevamo costruire qualcosa intorno a questo film, quindi abbiamo pensato che una buona idea fosse quella di andare a trovare le famiglie degli arbitri”, ha detto da parte sua Lehericey, “Abbiamo avuto delle sorprese molto belle, abbiamo visto che le famiglie sostengono totalmente l’arbitro, anche se a volte non capiscono quello che succede sul campo”.
Subito sì
Il Presidente della Commissione Arbitri UEFA Angel Maria Villar Llona è rimasto ben impressionato. “Credo che che questo film sia straordinario perché riesce a mostrare l’arbitro come sportivo ma soprattutto come uomo. Mostra il prima, il durante e il dopo. Io sono stato calciatore, ho giocato in nazionale: conosco molto bene quello che viene mostrato nel film: tensioni, pressioni, nervosismo, rapporti con moglie e figli”.
Enorme dedizione
Interessante anche il punto di vista di Werner Helsen, che degli arbitri cura la preparazione fisica. “Lavoro ormai da dieci anni per la UEFA e alleno i migliori arbitri, Pierluigi Collina è stato uno dei primi con cui ho avuto il privilegio di lavorare”, ha ricordato, “E’ la prima volta che vedo il film, emergono benissimo lo stress fisico, quello psicologico e le pressioni dei media che subiscono gli arbitri, esseri umani che possono sbagliare. Mostra anche l’enorme dedizione che mettono nel loro lavoro. Trovo questo documentario molto utile, dovrebbe essere visto non soltanto dagli appassionati di calcio”.
Copertura europea
Il film avrà una considerevole copertura europea. L'anteprima al Festival di Locarno ha ricevuto ottime critiche dai media italiani, e il film ha ottenuto grande successo anche a Parigi a settembre ed è stato mostrato anche in diverse città francesi. Un'ateprima c'è stata anche in Polonia. Quella portoghese si è invece tenuta durante l'evento Doclisboa di Lisbona, mentre le tappe dei prossimi due mesi saranno Spagna e Estonia.
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